Cosa: Proiezione del film Una cosa vicina e incontro con il regista Loris G. Nese e la produttrice Chiara Marotta.
Dove e Quando: Cinema Greenwich, Roma; martedì 31 marzo, ore 21:00.
Perché: Un’opera prima acclamata a Venezia 82 che fonde documentario e animazione per raccontare un’eredità familiare difficile.
Il panorama cinematografico romano si arricchisce di un appuntamento imperdibile per gli amanti del cinema d’autore e delle narrazioni di confine. Martedì 31 marzo, il Cinema Greenwich ospita la proiezione di Una cosa vicina, il lungometraggio d’esordio di Loris G. Nese. L’evento, inserito nella rassegna Solo di martedì, rappresenta un’occasione preziosa per dialogare direttamente con l’autore e con Chiara Marotta, figura chiave del progetto in veste di produttrice e montatrice. Il film arriva nella Capitale dopo il prestigioso passaggio all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha catturato l’attenzione di critica e pubblico per la sua cifra stilistica unica.
L’opera si avvale delle voci di Francesco Di Leva e Mario Di Leva, che prestano il loro talento a una narrazione profondamente radicata nel territorio campano, ma capace di toccare corde universali. Ambientato nella periferia di Salerno, Una cosa vicina non è solo un racconto di formazione, ma un’indagine visiva che scava nelle pieghe di una memoria personale e collettiva. Il film si presenta come un documentario autobiografico “ibrido”, capace di scardinare le etichette di genere per abbracciare una libertà espressiva che spazia dal realismo del live-action alla suggestione dell’animazione, fino al recupero di preziosi materiali d’archivio.
Un’identità costruita tra ombre e segreti
La trama di Una cosa vicina ci riporta agli anni Novanta, seguendo la crescita di un bambino all’interno di una famiglia segnata da lutti prematuri e misteriosi. Il protagonista cresce in un ecosistema maschile dove i padri e gli zii scompaiono troppo presto, lasciando dietro di sé un silenzio difficile da decifrare. È solo con il passare degli anni che il bambino, ormai ragazzo, comprende come il proprio cognome non sia solo un nome, ma un marchio indelebile impresso sulla pelle e riconosciuto con timore o sospetto in tutta la città. Questa scoperta trasforma la percezione della realtà, rendendo il quotidiano simile alle atmosfere dei film gangster e horror che il protagonista ama consumare.
Il cinema diventa così lo specchio e, contemporaneamente, lo scudo attraverso cui filtrare una violenza che ha cambiato il corso della sua vita. Il regista Loris G. Nese utilizza la macchina da presa come uno strumento chirurgico per analizzare questo passato ingombrante. Attraverso il montaggio curato da Chiara Marotta, il film ricostruisce un’identità frammentata, cercando di dare un volto e una spiegazione a quei segreti che hanno soffocato l’infanzia dell’autore. La narrazione si muove con fluidità tra il ricordo soggettivo e la documentazione oggettiva, creando un cortocircuito emotivo che coinvolge lo spettatore sin dalle prime inquadrature.
Il linguaggio dell’animazione e la forza dell’archivio
Una delle caratteristiche più distintive di questo film è l’integrazione dell’animazione all’interno di un impianto documentaristico. Questa scelta non è puramente estetica, ma risponde all’esigenza di rappresentare l’irrappresentabile: i sogni, i traumi infantili e le sensazioni astratte di un bambino che cerca di dare un senso a un mondo adulto brutale. L’animazione permette a Nese di dilatare il tempo e lo spazio, offrendo una visione onirica che si contrappone alla crudezza delle immagini d’archivio. Quest’ultime, recuperate con un minuzioso lavoro di ricerca, forniscono la base storica e sociale su cui si poggia la vicenda personale del protagonista.
Il film diventa quindi un atto di resistenza contro l’oblio. Trasformare una storia così personale in cinema è stata per il regista l’unica via possibile per affrontare un’eredità che rischiava di schiacciarlo. Durante l’incontro al Cinema Greenwich, introdotto dai curatori del Nostalghia Podcast, verranno approfondite le sfide produttive e creative di un’opera così complessa. Il dialogo con il pubblico permetterà di esplorare come il cinema indipendente italiano stia trovando nuove strade per raccontare la realtà, utilizzando l’ibridazione dei linguaggi per superare i limiti del racconto tradizionale e arrivare a una verità più profonda e umana.
Info utili
- Evento: Proiezione e incontro con Loris G. Nese e Chiara Marotta
- Data: Martedì 31 marzo 2026
- Orario: Ore 21:00
- Luogo: Cinema Greenwich, Via Giovanni Battista Bodoni, 59, Roma
- Rassegna: Solo di martedì
- Introduzione: Nostalghia Podcast
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