Cosa: 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA).
Dove e quando: Roma, Centro Congressi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, dal 18 al 20 giugno 2026.
Perché: Per definire il piano strategico triennale della disciplina, affrontando le sfide tecnologiche, la responsabilità medica e l'integrazione con l'intelligenza artificiale.
Il panorama scientifico italiano si dà appuntamento nella Capitale per tracciare le linee guida del futuro in ambito medico-giuridico. Si è aperto presso il Centro Congressi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore il 47° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA). L'evento, che rappresenta il più rilevante incontro annuale per la medicina forense e le scienze criminalistiche in Italia, si articola in tre intense giornate di lavori, dal 18 al 20 giugno 2026. L'impatto di questo congresso si estende ben oltre gli ambiti accademici, toccando direttamente l'organizzazione del lavoro medico e i complessi meccanismi di gestione del comparto sanitario.
Al centro del dibattito vi è la proposta di un piano strategico triennale, mirato a modernizzare la disciplina e a rispondere alle mutevoli esigenze della sanità pubblica. L'impatto delle nuove tecnologie e la ridefinizione dei confini normativi richiedono un approccio multidisciplinare e una solida collaborazione tra istituzioni e comunità scientifica. In questo scenario, il Ministero della Salute svolge un fondamentale ruolo di raccordo istituzionale.
Le istituzioni e la riforma della responsabilità medica
L'inaugurazione dei lavori ha visto l'intervento del ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale ha ribadito l'importanza vitale della medicina legale nel garantire un delicato equilibrio tra la tutela del diritto alla salute, il rispetto delle libertà personali e il corretto ed efficiente funzionamento del sistema giudiziario. Per accompagnare l'evoluzione tecnologica e digitale, è stato istituito un Tavolo tecnico ministeriale dedicato, volto a promuovere indirizzi condivisi per lo sviluppo dell'intero settore scientifico e applicativo.
Parallelamente, sul fronte prettamente normativo, il vice ministro della giustizia Francesco Paolo Sisto ha illustrato i progressi relativi alla riscrittura delle regole sulla responsabilità medica. L'obiettivo dichiarato è restituire ai professionisti sanitari la libertà di gestire il delicato rapporto con il paziente seguendo le migliori pratiche della comunità scientifica, superando un'aderenza meccanica a linee guida spesso incomplete. La norma si configura dunque come un supporto attivo e non come un limite all'esercizio della professione, stabilendo che chi si attiene alle buone pratiche debba rispondere esclusivamente per colpa grave.
Intelligenza artificiale e nuove competenze per il futuro
L'avanzata delle nuove tecnologie solleva interrogativi complessi per i professionisti del settore. Il rischio che la digitalizzazione spinta possa in qualche modo sostituire o standardizzare le valutazioni cliniche obbliga i medici legali ad acquisire competenze plurime, ridefinendo profondamente i percorsi formativi universitari. La figura del medico legale si evolve: non più solo professionista legato all'autopsia, ma operatore moderno, capace di integrare strumenti digitali avanzati pur rimanendo saldamente ancorato al principio della personalizzazione delle valutazioni.
Sulla gestione di questo profondo cambiamento tecnologico si è espressa anche l'assessore regionale all'Università e al Personale della Regione Lazio, Luisa Regimenti, sottolineando come l'innovazione costituisca una risorsa imprescindibile per incrementare l'accuratezza e l'affidabilità delle perizie. Tuttavia, il contributo umano permane insostituibile. L'interpretazione dei dati generati dai sistemi informatici, la corretta contestualizzazione delle evidenze cliniche e la formulazione di giudizi devono necessariamente fondarsi sul rigore metodologico e sui saldi principi etici che storicamente caratterizzano la professione.
Il ruolo della comunità scientifica e la ricerca
La SIMLA conferma la propria centralità nel mondo clinico e assicurativo italiano, contribuendo attivamente alla stesura di circa sessanta linee guida nazionali, come ricordato dal professore emerito Francesco Introna, presidente dell'associazione. Il radicamento accademico rappresenta il vero valore aggiunto della disciplina. Come evidenziato dal professor Antonio Oliva e dal professor Luigi Tonino Marsella, l'università si conferma il luogo d'elezione dove il sapere scientifico si fonde con il metodo critico, fungendo da indispensabile ponte tra la scienza medica e il diritto costituzionale.
Grande attenzione è riservata inoltre alle nuove generazioni di ricercatori e operatori. La professoressa Paola Frati ha rimarcato l'eccezionale partecipazione giovanile al congresso, testimoniata dalla presentazione di 212 abstract e dall'attivazione di 24 linee di ricerca provenienti da tutta la penisola. Uno sforzo collettivo che guarda direttamente alle sfide di domani, sintetizzate dal professor Vittoradolfo Tambone attraverso il richiamo alla necessità di includere la medicina legale fin dalle fasi di progettazione degli strumenti basati sull'intelligenza artificiale. Questa urgenza è stata il tema cardine del workshop precongressuale AI & Medicina Legale, ospitato al Campus Bio-Medico, i cui esiti confluiranno nella relazione di sintesi del piano strategico della Società Scientifica.
Info utili
- Evento: 47° Congresso Nazionale SIMLA
- Date: dal 18 al 20 giugno 2026
- Luogo: Centro Congressi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Foto: courtesy Ufficio Stampa Brizzi Comunicazione
