Cosa: Lo spettacolo teatrale Maria Maddalena o della salvezza, tratto da Fuochi di Marguerite Yourcenar.
Dove e Quando: Al Teatro Sala Umberto di Roma, dal 3 al 4 aprile 2026.
Perché: Un’interpretazione intensa di Lina Sastri che esplora l’abisso dell’amore non corrisposto e la ricerca della redenzione attraverso la figura biblica e letteraria.
Il palcoscenico romano del Sala Umberto si prepara ad accogliere una delle voci più carismatiche del teatro italiano, Lina Sastri, protagonista e regista di un’opera densa di spiritualità e tormento: Maria Maddalena o della salvezza. Il testo, tratto dalla celebre raccolta Fuochi di Marguerite Yourcenar, non è una semplice narrazione biografica, ma una discesa profonda e quasi brutale nei meccanismi dell’anima femminile quando viene travolta da un sentimento assoluto. La Sastri, attraverso una messa in scena che fonde recitazione e suggestioni sonore, dà corpo a una Maddalena inedita, lontana dai canoni puramente agiografici e vicina, invece, alle contraddizioni della carne e dello spirito.
L’opera si configura come un lungo canto poetico, un soliloquio che attraversa le fasi di una vita segnata dalla mancanza e dall’attesa. La scrittura della Yourcenar, nota per la sua capacità di rendere universali i miti classici e le figure storiche, trova nella Sastri un’interprete capace di restituire ogni sfumatura di quella “eterna ferita d’amore” che definisce l’esistenza della protagonista. Il racconto si snoda tra la ricerca di un senso e il peso di una solitudine che appare come una condanna inevitabile, trasformando il palcoscenico in un luogo di confessione e rivelazione.
L’estetica del dolore e la scrittura di Yourcenar
La narrazione di questa Maria Maddalena si muove su un binario doppio: da un lato l’amore innocente e giovanile, dall’altro la passione devastante che si trasforma in dedizione mistica. Il testo di Marguerite Yourcenar è spietato nel descrivere come l’amore possa diventare una forma di prigionia, una catena che lega l’individuo a un destino di isolamento. La protagonista vive un percorso che la porta dall’affetto per Giovanni alla folgorazione per Gesù, un passaggio che segna definitivamente la fine della sua pace interiore per dare inizio a un cammino di ascesi dolorosa.
In questa versione teatrale, la parola della Yourcenar diventa materia vibrante. Lina Sastri sceglie di non restare sola nel silenzio, ma di farsi accompagnare da due musicisti che hanno il compito di evocare le atmosfere emozionali del racconto. Le note non sono un semplice sottofondo, ma diventano la proiezione uditiva dei turbamenti di Maddalena. Il contrasto tra la forza della voce e la delicatezza o la violenza dei suoni crea un ambiente onirico, dove il tempo sembra fermarsi per permettere allo spettatore di osservare da vicino il riflesso di un’anima ferita.
La regia di Lina Sastri: un percorso nell’anima
La scelta di Lina Sastri di curare personalmente la regia e la messa in scena risponde alla necessità di mantenere un controllo totale sulla temperatura emotiva dello spettacolo. Per l’attrice, il personaggio di Maddalena rappresenta l’emblema del “non amato”, di chi subisce l’esclusione o il rifiuto e deve trovare in sé la forza per sopravvivere. La regia punta tutto sulla sottrazione e sulla forza interpretativa, evitando orpelli inutili per lasciare spazio alla parola nuda e al gesto significativo.
Secondo la visione della Sastri, il percorso di Maddalena è quello di un’anima che nasce pura ma che, per reazione a un abbandono subito, tenta di deviare il proprio destino attraverso la vendetta o il cambiamento radicale. Tuttavia, questo tentativo si scontra con l’ineluttabilità della passione. L’amore, nel suo senso più alto e tragico, conduce la donna di fronte a una ferita insanabile. È un cammino senza scampo, dove l’unica salvezza possibile sembra risiedere proprio nell’accettazione totale del proprio martirio sentimentale, un tema che risuona con forza nel contesto contemporaneo.
Una produzione di eccellenza tecnica
Dietro la potenza interpretativa della Sastri si muove una macchina tecnica di alto profilo, fondamentale per restituire l’atmosfera rarefatta richiesta dal testo. Il disegno luci di Giovanni Caccia gioca un ruolo cruciale, scolpendo i volumi sul palco e isolando la protagonista nei suoi momenti di massima introspezione. Parallelamente, la cura del suono affidata a Davide Faraso garantisce che ogni respiro e ogni nota arrivino al pubblico con la necessaria nitidezza, rendendo l’esperienza immersiva e quasi ipnotica.
Lo spettacolo, prodotto da AG Spettacoli di Alessandro Alfieri, si avvale inoltre dei costumi curati con l’assistenza di Mrosaria Riccio e della direzione tecnica di Costantino Petrone. Ogni elemento, dalle foto di scena di Valdina Calzona alla gestione dello spazio scenico, concorre a creare un quadro vivente. La brevità della pièce — circa sessanta minuti — concentra l’attenzione in un arco temporale serrato, impedendo cali di tensione e lasciando che il pubblico esca dal teatro con l’eco della voce di Maddalena ancora impressa nella mente.
Info utili
- Luogo: Teatro Sala Umberto, Via della Mercede, 50, 00187 Roma
- Date: Venerdì 3 aprile 2026 e Sabato 4 aprile 2026
- Orari: Venerdì ore 20:30; Sabato ore 16:00
- Durata: 60 minuti
- Prezzi: Biglietti da 34 € a 22 €
- Biglietteria: Disponibili presso il botteghino del teatro e sui circuiti online specializzati.
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