- Cosa: L’ombra lunga di Alois Brunner, uno spettacolo di teatro documentario scritto dal drammaturgo siriano Mudar Alhaggi.
- Dove e Quando: Il 17 maggio 2026 alle ore 20.30, presso il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza Università di Roma.
- Perché: Per scoprire la storia agghiacciante di uno dei più ricercati criminali nazisti fuggiti alla giustizia , e riflettere sull’impatto devastante che la sua presenza ha avuto sulla recente storia della Siria e sui suoi cittadini.
Tra Storia Europea e Dramma Siriano
A chiudere la stagione teatrale 2025/2026 del Nuovo Teatro Ateneo è un’opera dal fortissimo impatto civile e storico. L’ombra lunga di Alois Brunner non è solo una rappresentazione, ma una profonda indagine sulle tracce di uno dei criminali nazisti più ricercati sfuggiti alla giustizia internazionale. Il testo, firmato dal drammaturgo siriano Mudar Alhaggi e diretto con sapienza da Omar Elerian, porta sul palcoscenico una vicenda oscura che collega tragicamente le atrocità dell’Europa del Novecento con le dinamiche dittatoriali del Medio Oriente contemporaneo. Alois Brunner, responsabile diretto della deportazione di oltre 100.000 persone verso i campi di concentramento e i ghetti, riuscì a eludere numerosi tentativi di arresto trovando un porto sicuro a Damasco.
Nella capitale siriana, la presenza del criminale tedesco non si limitò a un mero rifugio dorato; al contrario, egli contribuì in modo determinante e sistematico alla costruzione e al perfezionamento dei servizi di intelligence locali, trasferendo tecniche di repressione e controllo. Questo agghiacciante travaso di “competenze” del terrore getta una luce sinistra sulle radici della dittatura che ancora oggi soffoca il popolo siriano. Il palcoscenico diventa così uno spazio di riflessione dove la macro-storia si fa materia viva, costringendo lo spettatore a confrontarsi con una trama di collusioni e silenzi che ha permesso a un ingranaggio della macchina di sterminio hitleriana di prosperare decenni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, plasmando il destino di un’intera nazione mediorientale.
Il Teatro Documentario come Ricerca
La genesi dell’opera è di per sé un elemento narrativo centrale che arricchisce la messa in scena. Giunto nella vibrante e complessa Berlino del XXI secolo con lo status di rifugiato, l’autore Mudar Alhaggi scopre quasi per caso la torbida vicenda di Brunner. Da questa rivelazione scaturisce una ricerca ossessiva, una discesa negli archivi e nei ricordi che porta il drammaturgo a immergersi totalmente nell’indagine, fino quasi a scomparire all’interno della sua stessa materia di studio. In questo lavoro di forte tensione drammatica, il pubblico incontra due talentuosi attori, Wael Kadour e Mohammad Al Rashi, i quali si assumono l’onere di ricomporre i frammenti sparsi delle ricerche di Alhaggi.
L’approccio del teatro documentario si manifesta in tutto il suo potenziale esplosivo: sul palco, l’esperienza personale e la storia globale si sovrappongono costantemente, creando un tessuto in cui verità accertate e finzione narrativa si intrecciano e talvolta si scontrano apertamente. Lo spettatore assiste al processo stesso della scoperta, alla rielaborazione di documenti storici e testimonianze, trasformando la poltrona del teatro nel banco di una sala prove o di un archivio storico. La frammentarietà dell’informazione diventa cifra stilistica, un puzzle in divenire che riflette la difficoltà intrinseca di ricostruire una verità volutamente occultata dai regimi e dal tempo.
Esilio, Memoria e Giustizia
Attraversando senza soluzione di continuità la storia siriana e quella tedesca, La lunga ombra di Alois Brunner si configura come una potente esplorazione dei temi dell’esilio, della responsabilità individuale e collettiva, e dell’importanza vitale della memoria politica. Il lavoro interroga costantemente il legame complesso e spesso doloroso che unisce il passato al nostro presente, sollevando interrogativi urgenti su concetti fondamentali come il diritto al rifugio, l’applicazione della giustizia e la natura stessa della speranza. Per l’autore, la scrittura non è stata un semplice esercizio di stile, ma una necessità vitale.
Come si evince dalle profonde note di regia e di stesura, da quando Alhaggi ha lasciato la Siria, ogni suo progetto è inevitabilmente intriso di vissuto profondamente personale. Egli stesso realizza che non vi è alcuna distanza di sicurezza tra la sua vita e la parabola di Brunner: la biografia del nazista è, in modo agghiacciante, la storia che ha plasmato le fondamenta della sua condizione attuale. Vivere oggi in Germania come rifugiato significa confrontarsi con il paradosso di essere sfuggito a uno Stato controllato da una dittatura costruita da un criminale che proprio in Germania aveva appreso le arti dell’oppressione. Il processo creativo si trasforma così in una coraggiosa lotta contro la depressione e la paura: la paura di scavare in una memoria traumatica, di sollevare questioni politicamente sensibili e, soprattutto, di pretendere risposte da una giustizia che troppo spesso sembra voltare lo sguardo.
Info utili
- Data: 17 maggio 2026.
- Orario: 20.30.
- Luogo: Polo Museale – Sapienza Cultura – Sezione Nuovo Teatro Ateneo.
- Indirizzo: Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma – Edificio CU017. L’ingresso è da piazzale Aldo Moro 5 oppure dal cancello pedonale in viale delle Scienze 11 (a destra della sbarra di accesso al parcheggio sotterraneo).
- Lingua: Spettacolo in lingua originale con sopratitoli in italiano.
- Parcheggio: È possibile prenotare il parcheggio all’interno della città universitaria tramite l’apposito link fornito dagli organizzatori dopo aver acquistato il biglietto.
