Cosa: Il virtuoso Vincenzo Bolognese esegue l’integrale dei 24 Capricci per violino solo di Niccolò Paganini.
Dove e Quando: Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, mercoledì 29 aprile alle ore 18:00.
Perché: Un’occasione musicale straordinaria per ascoltare l’intero e impervio ciclo paganiniano suonato in un unico concerto, un’impresa che pochissimi musicisti osano affrontare.
Nel vibrante panorama culturale della primavera romana, spicca un appuntamento musicale destinato a lasciare un segno profondo nel cuore degli appassionati e dei neofiti. La prestigiosa stagione concertistica di Roma Sinfonietta accoglie un evento che coniuga l’assoluta maestria tecnica con una straordinaria e viscerale espressione artistica. Al centro della scena vi è una delle opere più complesse, studiate e affascinanti mai scritte per strumento ad arco, interpretata da un musicista d’eccezione che ha fatto dello studio sistematico di questo repertorio la sua vera missione di vita.
Il mito romantico e il violino “diabolico” di Paganini
La figura di Niccolò Paganini è avvolta da un’aura leggendaria che continua ad affascinare a distanza di secoli, mantenendo intatto il suo incredibile potere evocativo. Con gli stupefacenti prodigi tecnici e armonici che compiva regolarmente, il celebre musicista genovese entusiasmò le platee di tutta l’Europa ottocentesca, costruendo una fama senza precedenti. In un’epoca storica in cui la musica “classica” non aveva ancora espanso i propri orizzonti verso gli altri continenti, il pubblico accorreva numeroso e assisteva letteralmente incredulo alle impensabili acrobazie eseguite in totale scioltezza con le dita e con l’archetto. La qualità del suono che scaturiva dal suo inseparabile violino Stradivari sembrava sfidare le leggi della logica e superare ampiamente i limiti delle capacità umane conosciute.
L’impatto di queste esibizioni fu talmente sconvolgente che si diffuse rapidamente una celebre e affascinante leggenda: si mormorava, con sempre maggiore insistenza, che il violinista avesse stretto un oscuro patto col diavolo. Dopotutto, si era in piena epoca romantica, un periodo culturale in cui il misterioso, il fantastico e il tenebroso dominavano prepotentemente le mode e l’immaginario collettivo. I 24 Capricci per violino solo rappresentano senza alcun dubbio l’apice insuperato di questo “diabolico” e magnetico virtuosismo. Sebbene le generazioni successive di musicisti abbiano poi ampiamente dimostrato che queste opere potevano essere suonate attraverso una naturale predisposizione e uno studio accanito, sfatando il mito esoterico, il loro fascino oscuro e la loro difficoltà ai limiti dell’umano rimangono ancora oggi intatti.
Una sfida titanica: eseguire i Capricci in un solo respiro
Affrontare questa partitura monumentale per intero richiede una concentrazione assoluta, una preparazione tecnica ineccepibile e una resistenza fisica e mentale fuori dal comune. Ciascuno dei 24 Capricci è stato concepito fin dalle origini come una vera e propria sfida estenuante per ogni violinista, ponendo ostacoli interpretativi severissimi. Solitamente, infatti, anche i più grandi e blasonati interpreti internazionali preferiscono inserirne soltanto un piccolo gruppo, attentamente selezionato, all’interno dei propri programmi concertistici. Eseguirli tutti in sequenza, in un unico e mozzafiato concerto, costituisce un’impresa di proporzioni titaniche che pochissimi artisti al mondo possono permettersi di affrontare.
Assistere dal vivo a questa vera e propria maratona musicale, dove si susseguono senza sosta ventiquattro brevi composizioni della durata media di circa tre minuti ciascuna, è un’esperienza sensoriale avvolgente e particolarissima. Oltre ad ascoltare le strabilianti invenzioni musicali che delineano un mondo sonoro completamente nuovo e originale, gli spettatori possono osservare in prima persona i complessi movimenti e le necessarie acrobazie di dita, mani e braccia che l’esecutore deve compiere per risolvere l’enigma imposto dall’autore. Eppure, questo impressionante aspetto acrobatico non oscura mai l’altissimo e puro valore musicale dell’opera. L’ascolto risulta profondamente gradevole proprio in virtù dell’immensa varietà dei brani, in grado di spaziare fluidamente da una sfrenata e febbrile vivacità a una cupa drammaticità, per poi approdare a momenti di meditazione malinconica o di improvvisa giocosità.
Vincenzo Bolognese, interprete d’eccellenza e studioso rigoroso
Per intraprendere un viaggio musicale e performativo di tale ambizione, occorre un interprete di eccezionale solidità artistica. Vincenzo Bolognese non è soltanto un virtuoso del violino famoso a livello internazionale per il suo ineguagliabile talento interpretativo , ma è anche un profondissimo esperto e un instancabile studioso di tutto il mondo paganiniano. La sua autorevolezza in materia è ampiamente riconosciuta nel panorama accademico, ed è stata definitivamente sancita dalla pubblicazione di accurate edizioni critiche riguardanti cinque dei sei celebri Concerti per violino, oltre a numerosi altri pezzi un tempo sconosciuti dell’autore genovese da lui stesso meticolosamente riscoperti.
La sua folgorante e solida carriera lo vede dividersi con successo tra l’intensa attività solistica e il prestigioso ruolo di primo violino solista, incarico ricoperto originariamente nelle rinomate orchestre dell’Accademia di Santa Cecilia e confermato oggi in quella dell’Opera di Roma. L’esperienza in sala di registrazione rafforza ulteriormente questa sua eccellenza: vanta infatti l’incisione integrale della musica per violino solo di maestri virtuosi come Eugène Ysaÿe e Jascha Heifetz, oltre a un lussuoso cofanetto di cd interamente dedicato a Paganini, realizzato insieme alla Camerata Strumentale di S. Cecilia. Costantemente acclamato nei teatri del Giappone ed esibitosi sotto la guida di direttori del calibro di Lopez Cobos, Sinopoli e Temirkanov, Bolognese è l’artista ideale per compiere questo miracolo sonoro. Prima dell’inizio del concerto, ad arricchire ulteriormente l’esperienza, ci sarà una breve introduzione curata da Rui Lopes Ferreira per guidare il pubblico all’ascolto consapevole.
Info utili
- Luogo: Auditorium “Ennio Morricone”, Università degli studi di Roma “Tor Vergata” (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).
- Data e orari: Mercoledì 29 aprile, ore 18:00.
- Biglietti:
- Intero: € 12,00.
- Ridotto: € 8,00 (riservato al personale universitario, over 65 e titolari CartaEffe Feltrinelli).
- Studenti: € 5,00.
- Prenotazioni e info: È possibile prenotare i posti contattando il numero telefonico 06 3236104. I biglietti possono essere ritirati direttamente sul luogo dell’evento oppure acquistati in biglietteria poco prima dell’inizio del concerto.
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