Cosa: Anteprima del film Prima vittima, la verità, un’opera che intreccia cinema, teatro e inchiesta storica sulle stragi italiane.
Dove e Quando: Teatro di Villa Lazzaroni, Roma; giovedì 26 marzo 2026 alle ore 19:30.
Perché: Un’occasione unica per riflettere sulla memoria storica del Paese attraverso un linguaggio narrativo sperimentale e il coinvolgimento delle nuove generazioni.
Il sipario del Teatro di Villa Lazzaroni si apre su una delle pagine più dense e drammatiche della storia recente italiana. Giovedì 26 marzo, la Capitale ospita l’anteprima nazionale di Prima vittima, la verità, un’opera cinematografica che si pone l’ambizioso obiettivo di ricucire lo strappo tra la memoria documentale e la coscienza collettiva. Diretto da Aldo Di Russo e nato dalla collaborazione nella scrittura con Davide Conti e Massimo De Pasquale, il film non è soltanto una ricostruzione cronachistica, ma un viaggio emotivo e civile dentro il decennio che ha cambiato il volto dell’Italia, quello compreso tra il 1969 e il 1980.
L’evento di presentazione si preannuncia come un momento di alto valore culturale e istituzionale. Ad accogliere il pubblico sarà Giancarlo Sammartano, Direttore Artistico del teatro, mentre la chiusura del dibattito sarà affidata a Ilaria Moroni, Direttrice dell’Archivio Flamigni, punto di riferimento imprescindibile per la conservazione della memoria storica sulle stragi e il terrorismo in Italia. L’anteprima romana segna l’esordio pubblico di un progetto che punta a scuotere le coscienze, stimolando un confronto diretto sul rapporto, spesso ambiguo, tra la verità processuale e la narrazione storica che arriva ai cittadini.
Un linguaggio ibrido tra teatro e documento
La forza di Prima vittima, la verità risiede nella sua peculiare struttura narrativa. Non siamo di fronte a un semplice documentario, né a una fiction tradizionale. Il film adotta un linguaggio sperimentale che fonde materiali d’archivio originali, interviste a esperti del settore e testimonianze tratte dai processi, queste ultime rielaborate attraverso una chiave interpretativa squisitamente teatrale. Questa scelta stilistica permette di restituire umanità a carte giudiziarie fredde, trasformando il verbale in un’esperienza viva e pulsante. Il rigore storico è garantito dalla consulenza di studiosi, mentre la componente artistica eleva il racconto, rendendolo accessibile e coinvolgente.
Il cast vede la partecipazione di nomi di rilievo del panorama attoriale italiano come Andrea Tidona, Sara Zacchi, Giulio Pampiglione, Chiara Condrò, Stefano Skalkotos e Giulio Guerrisi. La pellicola beneficia inoltre del contributo di figure chiave dell’impegno civile e della ricerca storica, tra cui Poalo Bolognesi, Stefania Limiti, Alessia Merluzzi, Massimo Giraudo e Sergio Amato. La presenza dei giovani allievi dell’Accademia Fondamenta La Scuola dell’Attore sottolinea la volontà del progetto di creare un ponte generazionale, portando i volti e le voci del futuro a confrontarsi con i fantasmi del passato, affinché la “prima vittima” di ogni conflitto — la verità, appunto — possa essere finalmente onorata.
Il Progetto Vorame e la digitalizzazione della memoria
L’opera cinematografica non nasce nel vuoto, ma rappresenta il culmine del progetto Vorame, un’iniziativa dedicata alla raccolta, alla conservazione e alla digitalizzazione delle fonti sulla storia contemporanea del nostro Paese. In un’epoca in cui l’oblio sembra avanzare rapidamente, la trasformazione del dato storico in materiale multimediale diventa un atto di resistenza civile. Il progetto si propone di fornire strumenti critici per comprendere gli anni di piombo e le dinamiche eversive che hanno segnato la democrazia italiana, offrendo alle nuove generazioni chiavi di lettura che vadano oltre la semplice nozione scolastica.
L’attenzione rivolta ai giovani non è solo formale: il coinvolgimento degli studenti di recitazione e l’uso di un montaggio ritmato e moderno sono pensati per parlare a chi non ha vissuto quegli anni. L’obiettivo è trasformare il “non sapere” in una ricerca attiva di senso. Attraverso la visione di Prima vittima, la verità, lo spettatore è invitato a porsi domande scomode sulla natura del potere e sulle ferite ancora aperte della Repubblica. Villa Lazzaroni, con la sua cornice suggestiva, diventa così il luogo ideale per questa riflessione corale, dove il cinema si fa strumento di cittadinanza attiva e il teatro si presta come cassa di risonanza per una verità necessaria.
Info utili
- Luogo: Teatro di Villa Lazzaroni, Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71 (Roma)
- Data e Orario: Giovedì 26 marzo 2026, ore 19:30
- Parcheggio: Disponibile gratuitamente presso l’ingresso di Via Tommaso Fortifiocca
- Ingresso: Gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili
- Prenotazioni: Consigliate al numero 392 4406597
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