- Cosa: mostra d'arte contemporanea MARCO TAMBURRO. Caravaggio forever
- Dove e quando: Palazzo Bonaparte, Roma, dal 16 luglio al 23 agosto 2026
- Perché: un dialogo inedito tra quaranta opere contemporanee e la visione senza filtri del maestro seicentesco, a ingresso gratuito
La grande pittura torna protagonista a Roma con un appuntamento espositivo che unisce la sensibilità odierna alla forza dirompente della storia dell’arte. Dal 16 luglio al 23 agosto 2026, gli spazi prestigiosi di Palazzo Bonaparte accolgono MARCO TAMBURRO. Caravaggio forever, un progetto culturale curato da Giulia Silvia Ghia. L’iniziativa arricchisce il panorama dell’arte contemporanea offrendo al pubblico cittadino l’occasione di ammirare oltre quaranta tele inedite realizzate dall’artista umbro, concepite come un omaggio e un intenso confronto visivo con Michelangelo Merisi da Caravaggio.
Una produzione nel cuore di Roma
Prodotta da Arthemisia, la rassegna conferma la precisa vocazione del polo museale affacciato su Piazza Venezia: alternare i grandi nomi dell’arte classica alle espressioni più attuali e vibranti. Questa scelta curatoriale permette ai visitatori di avvicinarsi gratuitamente a tematiche di profonda rilevanza sociale, mettendo in luce l’evoluzione del mezzo pittorico e la sua immutata capacità di incidere sulla percezione del reale.
L’eredità di uno sguardo implacabile
L’esposizione non si pone l’obiettivo di replicare i capolavori del passato, bensì di indagarne l’attitudine psicologica e visiva. Se un tempo le celebri tele di Caravaggio hanno rivoluzionato il Seicento portando sulla tela la gente comune e la fisicità del reale, Marco Tamburro adotta oggi lo stesso approccio diretto per raccontare la nostra epoca.
Secondo quanto emerge dalle riflessioni dell’artista, l’obiettivo è condividere uno sguardo capace di narrare la realtà senza alcuna idealizzazione, mettendone a nudo le tensioni, l’umanità e le debolezze intrinseche. Il maestro seicentesco diventa così non un semplice modello da imitare, ma una presenza vivida che, a distanza di oltre quattro secoli, continua a stimolare interrogativi e a fornire chiavi di lettura per il presente. È un dialogo serrato tra due modi affini di osservare il mondo, accomunati dall’urgenza di rendere manifesto ciò che la società contemporanea tende spesso a nascondere.
La metropoli e l’uomo contemporaneo
Il percorso espositivo si concentra interamente sulla condizione umana odierna, traslando la carica emotiva dei bassifondi caravaggeschi negli scenari urbani del ventunesimo secolo. Mentre la città si ripensa attraverso dinamiche sociali ed estetiche sempre più complesse, le opere di Tamburro parlano apertamente di periferie, inquietudini silenziose, legami interpersonali e speranze fragili.
Nato a Perugia nel 1974 e formatosi tra Brera e Roma, dove ha fondato il Factory Studio 8, l’artista ha sviluppato negli anni un linguaggio pittorico caratterizzato da una spiccata forza narrativa, ponendo al centro della sua ricerca il delicato rapporto tra l’individuo e l’ambiente cittadino che lo circonda. La mostra a Palazzo Bonaparte rappresenta una sintesi matura di questo percorso di indagine formale ed emotiva.
Info utili
- Dove: Palazzo Bonaparte, Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso), 00186 – Roma
- Apertura al pubblico: dal 16 luglio al 23 agosto 2026
- Biglietti: ingresso gratuito
- Produzione: Arthemisia
- Curatela: Giulia Silvia Ghia
Marco Tamburro “Molto comune!” 2025-2026, Tecnica mista su tela, 150×150 cm. Da Caravaggio, “Narciso”, 1597-1599 ca..Collezione privata; courtesy Arthemisia
