Cosa: Presentazione dello studio teatrale Inventario per un corpo eretico, il primo progetto scenico del Collettivo Noctua con la regia e drammaturgia di Martina Badiluzzi.
Dove e Quando: Allo Spazio Diamante (Sala Black) di Roma, in Via Prenestina 230 B, giovedì 7 maggio 2026 alle ore 21:30.
Perché: Per partecipare a un rito di resistenza poetica che trasforma il corpo e le esperienze femminili in un potente atto di sabotaggio teatrale e politico.
Il palcoscenico teatrale capitolino torna a farsi spazio di indagine sociale e politica ospitando narrazioni di rottura. Nell’ambito della VII edizione del Festival InDivenire, la rassegna che da anni promuove i nuovi fermenti della scena performativa, giovedì 7 maggio 2026 andrà in scena uno studio di trenta minuti di un’opera dal forte impatto visivo ed emotivo. Si tratta di Inventario per un corpo eretico, il progetto d’esordio del giovanissimo Collettivo Noctua. Questa performance, che non intende chiedere alcun permesso per manifestarsi in tutta la sua dirompente verità, promette di scardinare radicalmente lo sguardo giudicante che per secoli ha confinato l’identità femminile all’interno di una rigida gabbia di convenzioni e aspettative sociali.
Sotto l’attenta guida drammaturgica e registica di Martina Badiluzzi, cinque giovani attrici si fanno portavoce di un grido di ribellione collettivo. Lo spettacolo, supportato da DiSCo Lazio e Regione Lazio, è molto più di una semplice rappresentazione: si delinea come un vero e proprio rito scenico, un’esperienza intima e magica concepita per disarticolare le dinamiche del potere patriarcale. Attraverso un linguaggio ibrido che non conosce filtri, l’opera lancia una miccia provocatoria, inaugurando uno spazio di liberazione dove il desiderio e la resistenza si fondono nel medesimo istante e restituiscono centralità all’identità negata.
Il corpo femminile tra rito e sabotaggio
Il fulcro assoluto attorno a cui ruota l’intera architettura dello spettacolo è il corpo: inteso non solo nella sua valenza puramente biologica, ma soprattutto come entità sociale e narrante. In Inventario per un corpo eretico, il corpo diventa il principio motore di ogni azione, il terreno fertile su cui si stratificano memorie intime ed esperienze storicamente condivise. Attraverso le forme ibride del gioco, della confidenza sussurrata e della farsa dal sapore quasi grottesco, le protagoniste compiono in scena un rito guidato unicamente dal ritmo irregolare e pulsante dei loro stessi respiri, costruendo un linguaggio profondamente sovversivo.
La regista e autrice esplora con audacia le tappe fondamentali e spesso taciute della maturità femminile, segnate visceralmente dal rapporto con il sangue. La prima mestruazione, la rottura dell’imene e la ferita non sono più vissuti come eventi traumatici o tabù da nascondere, ma vengono elevati a necessari riti di iniziazione e trasformati in materia scenica incredibilmente fertile. Da uno spazio di vulnerabilità iniziale, il testo teatrale si evolve deragliando verso paesaggi distopici, rievocando l’eco violento dei processi medievali per evidenziare quanto l’oppressione sui corpi delle donne sia stata incisa dalla storia inquisitoria.
La stregoneria come linguaggio di resistenza
Di fronte a un ordine sociopolitico che storicamente ha escluso e silenziato il sapere femminile, le cinque protagoniste scelgono una via non convenzionale per farsi ascoltare: la stregoneria. Tuttavia, l’intento dell’opera è quello di rovesciare l’archetipo unidimensionale e folcloristico della strega, spesso sminuita a donna semplicemente arrabbiata, nervosa o frigida. La figura evocata in scena non indossa pittoreschi mantelli o cappelli a punta, ma è piuttosto una condizione esistenziale, un archivio di saperi alternativi e un rifiuto categorico della conformità imposta.
Questa magia contemporanea si esprime sul palcoscenico attraverso preghiere sussurrate, anatemi improvvisati e maledizioni urlate, intese come formule ancestrali che riconoscono il potere trasformativo insito nella parola. Le attrici rivendicano e abitano quelle crepe nelle proprie storie personali in cui si sono sentite inadeguate o troppo rumorose, trasformando quel presunto difetto in una potente forma di contro-narrazione. È un sabotaggio giocoso ma pervaso da una lucida rabbia, un tentativo consapevole di lanciare un incantesimo capace di alterare la realtà e incidere profondamente sulle storture del mondo in cui viviamo.
Il debutto del Collettivo Noctua e la sinergia artistica
L’energia vitale di Inventario per un corpo eretico scaturisce dalla sinergia di talenti nati in seno al laboratorio di Alta Formazione dell’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini nel corso del 2023. Il Collettivo Noctua prende vita dall’urgenza condivisa da Viviana Barboni, Camilla Benzi, Alice Casales, Tiziana Di Tella e Caterina Petrarulo: raccontare il tempo presente partendo dalle proprie irrisolte contraddizioni. Questo primo gesto collettivo in forma di studio è il risultato di una ricerca instancabile in cui l’esperienza formativa si è tradotta organicamente in una fucina di ribellioni poetiche, dove l’alterità viene finalmente riconosciuta.
A completare e ad amplificare le complesse suggestioni visive e testuali dello spettacolo interviene la dimensione sonora, curata in ogni minimo dettaglio da Roberta Russo, musicista e performer vocale nota con lo pseudonimo di Kyoto. Le sue musiche originali, eseguite rigorosamente dal vivo, non si limitano a creare un semplice e passivo tappeto sonoro di accompagnamento. Il suono elettronico e percussivo diventa a tutti gli effetti un personaggio aggiunto che scava letteralmente insieme alle interpreti, riverberando e amplificando le fratture emotive portate in scena per un’esperienza teatrale totale e avvolgente.
Info utili
- Data e Orario: Giovedì 7 maggio 2026, ore 21:30.
- Luogo: Spazio Diamante – Sala Black, Via Prenestina 230 B, Roma.
- Biglietti: Prevendite disponibili sul circuito TicketOne.
(Credit ph Davide Petruzzella)
