Cosa: Essere e Non Essere, azione scenica di e con Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto.
Dove e Quando: Teatro di Villa Lazzaroni, Roma. Sabato 28 (ore 21:00) e domenica 29 marzo 2026 (ore 17:30).
Perché: Un viaggio onirico e carnale nella memoria di Carmelo Bene, guidato da uno dei protagonisti dell’avanguardia teatrale italiana.
Il teatro come luogo di evocazione, di assenza e di debordante presenza. Sabato 28 e domenica 29 marzo, il Teatro di Villa Lazzaroni ospita un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riannodare i fili con la stagione più folgorante del Novecento teatrale: Essere e Non Essere. Lo spettacolo, firmato e interpretato da Pippo Di Marca insieme a Giancarlo Dotto, non è una semplice biografia scenica, ma un atto d’amore e di testimonianza dedicato alla memoria di Carmelo Bene. Attraverso il corpo e la voce di Di Marca, figura centrale dell’avanguardia italiana, l’opera ripercorre i momenti salienti della vita e della poetica del genio salentino, spingendosi fino agli anni dell’isolamento e della malattia.
La genesi di questo lavoro affonda le radici in un incontro avvenuto nel lontano 1966, nel camerino del Teatro delle Muse. Da quel primo contatto tra Di Marca e Bene nacque un’amicizia profonda, fatta di visioni condivise e di una comune tensione verso il superamento dei limiti del palcoscenico. Lo spettacolo si propone di custodire e trasmettere un patrimonio artistico che rischia di perdersi nell’oblio, riaffermando la necessità di guardare ai maestri per comprendere il presente della scena contemporanea.
L’ipertrofia dell’Io e la vanità del tutto
Il titolo della rappresentazione, Essere e Non Essere, gioca con la celebre dicotomia amletica per descrivere la parabola umana e artistica di Carmelo Bene. Da una parte l’Essere, inteso come quell’Io scenico ipertrofico, carnale e carnascialesco che ha dominato le scene per decenni con una forza espressiva senza pari. Dall’altra il Non Essere, ovvero la tensione radicale verso la sottrazione, la cancellazione e quel senso di vanità del tutto che ha caratterizzato gli ultimi anni del Maestro. Pippo Di Marca costruisce un’azione scenica che oscilla tra questi due poli, restituendo la complessità di un uomo che è stato, allo stesso tempo, presenza assoluta e desiderio di sparizione.
Il testo si sofferma con particolare sensibilità sul periodo finale della vita di Bene, quel “calvario” durante il quale nacque il poema capolavoro I mal de’ Fiori. Di Marca e Dotto esplorano questo testamento spirituale, evidenziando come la malattia non abbia scalfito la potenza del genio, ma l’abbia anzi spinta verso vette di lirismo ancora più assolute. Il racconto diventa così un’indagine sul cupio dissolvi di un artista che ha fatto del teatro non una rappresentazione della vita, ma una vita essa stessa, spesa nell’ossessione del linguaggio e della voce.
Pippo Di Marca: custode dell’avanguardia
Affidare a Pippo Di Marca il compito di rievocare Bene non è una scelta casuale. Di Marca ha attraversato le stagioni della sperimentazione linguistica e performativa con una coerenza rara, facendo della memoria dei maestri una missione culturale. In questo spettacolo, la sua interpretazione si fa strumento di trasmissione: non imita Bene, ma ne evoca lo spirito, trasformando il palcoscenico in uno spazio di risonanza dove le parole del passato tornano a vibrare con urgenza contemporanea.
Il supporto di Giancarlo Dotto, testimone d’eccezione e co-autore, garantisce una profondità documentale che arricchisce l’azione scenica di dettagli intimi e inediti. Insieme, i due autori costruiscono un mosaico di frammenti che restituiscono l’immagine di un artista che ha saputo essere “traditore” della tradizione per diventarne, infine, il pilastro più solido. Il pubblico è invitato a partecipare a questa cerimonia della memoria, dove il teatro si riappropria della sua funzione rituale e sacrale.
Una serata di grande teatro a Villa Lazzaroni
Il Teatro di Villa Lazzaroni, con la sua atmosfera raccolta e la sua vocazione alla ricerca, si conferma la cornice ideale per un’opera di tale spessore intellettuale. La struttura dell’azione scenica permette allo spettatore di immergersi completamente nel mondo di Bene, lasciandosi cullare dalle suggestioni sonore e visive che Di Marca orchestra con sapienza. È un’occasione per riflettere sulla natura stessa dell’arte e sulla responsabilità di chi, oggi, calca le scene nel segno della sperimentazione.
L’appuntamento rappresenta una delle punte di diamante della stagione, offrendo uno sguardo lucido e appassionato su un’epoca che ha cambiato per sempre il modo di intendere lo spettacolo dal vivo. Essere e Non Essere è un invito a non dimenticare, a celebrare la bellezza della parola nuda e la forza di un teatro che non ha paura di misurarsi con l’abisso.
Info utili
- Dove: Teatro di Villa Lazzaroni, Via Appia Nuova, 522 / Via Macedonia, 12 – Roma
- Date: 28 e 29 marzo 2026
- Orari: Sabato ore 21:00, Domenica ore 17:30
- Contatti Teatro: 06 7183294 / 392 4406597
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