- Cosa: Installazione-museo GEA 2076 – Ricordi dal futuro, un’opera di Alessandro Calizza per Greenpeace Italia che esplora gli impatti dei cambiamenti climatici.
- Dove e Quando: In piazza San Cosimato, nel cuore del rione Trastevere a Roma, da venerdì 10 a domenica 12 aprile 2026 (aperta al pubblico dalle ore 10.00 alle 20.00).
- Perché: Per compiere un viaggio distopico nel tempo e riflettere con urgenza sulle responsabilità ambientali, partecipando attivamente a dibattiti e laboratori creativi.
La piazza romana di San Cosimato, storico cuore pulsante del rione Trastevere e da sempre crocevia di incontri e mobilitazioni cittadine, si prepara ad accogliere un evento dal forte impatto visivo ed emotivo. L’arte contemporanea unisce le forze con l’attivismo ambientale per scuotere le coscienze sopite della capitale, portando in scena una tematica di urgenza assoluta: l’inesorabile avanzamento della crisi climatica. In un’epoca in cui le allerte meteo e i disastri ecologici riempiono quotidianamente le cronache, la riflessione estetica diventa uno strumento politico e sociale di prim’ordine. È in questo contesto di vibrante impegno civile che si inserisce l’attesissima installazione-museo, un progetto ambizioso che trasformerà lo spazio pubblico in un palcoscenico di indagine collettiva sul destino del nostro fragile pianeta, offrendo ai visitatori romani un’opportunità irripetibile di confronto e consapevolezza.
Un Viaggio nel Futuro tra Arte e Attivismo
L’opera centrale di questa tre giorni romana è l’installazione GEA 2076 – Ricordi dal futuro, concepita dalla mente creativa e provocatoria dell’artista romano Alessandro Calizza. Promossa e supportata attivamente da Greenpeace Italia, la mostra si configura come una vera e propria macchina del tempo, capace di proiettare il visitatore in avanti di esattamente mezzo secolo. Utilizzando il potente espediente retorico e visivo dell’iperbole, Calizza costruisce una narrazione che non fa sconti a nessuno. Lo scenario immaginato per il 2076 è una lucida e inquietante realtà distopica, diretta conseguenza dell’attuale inerzia politica globale e dell’insaziabile sete di profitto che muove le grandi aziende inquinanti. Gli impatti devastanti dei cambiamenti climatici non sono più freddi grafici o proiezioni scientifiche, ma si materializzano davanti agli occhi del pubblico sotto forma di reperti e memorie tangibili di un futuro che stiamo scrivendo oggi.
Il percorso espositivo non si limita però a una mera e rassegnata constatazione del disastro imminente, ma si articola sapientemente in tre aree distinte e profondamente interconnesse. Questa architettura spaziale è stata progettata per essere totalmente accessibile e interattiva, garantendo un’immersione fisica nelle tematiche ambientali. Se le prime sezioni mettono impietosamente a nudo le cause strutturali e le gravissime responsabilità umane dietro il surriscaldamento globale, l’ultima area dell’installazione-museo offre un vitale respiro di speranza. L’obiettivo primario di questa operazione culturale è infatti dimostrare, con la forza pragmatica dell’evidenza, che un radicale cambiamento di rotta è ancora possibile. L’arte diventa così un dispositivo per disinnescare l’apatia, invitando il cittadino a riappropriarsi del proprio potere decisionale per deviare la traiettoria di un domani che, seppur minaccioso, non è ancora del tutto scritto.
Oltre la Mostra: Dati, Coscienza e Comunità
L’apertura ufficiale del progetto, fissata per la mattinata di venerdì alle ore 11.00, non sarà soltanto un momento di celebrazione artistica, ma un’importante occasione di approfondimento scientifico e politico. Alla presenza della Direttora esecutiva di Greenpeace Italia, Chiara Campione, e dello stesso artista, l’organizzazione ambientalista sfrutterà la vetrina dell’inaugurazione per diffondere dati aggiornati e allarmanti sui costi della crisi climatica nel Lazio. Questo focus specifico sugli eventi meteo-idrogeologici che hanno recentemente flagellato il territorio regionale permetterà di ancorare le tematiche globali alla concretezza della vita quotidiana dei cittadini romani. La panoramica sugli investimenti, spesso insufficienti, destinati alla prevenzione del dissesto idrogeologico evidenzierà come la tutela del paesaggio non sia solo una questione ecologica, ma un imperativo economico e di sicurezza pubblica.
La vocazione comunitaria dell’evento troverà la sua massima espressione nel dibattito pubblico previsto per il tardo pomeriggio di domenica. Intitolato Senza Parole Live e organizzato in stretta sinergia con la vivace redazione indipendente di Scomodo, l’incontro si propone di esplorare le ricadute psicologiche e sociali dell’emergenza ambientale. Sotto la moderazione di Alessia Sarrica, il panel affronterà il delicato e attualissimo tema dell’ecoansia, legandolo a filo doppio alla complessa gestione degli spazi urbani. La discussione, animata da figure di spicco come Carla Mastrantonio della SPI CGIL, l’architetta Flavia Sorichetti e la campaigner di Greenpeace Simona Abbate, indagherà il diritto a una casa sicura e la vitale necessità di aree verdi in città divenute ormai troppo strette. Ad arricchire ulteriormente la riflessione, l’arte visiva tornerà protagonista con le illustrazioni in presa diretta del fumettista Alec Trenta.
L’Educazione Ambientale per le Nuove Generazioni
Consapevoli che la battaglia per la salvaguardia del pianeta si vince soprattutto investendo sulle menti di domani, gli organizzatori hanno riservato uno spazio di primaria importanza ai più piccoli. Nel corso della giornata di sabato, in collaborazione con l’eccellenza territoriale della libreria Tic – Libri e cose fantastiche, prenderà vita il laboratorio creativo intitolato L’arca verde parte alle 18.00. Rivolto ai bambini dai sei anni in su, questo momento ludico-didattico rappresenta un’occasione inestimabile per affrontare paure complesse attraverso il filtro rassicurante della creatività. Armati di pennelli e colori atossici, i giovani partecipanti saranno chiamati a compiere una scelta dal profondo valore simbolico: selezionare e dipingere tutto ciò che ritengono fondamentale portare con sé in un ipotetico viaggio verso il futuro. Questa metaforica arca di Noè contemporanea si trasformerà in un potente manifesto visivo delle priorità delle nuove generazioni.
L’iniziativa romana non si esaurisce però tra i sampietrini di Trastevere, ma rappresenta la prima, fondamentale tappa di un progetto concepito per essere rigorosamente itinerante. Proprio come l’urgenza climatica non conosce confini geografici, anche il messaggio di GEA 2076 è destinato a viaggiare per la penisola, incontrando nuovi pubblici e stimolando differenti comunità locali. Nelle settimane successive, l’installazione-museo approderà a Padova, inserendosi organicamente nel ricco palinsesto della Climate Action Week, per poi concludere il suo primo tour nazionale nella città di Bari verso la fine di maggio. Questa natura mobile dell’esposizione sottolinea la volontà di creare una coscienza ecologica diffusa, dimostrando come le piazze italiane possano ancora svolgere la loro storica funzione di agorà democratica, dove l’arte, il dialogo e l’attivismo si fondono per immaginare e costruire un domani realmente sostenibile.
Info utili
- Costo biglietto: Ingresso libero e gratuito
- Orari mostra: Da venerdì 10 a domenica 12 aprile, dalle ore 10.00 alle ore 20.00
- Inaugurazione: Venerdì 10 aprile alle ore 11.00
- Laboratorio bambini: Sabato 11 aprile, dalle 11.00 alle 18.00 (consigliati abiti da lavoro)
- Dibattito “Senza Parole Live”: Domenica 12 aprile, dalle 18.30 alle 20.00
- Dove: Piazza San Cosimato, Trastevere, Roma
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
