- Cosa: Lo spettacolo teatrale Tentativo di rappresentazione della morte accidentale di un anarchico, ideato e diretto da Marcantonio Graffeo.
- Dove e Quando: Presso lo Spazio Diamante (sala black), in Via Prenestina 230/B a Roma, sabato 18 aprile alle ore 19:00 e domenica 19 aprile alle ore 17:00.
- Perché: Una potente riflessione scenica sugli anni di piombo e sul mistero della morte di Giuseppe Pinelli, che trasforma il palcoscenico in un luogo d’indagine civile e poetica.
Il teatro civile torna a interpellare la coscienza della Capitale con una produzione che scava nelle pieghe più oscure della storia recente italiana. Sul palco dello Spazio Diamante, il Collettivo Teatro Immagine presenta un’opera che non si limita alla narrazione dei fatti, ma cerca di restituire la temperatura emotiva e politica di un’epoca segnata da tensioni altissime e segreti di Stato. La rappresentazione si muove lungo il sottile confine che separa la verità storica dalla sua ricostituzione drammaturgica, offrendo al pubblico uno specchio su cui riflettere circa le dinamiche del potere e della giustizia.
Un Ring per la Storia: la Scenografia del Conflitto
L’elemento centrale della messa in scena è un ring, circoscritto sul palcoscenico come uno spazio sacro e, al contempo, come il perimetro di un crimine ancora avvolto nell’ombra. Questa scelta scenografica non è casuale: il ring delimita simbolicamente “quella stanza” della questura di Milano dove, in una notte gelida degli anni ’70, si consumò il tragico volo di Giuseppe Pinelli. All’interno di queste corde virtuali, gli attori si muovono come lottatori della memoria, impegnati a ricostruire un puzzle fatto di insabbiamenti, depistaggi e inquietanti silenzi che hanno caratterizzato la strategia della tensione in Italia.
La delimitazione dello spazio diventa dunque una metafora potente dell’isolamento e della pressione a cui furono sottoposti i protagonisti di quella vicenda. In quegli anni, le forze reazionarie misero in campo ogni mezzo, anche il più estremo, per arginare lo spirito rivoluzionario e innovativo che animava la società. La stanza della questura, ricostruita attraverso il gesto e la parola, cessa di essere un luogo fisico per diventare il simbolo di un periodo politico nero, dove il segreto di Stato si sovrapponeva sistematicamente alla verità umana. La sfida del regista Marcantonio Graffeo è proprio quella di rendere visibile l’impossibilità di una verità univoca, mantenendo intatta la forza della denuncia.
L’Eredità di Dario Fo e la Visione di Graffeo
Sebbene il titolo richiami inevitabilmente il capolavoro di Dario Fo e Franca Rame, lo spettacolo del Collettivo Teatro Immagine chiarisce fin da subito la propria autonomia espressiva. Non si tratta di una tradizionale messa in scena del testo di Fo, bensì di un percorso originale che attinge a quella stessa urgenza civile. Il regista, che negli anni ’80 è stato aiuto regista e amico di Elio Petri, porta in dote una profonda conoscenza di quel linguaggio artistico che mescolava l’impegno sociale a una ricerca estetica rigorosa. L’obiettivo è mettere in scena i fatti accaduti e le reazioni che ne seguirono, celebrando l’impegno di figure come Camilla Cederna, Gian Maria Volontè e lo stesso Petri.
Il lavoro con i giovani attori — Elisabetta Tortora, Silvia Bazzini, Davide Mercuri, Alessandro Pace, Mattia Fato, Greta Egidi, Federico Corsale, Simone Cristiani e Valerio Montanari — è stato un processo di scoperta condivisa. Molti di loro si sono avvicinati alla figura di Pinelli proprio attraverso la letteratura teatrale, ma è stato sul palco che quel sapere teorico si è trasformato in passione viva. La scelta del regista è stata quella di evitare l’uso di filmati o contributi multimediali esterni, preferendo affidare tutto al linguaggio teatrale puro: la fisicità dei corpi, l’ideazione degli oggetti di scena di Elena Cecconi e la realizzazione di Matteo Di Mattia concorrono a creare un’atmosfera sospesa e densa di significato, dove la musica di Giorgio Li Calzi sottolinea i passaggi più intensi della narrazione.
Il Biglietto Flessibile: una Scelta Etica e Sociale
Oltre al valore artistico e storico, la produzione allo Spazio Diamante si distingue per una proposta gestionale particolarmente inclusiva. In un momento in cui l’accesso alla cultura può essere limitato da barriere economiche, la scelta del Biglietto Flessibile rappresenta un segnale forte verso la comunità. Offrire tre diverse soluzioni di prezzo — Supporter, Standard e Agevolato — permette a una platea eterogenea di partecipare all’evento, trasformando l’esperienza teatrale in un bene realmente accessibile e condiviso. È un approccio che sposa perfettamente la filosofia del teatro come luogo di aggregazione e dibattito pubblico, non solo come spazio di intrattenimento.
La produzione del Collettivo Teatro Immagine si configura quindi come un atto di resistenza culturale. Raccontare oggi quegli anni, con la freschezza di una compagnia giovane guidata da una mano esperta, significa non permettere che la polvere del tempo copra le ferite ancora aperte della nostra democrazia. Il “tentativo di rappresentazione” non è dunque una resa di fronte all’impossibilità di sapere, ma un esercizio collettivo di memoria attiva, necessario per comprendere le radici della nostra contemporaneità e per onorare chi, come Pinelli, è rimasto vittima delle distorsioni del potere.
Info utili
- Date: Sabato 18 e domenica 19 aprile 2026.
- Orari: Sabato ore 19:00, domenica ore 17:00.
- Luogo: Spazio Diamante (sala black).
- Indirizzo: Via Prenestina, 230/B, 00176 Roma.
- Prezzi: Biglietto Supporter €19, Biglietto Standard €15, Biglietto Agevolato €12.
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
