- Cosa: Lo spettacolo teatrale Il Mare a Roma , atto conclusivo di un progetto laboratoriale triennale dedicato agli archetipi del mito.
- Dove e Quando: Presso la Fonderia delle Arti, situata in Via Assisi 31 a Roma. Le rappresentazioni si terranno venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026 alle ore 21:00.
- Perché: Per esplorare il tema del viaggio interiore e dell’incontro con il diverso privilegiando l’empatia , all’interno di un’iniziativa culturale promossa da Roma Capitale.
Il panorama culturale capitolino si arricchisce di un appuntamento di profonda riflessione teatrale. Venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026, alle ore 21:00, il suggestivo spazio della Fonderia delle Arti ospiterà lo spettacolo Il Mare a Roma. Questa rappresentazione non è una semplice messinscena, ma il fulcro vitale di un laboratorio promosso da Roma Capitale attraverso l’Assessorato alla Cultura. L’iniziativa si inserisce all’interno del Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria ed è risultata vincitrice dell’Avviso Pubblico curato dal Dipartimento Attività Culturali. Tale riconoscimento è specificamente destinato a supportare le sale teatrali private romane con una capienza inferiore a 100 posti, premiando i progetti che si distinguono per la ricerca, la sperimentazione e la formazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo.
Un Trittico sul Mito e l’Umanità
La performance che animerà il palcoscenico di Via Assisi rappresenta l’apice e l’ultimo capitolo di un complesso percorso di indagine durato tre anni. Questo intenso viaggio artistico e formativo ha precedentemente esplorato altri due capisaldi della letteratura classica e della mitologia attraverso le opere Antigone Oggi e Ulisse Oggi. Si è venuto così a creare un vero e proprio trittico dedicato agli archetipi del mito, concepito con il preciso intento di interrogare e sviscerare gli aspetti più universali e immutabili della condizione umana. Nel primo capitolo, la potente figura di Antigone ha permesso di indagare il perenne e drammatico conflitto tra la coscienza individuale e l’oppressione del potere. Successivamente, l’ombra di Ulisse ha guidato i partecipanti attraverso l’inesauribile e viscerale desiderio di conoscenza che spinge l’uomo oltre i propri limiti.
Oggi, con Il Mare a Roma, l’elemento acquatico si fa assoluto protagonista e metafora. Il palcoscenico si trasforma in un crocevia temporale, il luogo eletto in cui il mondo antico e la frenetica contemporaneità si incontrano e si fondono indissolubilmente. Questa felice sovrapposizione scenica dimostra come le dinamiche interiori, le passioni brucianti, le paure ancestrali e le speranze dell’essere umano appartengano, di fatto, a ogni tempo e a ogni latitudine. I grandi classici del teatro legati indissolubilmente agli archetipi marini diventano così uno strumento di indagine modernissimo, capace di parlare direttamente alle coscienze degli spettatori odierni per scuoterne le certezze.
L’Incontro con lo Straniero e il Valore dell’Empatia
Al centro di quest’ultima, fondamentale tappa laboratoriale vi è la narrazione del viaggio interiore, che si concretizza puntualmente nell’incontro fatale con lo straniero. In un’epoca storica complessa come la nostra, in cui la figura del diverso continua purtroppo a essere strumentalizzata da retoriche demagogiche e divisive, il progetto teatrale sceglie con coraggio e determinazione la via rivoluzionaria dell’empatia. La scoperta dell’altro non viene più interpretata come una minaccia da cui doversi difendere, bensì come uno specchio nitido in cui poter riflettere e riconoscere autenticamente se stessi. Si tratta di un messaggio di potente attualità civile che sfrutta la risonanza del teatro per promuovere una concreta cultura dell’accoglienza.
Per comprendere appieno la portata filosofica di questo messaggio, la drammaturgia volge lo sguardo alla saggezza e alla lungimiranza dei Greci. Nel mondo ellenico antico, lo straniero – definito con il termine xénos – era considerato un dono prezioso inviato direttamente dagli dèi. Egli era ritenuto il portatore vitale di novità, di proficuo scambio e di profonda trasformazione. Lo spettacolo ci ricorda magistralmente che, navigando sul vasto e imprevedibile mare dell’esistenza, ogni uomo è potenzialmente un naufrago alla ricerca di salvezza. Di conseguenza, ogni approdo su una nuova terra rappresenta prima di tutto un incontro umano imprescindibile. Ed è esattamente in quel delicato momento di contatto che si misura e si definisce la vera umanità.
Il Lavoro Attoriale e il Debutto sul Palcoscenico
La realizzazione di questo ambizioso progetto non sarebbe stata possibile senza la guida esperta di professionisti del settore. I giovani e appassionati interpreti sono stati affiancati e diretti costantemente dagli acting coach Paolo Gasparini e Tommaso De Santis, i quali hanno curato ogni aspetto della preparazione. Sotto l’attenta, visionaria e sensibile regia di Attilio Fontana, i partecipanti hanno potuto dare corpo e voce ai grandi testi classici. L’intero lavoro di preparazione si è configurato come un viaggio di scoperta che ogni interprete ha compiuto a bordo della grande nave dell’arte e dell’immaginazione.
Il porto naturale in cui questa nave metaforica trova finalmente il suo approdo è, inevitabilmente, il palcoscenico. Le due attesissime serate del 29 e 30 maggio non devono in alcun modo essere concepite come una fine, ma piuttosto come una tappa vitale. È il momento sacro e irrinunciabile in cui il percorso identitario si apre al pubblico, trasformandosi in un’esperienza intimamente condivisa e in una vibrante emozione collettiva. La performance diventa così una profonda domanda rivolta a tutti, un invito a riflettere sul nostro ruolo all’interno del mare magnum della società contemporanea.
Info utili
- Luogo: Fonderia delle Arti.
- Indirizzo: Via Assisi, 31, Roma. Raggiungibile tramite Metro A (fermate Ponte Lungo o Furio Camillo) oppure con il Bus linea 85.
- Orari: Venerdì 29 e sabato 30 maggio 2026, con inizio alle ore 21:00.
- Prezzi: L’ingresso allo spettacolo è libero, tuttavia è fortemente consigliata la prenotazione.
