Cosa: Il concerto “Incanto e Passione”, un viaggio musicale dal Barocco all’Impressionismo.
Dove e Quando: Roma, Sala Baldini (Piazza Campitelli 9), sabato 18 aprile 2026 alle ore 20.30.
Perché: Un’occasione rara per ascoltare il violoncello da spalla, strumento storico prediletto da Bach, in un programma raffinato e trasversale.
Roma si conferma culla del collezionismo musicale e della ricerca storica con un appuntamento di eccezionale valore artistico. Sabato 18 aprile, la suggestiva cornice della Sala Baldini, situata nel cuore del Rione Campitelli, ospiterà il concerto Incanto e Passione. Protagonisti della serata saranno il Maestro Alberto Vitolo, impegnato al violoncello da spalla, e Gabriele Aleo al pianoforte. L’evento, curato dall’Associazione Musicale Reggina Domenico Scarlatti, si propone come un’esplorazione sonora che attraversa i secoli, partendo dalle strutture rigorose del primo Settecento per approdare alle sfumature sognanti del Novecento francese.
Il fulcro dell’interesse musicologico risiede proprio nello strumento utilizzato da Vitolo: un violoncello da spalla realizzato dal liutaio Alessandro Visintini. Questo strumento, dalle dimensioni ridotte rispetto al violoncello tradizionale e suonato appunto “a spalla” tramite una tracolla, rappresenta un ponte diretto con la prassi esecutiva dell’epoca di Johann Sebastian Bach. La serata non è dunque solo un momento di intrattenimento, ma una vera e propria operazione di riproposta storica, capace di restituire timbriche e agilità esecutive che per lungo tempo sono rimaste confinate ai trattati di musica antica.
Un programma tra rigore barocco e lirismo romantico
La prima parte della scaletta è un omaggio alla grande tradizione strumentale e vocale europea. Il concerto si aprirà con la celebre Giga dalla II Suite per cello solo in re minore BWV 1008 di Johann Sebastian Bach, un brano che mette immediatamente in risalto le potenzialità tecniche del violoncello da spalla. Seguiranno pagine di profonda intensità emotiva come il celebre lamento di Didone, Didos’ Lament, capolavoro di Henry Purcell tratto dall’opera Dido and Aeneas, e la virtuosistica aria vivaldiana Vedrò con mio diletto, tratta da Il Giustino.
Questa transizione tra il repertorio sacro e quello operistico permette al pubblico di percepire la versatilità dello strumento, un tempo compagno inseparabile dei violinisti del Nord Italia che viaggiavano per le corti d’Europa. La sezione barocca si concluderà con il Preludio e Giga dalla Sonata op.5 n.8 di Arcangelo Corelli, pilastro della scuola violinistica romana, la cui musica risuonerà con particolare pertinenza storica proprio a pochi passi dai luoghi dove il compositore visse e operò.
Dal virtuosismo di Paganini alle atmosfere di Debussy
Il dialogo tra Vitolo e Aleo si sposterà poi verso il cuore dell’Ottocento e del primo Novecento, evidenziando come la voce del violoncello da spalla sappia adattarsi anche a linguaggi più moderni e introspettivi. Il Cantabile op.17 di Niccolò Paganini aprirà questa seconda fase, offrendo una melodia spiegata e luminosa, seguita dalla celeberrima Ständchen (Serenade) di Franz Schubert, dove il pianoforte di Aleo creerà il tappeto armonico ideale per le declamazioni dello strumento ad arco.
L’ultima parte del concerto sarà dedicata a quella “musica del sentimento” che vede nel lirismo di Gabriel Fauré e Sergej Rachmaninov i suoi massimi esponenti. Di Fauré verrà eseguita l’eterea Après un rêve, mentre di Rachmaninov la celebre Vocalise, un brano che, privo di testo nella sua versione originale per voce, trova nel violoncello un interprete capace di restituirne tutta la malinconia russa. Il gran finale sarà affidato alle suggestioni lunari di Claude Debussy con il suo Claire de lune, un momento di pura astrazione sonora per congedare il pubblico.
Il ritorno del violoncello da spalla
L’utilizzo del violoncello da spalla in questo concerto non è casuale. Come sottolineato nelle ricerche storiche, tra il XVII e la prima metà del XVIII secolo questo strumento era estremamente popolare poiché offriva ai violinisti la possibilità di coprire la linea del basso o eseguire parti solistiche senza cambiare radicalmente impostazione tecnica. Fu uno strumento “nomade”, portato in tutta Europa da musicisti del calibro di Caldara e Bononcini, lasciando tracce profonde anche nella cultura musicale catalana.
Oggi, i rari esemplari originali sopravvissuti, come quelli costruiti da Johann Christian Hoffman (liutaio di fiducia di Bach), sono conservati nei musei di Lipsia, Bruxelles e Berkeley. Assistere a un concerto in cui questo strumento viene riportato in vita, specialmente in un contesto acusticamente perfetto come quello della Sala Baldini, rappresenta un’esperienza di ascolto unica, capace di far riscoprire una pagina dimenticata ma fondamentale della nostra storia musicale.
Info utili
- Data: Sabato 18 aprile 2026, ore 20.30
- Luogo: Sala Baldini, Piazza Campitelli 9, Roma
- Biglietto unico: 12 euro
- Ridotto Paypal: 10 euro (tramite acquisto all’indirizzo info@amrds.it)
- Telefono: 3335219956
- Sito web: www.amrds.it
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
