- Cosa: Mostra d’arte contemporanea collettiva intitolata Il territorio in cui viviamo visto con gli occhi di ogni età, stato, etnia.
- Dove e Quando: Galleria Studio CiCo, Via Gallese 8, 10, 12 – Roma. Dall’8 al 15 maggio 2026.
- Perché: Un’indagine corale sul concetto di confine e appartenenza, con il patrocinio del XV Municipio di Roma Capitale.
Il concetto di territorio, nell’epoca della globalizzazione estrema e della ridefinizione costante dei confini digitali e fisici, smette di essere una semplice coordinata geografica per trasformarsi in un organismo pulsante. La Galleria Studio CiCo di Roma inaugura un progetto espositivo di profonda riflessione sociale e artistica, ponendo l’accento sulla pluralità degli sguardi. Sotto la guida curatoriale di Cinzia Cotellessa ed Elena Pietrangeli, la mostra collettiva Il territorio in cui viviamo visto con gli occhi di ogni età, stato, etnia si propone come un osservatorio privilegiato sulle dinamiche dell’abitare contemporaneo.
L’iniziativa, che gode del patrocinio e del sostegno del XV Municipio di Roma Capitale, non è solo una rassegna di opere, ma un vero e proprio atto politico e poetico. Attraverso il coinvolgimento di artisti provenienti da percorsi eterogenei, l’esposizione intende mappare non solo i luoghi fisici della città e del mondo, ma anche i territori dell’anima, quelli fatti di memoria, di conflitti irrisolti e di nuove speranze di integrazione. In un momento storico in cui la narrazione del territorio è spesso ridotta a cronaca o a fredda statistica, questa mostra sceglie la via dell’arte per restituire complessità all’esperienza umana.
Un mosaico di identità e linguaggi
Il percorso espositivo si snoda attraverso le opere di oltre venti artisti, ognuno portatore di una visione specifica che si intreccia con quella degli altri in un dialogo serrato. La forza del progetto risiede proprio nella sua natura corale: non esiste un’unica interpretazione del “territorio”, ma una costellazione di percezioni che variano a seconda dell’origine, dell’età e del vissuto personale. Gli artisti coinvolti — tra cui figurano nomi come Ugo Angelini, Franco Bacci, Rita Belpasso, Anna Coppi, Clara Di Curzio, Doderao, Ele Ele, Pieralberto Faina, Paolo Ferroni, Ambra Feula, Franco Gloriani, Lucia Granati, Stefania Guiotto, Luciana Magnasciutti, Barbara Maresti, Olimpio Monticelli, Giuliana Pellacani, Elena Pietrangeli, Donatella Ricci Piccirilli, Anna Romanello, Maria Teresa Serra, Federica Virgili e Adrian Zamic — offrono sguardi talvolta dissonanti, ma sempre autentici.
Ogni opera diventa così una mappa emotiva. C’è chi vede nel territorio un archivio di memorie da preservare, chi lo interpreta come un campo di trasformazione urbana e chi, invece, lo vive come uno spazio intimo, quasi claustrofobico o, al contrario, infinitamente aperto. Questa molteplicità di stili e linguaggi — dalla pittura alla scultura, fino alle nuove sperimentazioni — permette al visitatore di non essere un semplice spettatore passivo, ma di sentirsi parte integrante di un processo di riconoscimento. La diversità, in questo contesto, non è vissuta come una distanza incolmabile, bensì come la base necessaria per una comprensione reciproca più profonda e consapevole.
Il territorio come spazio di relazione e ascolto
Secondo le parole della curatrice Cinzia Cotellessa, l’obiettivo primario della mostra è restituire spessore a ciò che solitamente viene semplificato. Il territorio non è mai un elemento neutro; esso è costantemente attraversato da storie di appartenenza e identità che si scontrano e si fondono. Gli artisti invitati non si sono limitati a rappresentare paesaggi o scenari, ma hanno scelto di “interrogare” lo spazio che abitano, trasformandolo in un linguaggio visivo capace di parlare a tutti. È l’idea di uno spazio condiviso che, pur restando lo stesso sulla carta geografica, assume significati radicalmente diversi per chi lo attraversa.
L’inaugurazione, prevista per venerdì 8 maggio alle ore 18:00, vedrà la partecipazione dell’Assessore all’Ambiente del XV Municipio, Marcello Ribera, a testimonianza del legame profondo tra l’espressione artistica e la gestione del bene comune. La presentazione critica sarà affidata al professor Piero Zanetov, che guiderà il pubblico nella lettura delle stratificazioni concettuali presenti nelle opere. Ad arricchire ulteriormente l’esperienza inaugurale sarà la performance dell’attrice Chiara Pavoni, il cui intervento amplificherà i temi della mostra attraverso il corpo e la voce, creando un ulteriore livello di dialogo tra l’opera d’arte e lo spazio fisico della galleria.
Riflessioni sul senso dell’abitare
Abbandonare l’idea del territorio come proprietà per abbracciarla come relazione: è questo il cuore pulsante dell’esposizione allo Studio CiCo. La mostra invita a ripensare il senso dell’appartenere, suggerendo che l’identità di un luogo non sia data dai suoi confini murari, ma dalle persone che lo vivono e dalle storie che vi lasciano impresso. In questo senso, l’arte diventa lo strumento ideale per “abitare” il mondo in modo più critico e partecipe. Ogni installazione e ogni quadro diventano una soglia da varcare, un invito a sostare per interrogarsi sulla propria posizione all’interno della società.
In conclusione, la rassegna non si limita a raccontare il territorio, ma lo attraversa come un’esperienza viva. È un invito a perdersi nelle infinite geografie dell’umano per poi ritrovarsi, forse, con una consapevolezza diversa verso ciò che ci circonda. La Galleria Studio CiCo conferma la sua vocazione di spazio aperto al confronto, dove l’arte contemporanea non è un esercizio di stile fine a se stesso, ma una lente necessaria per leggere le complessità del nostro tempo e per costruire, insieme, una nuova narrazione del vivere comune.
Info utili
- Sede: Galleria Studio CiCo, Via Gallese 8, 10, 12 – Roma.
- Periodo: Dall’8 al 15 maggio 2026.
- Inaugurazione: Venerdì 8 maggio ore 18:00.
- Interventi: Presentazione a cura di Piero Zanetov; performance di Chiara Pavoni.
- Patrocini: XV Municipio di Roma Capitale.
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