Cosa: Il progetto espositivo interdisciplinare Ventunesimo Secolo, un evento che fonde pittura, fotografia, videoarte e performance per superare i confini tra l’esposizione tradizionale e lo spettacolo dal vivo.
Dove e Quando: Presso il Teatro di Documenti, situato in Via Nicola Zabaglia 42 a Roma, domenica 3 maggio 2026, a partire dalle ore 19:00.
Perché: Per assistere alla creazione artistica dal vivo e riflettere, attraverso l’arte e la tecnologia, sul rapporto sempre più conflittuale tra l’essere umano, il capitalismo e la natura che ci circonda.
Il panorama culturale romano continua a distinguersi per la sua capacità di ospitare format ibridi e innovativi, capaci di scardinare le convenzioni fruitive tradizionali. In questo fervente contesto si inserisce una nuova proposta che promette di rivoluzionare l’approccio all’esperienza artistica, trasformando gli spazi teatrali in veri e propri laboratori creativi aperti al pubblico. La sperimentazione non si limita ai mezzi espressivi, ma coinvolge l’essenza stessa della presenza dell’artista e del suo ruolo all’interno della società odierna.
La Fusione delle Arti nel Contemporaneo
L’evento romano vede protagonisti gli artisti appartenenti a “Progetto 8” e a “Le Officine Universali”, i quali hanno unito le forze per presentare Ventunesimo Secolo. Questo ambizioso progetto espositivo si distingue per la sua natura fluida e mutevole: attraverso le specifiche competenze di ciascun partecipante, l’esposizione si trasforma gradualmente in un vero e proprio spettacolo. Le discipline coinvolte in questa metamorfosi creativa spaziano dal disegno alla pittura, dalla fotografia alla videoarte, includendo anche l’arte digitale, la performance fisica, l’uso della voce, la musica, la scenografia digitale e la drammaturgia. Il pubblico si troverà immerso in un ambiente dove i confini tra le diverse arti visive e performative vengono sistematicamente smantellati.
La peculiarità assoluta di questa iniziativa risiede nel processo di genesi dell’opera: in questa insolita circostanza, infatti, i creatori non rimarranno chiusi all’interno dei propri studi e laboratori privati. Al contrario, gli artisti lavoreranno direttamente “in scena”, ponendosi a stretto e costante contatto con il pubblico partecipante. Il risultato finale di questa interazione non potrà essere etichettato semplicemente come uno spettacolo tradizionale, né come una classica mostra, e nemmeno come una mera successione di performance slegate. L’obiettivo è quello di unire tutte queste espressioni per generare un evento organico e assolutamente unico nel suo genere, ridefinendo le coordinate della partecipazione culturale.
Uomo, Natura e Critica al Capitalismo
Il cuore concettuale del progetto trae linfa vitale e ispirazione dall’omonimo monologo teatrale Ventunesimo Secolo, scritto nel 2024 da Massimo Napoli. Questo testo fondamentale funge da solido punto di partenza concettuale per l’intera realizzazione della mostra-spettacolo. L’opera teatrale invita a una profonda riflessione sul conflitto intrinseco alla vita nel nostro secolo, un’epoca in cui l’illusorio sentimento di possesso totale e di dominio assoluto sulla Natura si dimostra costantemente e tragicamente fallimentare. Questo fallimento è evidente sia per quanto riguarda la tutela e la difesa del pianeta, sia per la tenuta della società umana stessa. Di fronte a questo scenario, gli artisti propongono in modo provocatorio delle modalità e delle strategie alternative per reagire al sistema capitalista, accusato di opprimere e scandire rigidamente le vite degli individui.
Le risposte degli artisti a questa tematica assumono forme molteplici e affascinanti. Ad esempio, le opere Testo Secondo e Testo Terzo di Daniele Contavalli esplorano la necessità di ascoltare la voce della Natura attraverso acrilici su tela e materiali poveri come scatole di cartone. Contavalli definisce una scena teatrale che diventa un “allevamento e coltura di parole”, trasformando il caos verbale in una sintesi irrazionale e intuitiva. Parallelamente, Laura della Gatta presenta Scherzo di Natura. Moto ondoso anomalo, un’opera che integra scultura tessile, fotografia digitale e improvvisazione musicale dal vivo con l’arpa. L’artista interpreta il progetto muovendo tessuti olografico-iridescenti, immergendosi in una vibrazione sonora e luminosa che simula un’onda anomala scaturita dalle profondità naturali.
L’Interazione con il Pubblico e la Tecnologia
L’indagine sul rapporto tra l’umano e il suo ambiente prosegue attraverso l’uso innovativo della tecnologia, che diventa un ponte piuttosto che una barriera. Un esempio emblematico è fornito da Claudio Marani con la sua video-installazione interattiva intitolata Dialoghi con Flora. In questa installazione, sia l’autore che il pubblico sono invitati a entrare in contatto fisico diretto con una pianta viva. Alle foglie della pianta vengono applicati dei particolari sensori che fungono da emettitori di segnale; attraverso il senso del tatto, la tecnologia permette di stabilire una comunicazione reale tra il corpo umano e l’organismo vegetale. Questo espediente tecnologico consente ai partecipanti di percepire sensibilmente la linfa che scorre nel fusto, rendendo manifesta la vita stessa che anima esseri così pacifici e, spesso, indifesi.
L’evento si arricchisce ulteriormente grazie alla pluralità di stimoli offerti da altri artisti in programma, i quali incentivano un ruolo attivo dello spettatore. Claudia Quintieri esplora la dicotomia tra sviluppo urbano e persistenza naturale con il suo video Lì o là, accompagnato dalla distribuzione di cartoline raffiguranti paesaggi astratti pensate per stimolare interrogativi nel pubblico. Enrico Pulsoni, con il suo progetto didattico F.U.L. Fare Un Libro, fornisce istruzioni dettagliate affinché chiunque possa allestire autonomamente il proprio libriccino d’arte tagliando, piegando e incollando i materiali. Infine, la performance di Giuseppe Scelfo intitolata Disegno interattivo, unita all’azione “Dammi il là”, indaga uno spazio umano frammentato ma trasparente, avvalendosi di pastelli su cartoncino, voce e musica dal vivo.
Info utili
- Data: Domenica 3 maggio 2026.
- Orario: Ore 19:00.
- Luogo: Teatro di Documenti.
- Indirizzo: Via Nicola Zabaglia 42, Roma.
(in foto: Claudia Quintieri, “Lì o là”, 2026)
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