L’addio parziale al rock vuol dire, tuttavia, perdita di qualità e appiattimento stilistico?
Gianna è artista che ha saputo circondarsi sempre di ottimi collaboratori ed ha ogni volta prestato attenzione alla produzione, alla cura dei suoni. Si pensi al tedesco Conny Plank (diverse le sue collaborazioni quali, ad esempio, quelle con David Bowie, Eurythmics e Kraftwerk), che ha prodotto “Latin lover” (1982), il quale ottiene ottimo consenso pure fuori dall’Italia. Oggi troviamo, come produttore dei suoi album, Wil Malone, noto per i suoi lavori con Iron Maiden, Skunk Anansie, Verve e Madonna. Nulla da eccepire, un disco come “Grazie” (2006) suona bene, è molto curato e, aspetto non di poco conto, segna il ritorno di Gianna ai vertici delle classifiche degli album più venduti in Italia, merito anche dei singoli scelti, ossia “Sei nell’anima” (immancabile in ogni concerto), “Io” e “Grazie”. Da quel momento in poi la Nannini e Malone continueranno a lavorare assieme ed i risultati saranno “Giannadream – Solo i sogni sono veri” (2009), “Io e te” (2011) e l’ultimo, da poco uscito, “Inno” (2013). Non ci sono differenze sostanziali tra tutti questi lavori, sia a livello di sonorità che tematico. La melodia regna sovrana e le chitarre passano in secondo piano. Non manca, certamente, qualche concessione al rock, basti pensare a “Possiamo sempre”, “Rock 2” e “Scegli me”, ma sono casi isolati, perché è il pop a trovare volutamente un maggiore spazio. L’amore è il tema dominante, un amore qualche volta sofferto, ma vissuto con intensità e tribolazioni. Eppure questo già lo fanno altri, specialmente coloro che provengono dai famigerati Talent Show (ma che si sognano di avere la grinta live della Nannini). Passano gli anni, una marea di concerti, arriva la figlia Penelope…
Adesso Gianna è pronta per un nuovo tour che la porterà in giro per l’Italia; il tutto per promuovere “Inno”. Ovviamente non può mancare la Capitale, ed ecco ben due date, 12 e 13 aprile 2013 al Palalottomatica (inizio ore 21). Diversi saranno i brani provenienti dall’ultimo album, ma non mancheranno di certo i vecchi successi. Pop e rock, canzoni d’amore e brani “trasgressivi”, si alterneranno e la Nannini ritroverà, almeno per la durata di uno show, la grinta, la voglia di divertirsi e far divertire il suo pubblico. Già questo non è poco.
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