- Cosa: Inaugurazione della mostra personale dedicata all’artista Franco Marzilli.
- Dove e Quando: Galleria Edarcom Europa, via Macedonia 12, Roma; dal 6 al 21 marzo 2026.
- Perché: Un’occasione per riscoprire, a quindici anni dalla scomparsa, la pittura tonale e materica di un grande interprete del Novecento.
La Galleria Edarcom Europa di Roma si prepara ad accogliere un evento di grande intensità emotiva e artistica. Venerdì 6 marzo, alle ore 17:30, gli spazi di via Macedonia apriranno le porte a una retrospettiva dedicata a Franco Marzilli, intitolata Il richiamo dei sensi. A quindici anni dalla scomparsa dell’artista, avvenuta nel 2010 a Poggio Mirteto, la mostra si propone di ripercorrere non solo l’evoluzione stilistica di un pittore che ha lasciato un segno indelebile nel panorama creativo romano e sabino, ma di offrire una riflessione profonda sulla sua capacità unica di trascendere il dato reale attraverso la materia pittorica.
L’esposizione, curata con meticolosa attenzione da Francesco Ciaffi e Alice Crisponi, diventa un punto di osservazione privilegiato per comprendere come Marzilli, nato a Roma nel 1934 e successivamente trasferitosi nel cuore della Sabina, abbia saputo infondere nei propri lavori un senso di atemporalità. Il territorio sabino, con le sue colline, i colori cangianti delle stagioni e una luce che sembra sospesa tra il passato rurale e un presente contemplativo, è divenuto nel tempo non solo dimora fisica dell’artista, ma vera e propria fonte di ispirazione per il suo immaginario pittorico, traducendosi in tele che vibrano di una vitalità organica e densa.
L’alchimia della materia e il dialogo tra le forme
Uno degli aspetti più affascinanti della produzione artistica di Franco Marzilli è senza dubbio la sua tecnica esecutiva, una sorta di alchimia dove la materia pittorica gioca un ruolo da protagonista assoluto. Come sottolineato da Francesco Ciaffi nel catalogo che accompagna l’esposizione, la pittura di Marzilli si distingue per un approccio tonale estremamente raffinato, che non si limita alla superficie cromatica ma scava nel corpo stesso dell’opera.
La complessità del suo lavoro risiede nell’equilibrio precario e perfetto tra densi colori ad olio e l’inserimento tattile delle tempere. Questa combinazione, applicata su fondi preparati a gesso, conferisce alla superficie una ruvidità particolare, una texture che invita lo spettatore a un approccio quasi tattile, pur nel rispetto della distanza museale. Marzilli non si accontenta di rappresentare il soggetto, che si tratti del paesaggio laziale, di una natura morta o di una figura isolata; egli opera una sintesi audace, riuscendo a far dialogare forme reali con volumi informali. In questo modo, l’oggetto rappresentato si svuota della sua funzione meramente descrittiva per caricarsi di significati simbolici, diventando un tramite tra la percezione visiva e l’emozione pura. La scelta di non seguire binari rigidi tra figurazione e astrazione permette alle sue opere di mantenere una freschezza costante, capace di sorprendere anche il pubblico più scafato.
La neuroscienza dell’arte: il senso dimenticato
È proprio nella natura morta che Marzilli raggiunge, secondo la critica, vette di inaspettata potenza espressiva. In un’epoca in cui la velocità della fruizione digitale tende a livellare l’esperienza artistica, l’opera di Marzilli richiede, al contrario, un rallentamento dei ritmi. Alice Crisponi, nel suo intervento critico, sposta l’attenzione su un aspetto quasi inedito della pittura dell’artista: la capacità di stimolare il senso dell’olfatto attraverso la vista.
Si tratta di quella che viene definita attivazione olfattiva crossmodale, un fenomeno neurologico che Marzilli sembrava padroneggiare per intuizione naturale. Davanti ai suoi cesti di frutta, colmi e rigogliosi, l’osservatore non si limita a un esercizio di contemplazione visiva. Sembra quasi di percepire, per un cortocircuito dei sensi, l’acredine pungente dei limoni, la dolcezza zuccherina dell’uva matura pronta per la vendemmia o la fragranza acidulo-aromatica, quasi legnosa, della mela cotogna. Questo potere evocativo trasforma la tela in un ambiente vivo, dove il tempo sembra essersi fermato al culmine della maturazione dei frutti, celebrando la ciclicità della natura. L’artista non si limita a dipingere un oggetto, ma ne cattura l’essenza stessa, il suo profumo, la sua consistenza, offrendo allo spettatore una pienezza sensoriale che raramente la pittura contemporanea riesce a restituire con tale, semplice immediatezza. È un omaggio alla vita nelle sue forme più umili e quotidiane, elevate a dignità d’arte attraverso lo sguardo dell’artista.
Un invito alla memoria tra arte e territorio
La mostra non è soltanto una celebrazione tecnica, ma un atto di memoria culturale. Il legame tra Roma e Poggio Mirteto, che ha segnato la vita e la poetica di Marzilli, trova nella galleria Edarcom Europa una cornice ideale per essere esplorato. Il pubblico che varcherà la soglia della galleria avrà l’opportunità di immergersi in una produzione che, pur affondando le radici nella grande tradizione pittorica del Novecento, parla un linguaggio contemporaneo, capace di parlare direttamente al sentire dell’uomo moderno.
L’inaugurazione, in programma per il pomeriggio di venerdì 6 marzo, sarà arricchita dal brindisi offerto dall’enoteca Raspo Urbano, un tocco conviviale che ben si sposa con le tematiche care all’artista, sempre attento alle gioie semplici e alla bellezza delle cose che ci circondano. La mostra, che resterà visitabile fino al 21 marzo, rappresenta un’occasione imperdibile per avvicinarsi a un autore che ha saputo fare del proprio lavoro una dimensione di ricerca continua, lontana dalle mode passeggere del mercato dell’arte, e focalizzata piuttosto sull’autenticità del gesto pittorico. È un invito a riscoprire la bellezza nel dettaglio, il calore nella luce e la verità profonda che si cela dietro le apparenze, in un dialogo ininterrotto tra l’artista e chi, osservando le sue opere, si lascia trasportare dal richiamo dei propri sensi.
Info utili
- Mostra: Franco Marzilli | Il richiamo dei sensi
- Periodo: 6 – 21 marzo 2026
- Indirizzo: Via Macedonia 12, Roma (zona San Giovanni – Appio Latino)
- Inaugurazione: Venerdì 6 marzo 2026, ore 17:30
- Orari: Dal lunedì al sabato, 10:30–13:00 e 15:30–19:30
- Ingresso: Libero
- Contatti: 06 7802620
(in foto: Franco Marzilli, Natura morta, anni 90, olio su tela)
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