- Cosa: Le Ali della Libertà, una rassegna di spettacoli e performance dedicata all’inclusione sociale e alla diversità.
- Dove e Quando: Presso lo Spazio Rossellini di Roma, dal 23 al 27 marzo, ogni sera alle ore 20.00.
- Perché: Per scoprire come l’arte scenica possa trasformarsi in uno strumento concreto di emancipazione per soggetti fragili, detenuti e persone con disabilità.
Il teatro, nel suo senso più profondo, non è mai stato solo un esercizio di stile o una mera riproduzione della realtà. Quando le luci si abbassano e il sipario si alza, lo spazio scenico ha il potere di trasformarsi in un territorio di confine dove le etichette sociali svaniscono per lasciare il posto all’umanità più autentica. Nasce da questa urgenza culturale e civile la rassegna Le Ali della Libertà — quando il teatro libera e include, un progetto ambizioso ideato da Giovanni Anversa e Isabella Di Cola e promosso da ATCL. In programma allo Spazio Rossellini di Roma, questo ciclo di eventi si propone di dimostrare come la danza, la musica e la recitazione possano restituire dignità artistica a chi troppo spesso viene confinato ai margini del discorso pubblico.
Il titolo della rassegna non è scelto a caso: richiama uno dei capolavori più amati della storia del cinema per trasformarlo in una dichiarazione programmatica. Mettere simbolicamente “le ali” significa permettere a persone con disabilità, individui segnati dall’esperienza della detenzione o giovani che vivono l’isolamento sociale, di esporsi con la propria unicità. Salire sul palcoscenico diventa così un gesto di libertà reale, un atto politico nel senso più nobile del termine, capace di ricucire lo strappo tra l’individuo e la collettività attraverso la bellezza del gesto artistico e la condivisione di storie esemplari di resilienza.
Trent’anni di ricerca e l’archetipo di Pinocchio
Al centro della rassegna, nella serata del 24 marzo, si colloca un momento di riflessione storica e artistica di grande rilievo: La comprensione della diversità — Trent’anni di ricerca teatrale integrata. Questo progetto celebra l’eredità del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli, un’istituzione che da oltre tre decenni rappresenta un punto di riferimento per il teatro inclusivo in Italia. Attraverso il lavoro dei registi e drammiurghi Roberto Gandini e Roberto Scarpetti, il laboratorio porta in scena una performance che esplora il concetto di “diverso” attraverso una delle figure più iconiche della nostra letteratura: Pinocchio.
L’approccio del Laboratorio Gabrielli si è evoluto nel tempo, arricchendosi di tecniche interpretative che mettono al centro l’imprevedibilità del processo creativo. In scena, diciannove attori con e senza disabilità daranno vita a un’anticipazione dello spettacolo Pinocchia, adolescente di legno. L’interrogativo alla base è potente: cosa accadrebbe se dal celebre ciocco di legno nascesse una burattina? La protagonista diventa così il simbolo dell’adolescenza come ricerca disperata di identità, una ragazza che non vuole conformarsi ma che, al contempo, desidera disperatamente essere “come gli altri”, scoprendo nel dolore e nell’incontro con i propri simili la strada per la consapevolezza di sé.
L’isolamento moderno e il dramma delle migrazioni
Il viaggio di Le Ali della Libertà prosegue toccando piaghe aperte della nostra contemporaneità. Il 25 marzo, lo spettacolo Hikikomori, con la coreografia di Vito Alfarano, esplora il fenomeno del ritiro sociale volontario che colpisce migliaia di giovani anche in Italia. Attraverso un linguaggio coreutico che alterna silenzi e gesti sospesi, la danza rende visibile il processo invisibile dell’isolamento, trasformando la stanza del protagonista in un microcosmo controllato dalla tecnologia. È un invito empatico a entrare in quel silenzio per comprendere le oscillazioni tra il desiderio di contatto e la paura del mondo esterno.
Dalla camera chiusa di un adolescente si passa poi all’orizzonte aperto e tragico del Mediterraneo con La Porta della Vita, in scena il 26 marzo. Tratto dai testi del giornalista Francesco Viviano e adattato da Alessandro Ienzi, lo spettacolo racconta i flussi migratori attraverso quattro prospettive diverse: un giovane nigeriano, un comandante turco, una ragazza madre e un militare della Guardia di Finanza. Sono voci che si intrecciano per porre al pubblico un’unica, lacerante domanda sulla sopravvivenza e sulla deprivazione dei diritti umani lungo le rotte che portano a Lampedusa.
Amore e resistenza: il finale a Matemù
La rassegna si chiude il 27 marzo con G+R di muri abbattuti e cuori aperti, una produzione di Bartolini/Baronio che vede protagonisti i ragazzi e le ragazze di Matemù. Ispirandosi al capolavoro shakespeariano Romeo e Giulietta, i laboratori di teatro, rap, canto e breakdance si fondono in un viaggio che interroga il significato profondo dell’amore. In un mondo che spesso sembra negare la bellezza, questi giovani artisti rivendicano il diritto di essere liberi e di amare senza barriere, utilizzando l’arte come forma di resistenza contro l’odio e le ingiustizie sociali.
Questo spettacolo finale rappresenta la sintesi perfetta dello spirito della rassegna: l’idea che l’amore, proprio come il teatro, richieda l’abbandono dell’ossessione per il potere e il dominio. Attraverso le parole di Shakespeare intrecciate a quelle scritte dagli stessi ragazzi, G+R immagina un futuro dove non è necessario morire per essere ascoltati dai “vecchi”, ma dove l’espressione artistica diventa la lingua comune per rinascere e difendere la propria unicità. Un faro che, nonostante le tempeste della vita, continua a brillare e a indicare la via verso una società più giusta e inclusiva.
Info utili
- Luogo: Spazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, Roma.
- Date e orari: Dal 23 al 27 marzo 2026, ore 20.00.
- Biglietti: Intero online 10,00 € (+ 2,00 € d.p.); Intero botteghino 12,00 €; Ridotto botteghino 5,00 €.
- Parcheggio: Gratuito e custodito con ingresso da Via della Vasca Navale 70 (non disponibile il 23 marzo).
- Contatti: Telefono 345 2978091.
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