Cosa: Mostra collettiva d'arte contemporanea Umani troppo umani (oggi) degli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma.
Dove e quando: Museo di Roma a Palazzo Braschi (sale al piano terra), dal 17 al 30 giugno 2026. Anteprima il 16 giugno alle ore 19.00.
Perché: Per riflettere sul valore della vita umana oggi, tra fragilità, dimensione sacra e dinamiche globali, attraverso lo sguardo creativo delle nuove generazioni di artisti.
Dal 17 al 30 giugno 2026, le sale al piano terra del Museo di Roma ospitano la mostra collettiva Umani troppo umani (oggi). Questo progetto espositivo è promosso dalle istituzioni cittadine e riunisce un'attenta selezione di opere realizzate dagli studenti del Dipartimento di Arti Visive dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Il complesso museale romano, da sempre crocevia di narrazioni storiche e sguardi sul presente, si apre così alle visioni dei talenti emergenti, confermando la sua vocazione di spazio dinamico e aperto alla cittadinanza. Attraverso questa operazione culturale, la città ribadisce il suo ruolo di laboratorio vivo, capace di connettere la grande tradizione artistica con le istanze del domani.
Nel corso del tempo, gli storici spazi del museo hanno saputo accogliere linguaggi diversificati, come dimostra la recente esposizione dedicata ad artisti contemporanei a Palazzo Braschi, creando un ponte ideale tra il patrimonio della capitale e le inquietudini del nostro tempo. L'iniziativa attuale è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L'organizzazione è curata dalla professoressa Anna Maiorano per l'Accademia, con testi critici di Livia Romano e servizi museali gestiti da Zètema Progetto Cultura.
Il valore della vita umana: una riflessione urgente
La mostra Umani troppo umani (oggi) nasce da una profonda riflessione condivisa attorno a un interrogativo centrale e quanto mai urgente: quale valore attribuiamo oggi alla vita umana nel mutevole contesto storico e sociale contemporaneo? Studentesse e studenti affrontano questo tema complesso attraverso linguaggi eterogenei, cercando di decifrare la delicata dialettica tra la dimensione sacra dell'esistenza e i processi che ne ridefiniscono costantemente il significato percepito.
Questi processi di ridefinizione, spesso influenzati dalla prevalenza di dinamiche economiche e sociopolitiche globali difficilmente affrontabili dal singolo, mettono alla prova la tenuta dei valori umanistici. Le indagini visive proposte dai giovani artisti si inseriscono in un filone di ricerca che vede il museo romano spesso impegnato in tematiche sociali di grande rilevanza, come avvenuto in recenti progetti espositivi sull'inclusione a Palazzo Braschi. L'impegno delle istituzioni nel promuovere questi sguardi critici sottolinea l'importanza di fornire spazi di visibilità a chi sta muovendo i primi passi nel sistema dell'arte, permettendo ai cittadini di confrontarsi con una creatività vitale e senza filtri.
Fragilità e sacralità nel percorso espositivo
Il titolo stesso della mostra richiama in chiave attuale una condizione esistenziale profondamente radicata nella nostra contemporaneità. L'essere umano viene indagato come luogo di intrinseca fragilità, precarietà e inesauribile contraddizione. Le diciotto opere in mostra si configurano come veri e propri dispositivi critici, capaci di interrogare direttamente lo spettatore e di aprire uno spazio di contemplazione sul rapporto che intercorre tra la dignità, la percezione del corpo, l'identità e il riconoscimento individuale e collettivo.
Il percorso espositivo si snoda come una mappa affascinante di pratiche artistiche contemporanee, che spaziano liberamente dalla pittura alla scultura, fino a includere il video e l'arte performativa. Questa diversità di approcci restituisce la complessità del presente ed evidenzia come la nozione di "sacro" si trasformi nel tempo, senza mai perdere la propria forza simbolica e interrogativa. Tale varietà di linguaggi visivi si affianca idealmente ad altre celebri esplorazioni sul concetto di antieroe a Palazzo Braschi, arricchendo l'offerta culturale della capitale con nuove prospettive. Le opere portano la firma di Giulia Battista, Federica Bonomi, Lisa Di Pietro, Sabino de Nichilo, Giuseppe Antonio Lo Presti, Sara Marcelletti, Giulio Martellotti, Alessia Pagano, Letizia Paoletti, Valerio Pilotti, G. Gabriella Pitarresi, Andrea Rupolo, Michelangelo Torretti, Emanuele Zaccari e Liu Yanran.
L'anteprima e la performance "Il cuscino della sposa"
A inaugurare questo significativo progetto espositivo, in programma per l'anteprima di martedì 16 giugno 2026 alle ore 19.00, sarà un'azione performativa di grande impatto emotivo dal titolo Il cuscino della sposa. Diretta da Paola Ricci, questa performance è stata concepita e realizzata con passione e competenza dalle studentesse dell'Accademia di Belle Arti di Roma.
L'azione teatrale e performativa mette in scena un rituale che non si limita a essere osservato passivamente, ma invita il pubblico presente a prenderne parte attivamente, abbattendo la barriera tra opera e spettatore. Sul palcoscenico si esibiranno Isabella Abbate, Ginevra Angiuli, Nicole De Napoli, Aurelia Di Iorio, Marta Fornaini, Simona Giuliani e Martina Sarubbi. Il fondamentale coordinamento tecnico per il suono è affidato a Chiara Stella Landi, mentre i costumi di scena sono stati curati da G. Gabriella Pitarresi. Un momento di arte partecipata che punta a coinvolgere direttamente lo spettatore nel rituale artistico.
Info utili
- Luogo: Museo di Roma a Palazzo Braschi, sale al piano terra (Piazza San Pantaleo 10 e Piazza Navona 2, Roma).
- Date: dal 17 al 30 giugno 2026.
- Orari: dal martedì alla domenica, ore 10.00-19.00. Ultimo ingresso consentito un'ora prima della chiusura. Chiuso il lunedì.
- Biglietti: ingresso gratuito.
- Siti web ufficiali: www.museodiroma.it – www.museiincomuneroma.it
Foto: Monkeys-Video-Lab / courtesy Zètema Progetto Cultura
