Cosa: Hikikomori, performance di danza contemporanea della AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica.
Dove e Quando: Spazio Rossellini, Roma. Mercoledì 25 marzo 2026, ore 20:00.
Perché: Un’indagine corporea profonda su uno dei fenomeni sociali più complessi e invisibili della nostra epoca, nell’ambito della rassegna “Le Ali della Libertà”.
Il corpo che si ritrae, la stanza che diventa perimetro del mondo, il silenzio che si fa scudo contro le aspettative sociali. Arriva a Roma, mercoledì 25 marzo presso lo Spazio Rossellini, lo spettacolo Hikikomori, un’intensa produzione di danza contemporanea firmata dalla AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica. Con la regia e la coreografia di Vito Alfarano, l’opera affronta con delicatezza e vigore il fenomeno del ritiro sociale volontario, termine giapponese che descrive la condizione di chi sceglie di interrompere ogni contatto diretto con l’esterno. La performance si inserisce nella prestigiosa rassegna “Le Ali della Libertà”, un progetto curato da Giovanni Anversa e Isabella Di Cola per ATCL, volto a esplorare l’inclusione sociale attraverso il linguaggio universale dell’arte.
In un’epoca dominata dall’iper-connessione digitale, il paradosso dell’isolamento estremo diventa una lente d’ingrandimento sulle fragilità delle nuove generazioni. Hikikomori non si limita a descrivere una patologia sociale, ma cerca di dare voce e movimento a quel disagio muto che spinge migliaia di giovani a rinchiudersi tra quattro mura. Attraverso la danza, la compagnia AlphaZTL trasforma una condizione di marginalità in un’esperienza estetica e politica, invitando lo spettatore a confrontarsi con i confini, spesso labili, tra la ricerca di protezione e la prigione dell’anima.
Il linguaggio del corpo contro il ritiro sociale
La coreografia di Vito Alfarano mette in scena la dicotomia tra il desiderio di sparire e la necessità vitale di esistere. Protagonisti sul palco sono i danzatori Cassandra Bianco (pluripremiata interprete, recentemente insignita del titolo di Best Dancer al festival di Tbilisi) e Francesco Biasi. I loro movimenti tracciano le coordinate di uno spazio psicologico prima ancora che fisico: una danza fatta di contrazioni, attese e improvvise esplosioni di energia, sorretta dalla ricerca musicale di Marcello Biscosi. La performance diventa così un ponte tra l’oscurità delle stanze chiuse e la luce della condivisione teatrale.
Il lavoro di AlphaZTL si distingue per una cifra stilistica che fonde il rigore tecnico con una forte istanza etica. Fondata da Alfarano, la compagnia ha costruito negli anni un percorso artistico solido, lavorando spesso in contesti di disagio, come le carceri, per dimostrare che il linguaggio coreografico può essere uno strumento di riscatto e conoscenza. In Hikikomori, questa attitudine si traduce in una narrazione che evita il giudizio, preferendo l’empatia e l’ascolto del corpo, unico elemento capace di narrare verità che le parole faticano a contenere.
“Le Ali della Libertà”: l’arte come atto politico
Lo spettacolo rappresenta uno dei momenti focali della rassegna “Le Ali della Libertà”, in programma dal 23 al 27 marzo. L’iniziativa di ATCL propone un percorso che attraversa temi caldi come la disabilità, la migrazione e la reclusione. In questo contesto, l’isolamento dell’hikikomori viene letto non come un fatto privato, ma come un segnale d’allarme collettivo. La scelta dello Spazio Rossellini, polo multidisciplinare della Regione Lazio, sottolinea la volontà di trasformare il teatro in un laboratorio di cittadinanza attiva, dove la “diversità” smette di essere uno stigma per diventare risorsa espressiva.
La partecipazione di figure istituzionali come il Presidente ATCL Giovanni Anversa e la Direttrice Artistica Isabella Di Cola evidenzia l’importanza di sostenere progetti che non si fermano all’intrattenimento. Portare in scena l’hikikomori significa dare visibilità a chi ha scelto di non essere visto, rompendo quel muro di invisibilità che circonda le famiglie colpite da questo fenomeno. La danza si fa dunque atto politico, capace di generare una riflessione profonda sulle pressioni della società contemporanea e sulla necessità di costruire reti di sostegno che vadano oltre il mero supporto clinico.
Una riflessione necessaria sulla fragilità contemporanea
Assistere a Hikikomori significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove ogni gesto dei danzatori richiama la fatica di stare al mondo. La regia di Alfarano è abile nel calibrare i momenti di tensione e quelli di abbandono, rendendo tangibile la sofferenza ma anche la dignità di chi vive questa condizione. La rassegna offre così un’occasione preziosa per il pubblico romano di accostarsi a tematiche sociali urgenti attraverso una forma d’arte che parla direttamente alle emozioni, superando le barriere del pregiudizio.
L’impegno di AlphaZTL Compagnia d’Arte Dinamica continua a dimostrare come il teatro sociale possa raggiungere livelli di eccellenza artistica senza perdere la sua funzione primaria di sensibilizzazione. L’appuntamento del 25 marzo non è solo uno spettacolo di danza, ma un invito collettivo a riaprire quelle porte chiuse, non con la forza, ma con la comprensione e l’incanto del movimento.
Info utili
- Dove: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 56/58 – Roma
- Quando: Mercoledì 25 marzo 2026, ore 20:00
- Prezzi: Intero €12, Online €10 (+ prevendita), Ridotto €5
- Servizi: Parcheggio gratuito; Biglietteria e bar aperti da un’ora prima dell’inizio.
(Credit ph Domenico Genovese)
