- Cosa: Lo spettacolo teatrale Buonanotte, caro Albert, un viaggio narrativo tra scienza, fisica e immaginazione per esplorare il concetto di gravità.
- Dove e Quando: Al Teatro Villa Pamphilj di Roma, venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18.30.
- Perché: Per scoprire i misteri dell’universo in modo poetico e accessibile, unendo il rigore della storia scientifica all’emozione del linguaggio teatrale.
La complessa e affascinante natura dell’universo trova una nuova dimensione espressiva sul palcoscenico capitolino. Venerdì 12 giugno, le suggestive atmosfere del Teatro Villa Pamphilj faranno da cornice a Buonanotte, caro Albert, uno spettacolo inedito che promette di scardinare le barriere tra materie umanistiche e discipline scientifiche. La rappresentazione si propone di tradurre i grandi dilemmi della fisica contemporanea in una narrazione scenica capace di catturare l’attenzione e la curiosità di un pubblico eterogeneo, dimostrando come il teatro possa diventare uno strumento di divulgazione di altissimo livello. In un’epoca in cui la scienza appare spesso confinata nei laboratori o tra le pagine dei manuali accademici, questa produzione offre un approccio rinfrescante e profondamente umano.
Un viaggio affascinante nella storia della scienza
Tutto prende avvio da un interrogativo apparentemente elementare, ma che ha tormentato le menti più brillanti dell’umanità per millenni: che cos’è esattamente la gravità? Da questo punto di partenza, lo spettacolo si sviluppa come un avvincente racconto teatrale che ripercorre le tappe fondamentali della storia della scienza. Il pubblico viene guidato attraverso le prime, acerbe intuizioni dei pensatori antichi, passando per il rigore metodologico degli studi di Galileo Galilei e per le rigorose leggi formulate da Isaac Newton, fino a giungere alla dirompente e rivoluzionaria teoria della Relatività concepita da Albert Einstein. Tuttavia, al centro della scena non vi è unicamente il tentativo didascalico di spiegare un fenomeno fisico incontestabile. La narrazione indaga piuttosto quel “peso” invisibile e costante che accompagna l’esperienza umana fin dal momento della nascita.
L’obiettivo primario dell’opera è quello di stimolare lo spettatore a mutare il proprio punto di vista, un esercizio fondamentale per riuscire a comprendere ciò che sfugge alla percezione visiva immediata. Molto spesso, infatti, nei programmi scolastici tradizionali, argomenti di tale portata vengono ridotti a meri concetti astratti, affrontati marginalmente senza poterne sviscerare la complessa architettura matematica e concettuale che li sostiene. Proprio in risposta a questa lacuna, Buonanotte, caro Albert sceglie un approccio inclusivo e universale. L’intento non è impartire una severa lezione accademica sui fondamenti della Relatività in senso stretto, bensì costruire una suggestione profonda, ribadendo l’assoluta importanza dello sguardo indagatore, del potere sconfinato dell’immaginazione e della capacità intellettuale di spingersi oltre il velo delle apparenze.
Il progetto teatrale e la divulgazione scientifica
L’opera si inserisce organicamente all’interno di Science Fiction – la scienza a teatro, un virtuoso e innovativo progetto nato da un’idea originale della compagnia Effetto Joule Teatro. Questa iniziativa rappresenta un vero e proprio ponte tra mondi apparentemente distanti, basandosi sulla fruttuosa collaborazione interdisciplinare tra scienziati, attori professionisti, registi di talento, insegnanti e formatori operanti nel vasto settore creativo. Il percorso intrapreso dal collettivo utilizza sapientemente le innumerevoli sfumature del linguaggio teatrale per avvicinare il grande pubblico a tematiche scientifiche e matematiche che, troppo spesso, vengono etichettate come ostiche o del tutto inaccessibili ai non addetti ai lavori. La magia del teatro riesce invece a svelare la dimensione profondamente umana, l’afflato narrativo, la bellezza poetica e, sorprendentemente, anche le venature comiche che si celano dietro le grandi scoperte.
La solidità del progetto è garantita da un team autoriale e produttivo di assoluto rilievo. Il testo porta la firma congiunta di Enrico Ferraro, Valeriano Solfiti, Anna Maria Piccoli e Valerio Bucci. Sul palco, a dare corpo e voce alle intuizioni scientifiche, troviamo gli stessi Ferraro e Solfiti, magistralmente supportati dalle avvolgenti sonorizzazioni create ad hoc da Carlo Amato. Lo spettacolo vanta inoltra una sinergia produttiva importante, essendo realizzato grazie all’impegno congiunto di Malalingua Roma, del Teatro Villa Pamphilj e del Teatro Verde. Questa rete di collaborazioni sottolinea la vivacità del tessuto culturale romano e la volontà di investire in format artistici ibridi e coraggiosi.
Un’occasione di confronto per il mondo della scuola
Una menzione particolare merita l’attenzione che la produzione ha riservato al settore educativo e pedagogico. L’appuntamento teatrale è stato infatti concepito non solo come evento di puro intrattenimento, ma anche come un prezioso spazio di incontro e confronto dialettico. L’invito è rivolto in modo speciale agli insegnanti, ai quali è saggiamente garantito l’ingresso gratuito. L’intenzione è quella di creare un’opportunità tangibile per condividere e analizzare insieme il valore intrinseco del mezzo teatrale applicato alla divulgazione scientifica e alle moderne metodologie di trasmissione del sapere, offrendo spunti didattici innovativi da riportare all’interno delle aule scolastiche.
Ad arricchire ulteriormente l’esperienza è lo spessore biografico dei protagonisti. Enrico Ferraro non è solo un teatrante, ma un fisico laureato con un dottorato in bioinformatica, attualmente impegnato come docente di matematica in un liceo classico romano; un professionista profondamente interessato alla didattica e allo sviluppo cognitivo ed emotivo, attivo anche nel volontariato legato alla salute mentale. Al suo fianco, Valeriano Solfiti porta l’esperienza decennale di regista, autore e attore formatosi alla scuola Teatro Azione, da anni figura centrale nella programmazione e gestione del Teatro Villa Pamphilj. Lo spazio ospitante, guidato con perizia dalla direzione artistica di Veronica Olmi, si conferma così un presidio culturale fondamentale, pienamente integrato nel sistema Teatri in Comune di Roma Capitale, con il prezioso coordinamento gestionale curato da Zètema Progetto Cultura.
Info utili
- Indirizzo: Teatro Villa Pamphilj, Largo 3 giugno 1849, Roma (ingresso Via di San Pancrazio 10 – Piazza San Pancrazio 9/a)
- Data e orario: Venerdì 12 giugno 2026, ore 18.30
- Biglietti: Costo 5 euro. L’ingresso è completamente gratuito per gli insegnanti di ogni ordine e grado.
