- Cosa: grande mostra dedicata a Vassily Kandinsky, pioniere dell'astrattismo e maestro del Novecento.
- Dove e quando: Palazzo Bonaparte, Roma, dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027.
- Perche: un'occasione eccezionale per ammirare oltre settanta capolavori provenienti da Parigi e, per la prima volta, opere della compagna Gabriele Münter.
Roma si prepara ad accogliere uno degli eventi espositivi più attesi delle prossime stagioni. Dopo un’assenza che durava da oltre venticinque anni, Vassily Kandinsky torna nella Capitale con una grande retrospettiva che celebra il genio del maestro dell’astrattismo. L’appuntamento, segnato in agenda a partire dall’autunno 2026, trasformerà le storiche sale cittadine in un viaggio attraverso forme e colori che hanno rivoluzionato la storia dell’arte.
Un viaggio in cinque sezioni attraverso l’astrattismo
La rassegna è prodotta e organizzata da Arthemisia in stretta collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, istituzione che ha eccezionalmente prestato oltre settanta capolavori della propria collezione. Curata da Angela Lampe, l’esposizione si snoda in cinque sezioni tematiche che ripercorrono l’intera evoluzione stilistica e la ricerca interiore del pittore, dai primi esperimenti fino alle grandi tele astratte.
Tra le opere di punta che giungeranno a Palazzo Bonaparte spiccano capisaldi come Gelb-Rot-Blau (1925), la rigorosa Dunkle Kühle (1927), la suggestiva tela parigina Park von Saint-Cloud, dunkle Allee (1906) e la celebre composizione L’Arco nero del 1912. Una selezione meticolosa che permette di comprendere la transizione dal post-impressionismo all’astrazione pura, un percorso legato intimamente alla musica e all’interiorità.
Il Blaue Reiter, il Bauhaus e Gabriele Münter
Il nucleo centrale del percorso espositivo accende i riflettori su un biennio cruciale per la pittura europea: gli anni tra il 1911, data di fondazione del celebre movimento Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) insieme all’amico Franz Marc, e lo scoppio del primo conflitto mondiale nel 1914. Spazio fondamentale è dedicato anche al periodo in cui Kandinsky venne chiamato a insegnare al Bauhaus, dal 1921 fino alla chiusura della scuola d’arte e design da parte del regime nazista nel 1933.
Inoltre, elemento di straordinaria novità per questa esposizione che arricchisce la programmazione culturale capitolina, è la presenza di alcune opere di Gabriele Münter. Per la prima volta in questo contesto, i visitatori potranno ammirare i lavori dell’artista tedesca, compagna di vita di Kandinsky in quegli anni di profonda e reciproca contaminazione creativa.
La sinergia con il Centre Pompidou
La mostra romana si inserisce nel quadro di una grande metamorfosi architettonica e strutturale che sta interessando il Centre Pompidou. In vista della riapertura parigina prevista per il 2030, l’istituzione francese ha intensificato il suo programma di prestiti eccezionali, favorendo la circolazione del proprio patrimonio artistico a livello internazionale e creando dialoghi tra diverse scene artistiche.
Questo nucleo di opere, molte delle quali entrate nelle collezioni pubbliche di Parigi in seguito alle donazioni e ai lasciti di Nina Kandinsky tra il 1976 e il 1981, troverà così la sua collocazione temporanea in questo spazio espositivo nel cuore di Roma, consolidando ancora una volta il legame tra le grandi realtà museali europee.
Info utili
Indirizzo: Palazzo Bonaparte, Roma
Date: dal 15 settembre 2026 al 14 febbraio 2027
Informazioni e prenotazioni: T. +39 06 87 15 111
Vassily Kandinsky Gelb-Rot-Blau (Jaune-rouge-bleu) 1925, Huile sur toile, 128×201,5 cm, Donation Nina Kandinsky, 1976,Centre Pompidou, Parigi, MuséeNational d’art moderne – Centre de création industrielle; courtesy ARTHEMISIA
