- Cosa: Messa in scena dello spettacolo Asteroide, un intenso e pluripremiato assolo di danza e narrazione ideato e interpretato da Marco D’Agostin.
- Dove e Quando: Al Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma), domenica 10 maggio 2026 alle ore 18:00.
- Perché: Per assistere a una performance magnetica, capace di mescolare la fragilità umana ai grandi temi universali, attraverso un linguaggio scenico che unisce ironia, movimento e una profonda poesia visiva.
La scena contemporanea capitolina si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi e prestigiosi dell’intera stagione teatrale. Domenica 10 maggio 2026, il palco del Teatro Palladium farà da cornice ad Asteroide, l’acclamato lavoro del coreografo e performer Marco D’Agostin. L’evento si inserisce all’interno della raffinata programmazione di SCINTILLE, la stagione danza curata dal Centro Nazionale di Produzione della Danza ORBITA | SPELLBOUND. Forte della vittoria del Premio UBU 2025 come miglior spettacolo di danza dell’anno, l’opera arriva a Roma preceduta da una solida fama e da recensioni entusiaste, confermando la vitalità di un linguaggio artistico in continua evoluzione e capace di parlare al cuore di un pubblico sempre più vasto.
La poetica di un corpo che si fa racconto
Nel panorama performativo italiano, Marco D’Agostin rappresenta una figura di spicco e un assoluto unicum, capace di far dialogare in modo fluido e naturale il movimento coreografico con la densità della parola recitata. In Asteroide, l’artista si cimenta in un audace “one man show” che sovverte le tradizionali regole della danza contemporanea. Il corpo in scena non è semplicemente uno strumento plastico al servizio di un’idea estetica, ma diventa un vero e proprio archivio vivente di storie, memorie ed emozioni. L’autore sfodera per l’intera durata della rappresentazione un’incredibile versatilità, passando con sapiente minuzia dalla leggerezza comica alla più toccante vulnerabilità emotiva.
Come sottolineato dalla critica di settore, tentare di spiegare razionalmente la struttura di questo spettacolo equivarrebbe a voler “smontare una poesia”, perdendo di vista la magia dell’insieme. Il pubblico viene infatti trascinato in un flusso di coscienza ininterrotto, dove ogni gesto e ogni respiro assumono un significato preciso e insostituibile. La danza di D’Agostin è nuova, spiazzante, atipica; rifiuta i formalismi per abbracciare un’umanità sincera e tangibile. Lo spettatore viene costantemente sorpreso da variazioni di ritmo e di registro, trovandosi di fronte a un interprete che padroneggia la scena con un misto di maestria tecnica e disarmante naturalezza.
Una pioggia di stelle tra malinconia e speranza
Il nucleo tematico di Asteroide ruota attorno a un’immagine potente e apocalittica: l’imminenza di una collisione cosmica, una minaccia invisibile eppure incombente che incombe sull’esistenza umana. Tuttavia, D’Agostin sceglie di non affrontare questo scenario con i toni cupi del dramma catastrofico. Al contrario, l’imminente fine del mondo diventa il pretesto per una profonda riflessione sulla condizione umana, trattata con una leggerezza che non sfocia mai nella superficialità. Lo spettacolo riversa sul pubblico “paillettes sul dolore”, creando un cortocircuito emotivo in cui le risate si mescolano inesorabilmente alla malinconia, rivelando la bellezza nascosta nelle nostre paure più inconfessabili.
Attraverso una drammaturgia dal ritmo infallibile, la macro-narrazione di eventi su scala universale si intreccia indissolubilmente con le micro-storie dei singoli individui. I timori collettivi trovano risonanza nei dilemmi quotidiani, facendo esplodere nella mente di chi guarda una scintilla di speranza del tutto inaspettata. È proprio in questo scarto tra il macrocosmo minaccioso e l’intimità del microcosmo personale che l’opera trova la sua forza più dirompente. D’Agostin invita a osservare le nostre fragilità sotto una luce diversa, trasformando l’angoscia in un atto di accettazione collettiva e restituendo al rito teatrale la sua originaria funzione catartica.
Un’architettura sonora e visiva di respiro europeo
Sebbene Asteroide viva dell’eccezionale presenza scenica di un solo interprete, l’impatto emotivo dell’opera è sorretto da un’infrastruttura tecnica e creativa di altissimo livello. Un ruolo cruciale è giocato dal progetto sonoro a cura di LSKA, che ha meritatamente ricevuto una nomination ai Premi UBU per il suo contributo essenziale all’atmosfera dello spettacolo. La colonna sonora non si limita ad accompagnare i movimenti, ma dialoga attivamente con essi, creando paesaggi acustici che dilatano lo spazio fisico del teatro. A questo si aggiungono le raffinate luci di Giulia Pastore e i costumi di Lucia Spagnuolo, elementi che concorrono a costruire un immaginario visivo coerente e suggestivo.
Il valore assoluto di questa produzione, guidata dall’associazione culturale VAN, è testimoniato anche dalla vastissima rete di partner italiani e internazionali che ne hanno supportato la realizzazione. Nomi prestigiosi come il Piccolo Teatro di Milano, il Théâtre de la Ville di Parigi e la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia figurano tra i coproduttori, conferendo ad Asteroide una caratura e una visibilità di respiro pienamente europeo. L’inclusione di un’opera di tale portata all’interno della rassegna romana SCINTILLE ribadisce l’impegno costante di ORBITA | SPELLBOUND nell’offrire alla capitale una proposta culturale d’eccellenza, capace di connettere Roma alle più avanzate tendenze della danza contemporanea internazionale.
Info utili
- Data e Orario: Domenica 10 maggio 2026, ore 18:00.
- Luogo: Teatro Palladium, Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma.
- Biglietteria e Informazioni: biglietteria@orbitaspellbound.com | +39 329 550 8072 (dal lunedì al venerdì, ore 11:00-16:00).
- Sito Web: orbitaspellbound.com
(Credit ph. Alice Brazzit)
