- Cosa: quinta edizione del Festival di inchiesta e reportage FIRE
- Dove e quando: Parco del Torrione, via Prenestina 73, Roma, dal 9 all'11 luglio
- Perché: per approfondire storie e inchieste fuori dalle bolle degli algoritmi
Nel cuore del quartiere Pigneto, torna un appuntamento imperdibile per chi vuole comprendere la realtà oltre le semplificazioni del web. Dal 9 all’11 luglio, il Parco del Torrione ospita la quinta edizione di FIRE 2026, il Festival di inchiesta e reportage. L’iniziativa è curata dal collettivo Centro di giornalismo permanente (Cgp) ed è pensata per offrire uno spazio di riflessione critica, lontano dalle logiche di polarizzazione dei social network.
Come spiegato dagli organizzatori, l’obiettivo è uscire dalle bolle digitali che confermano costantemente le nostre opinioni, per riportare l’informazione alla sua funzione originaria di dibattito collettivo. Un’occasione per esplorare storie complesse che gli algoritmi tendono a nascondere, arricchendo un panorama estivo che vanta già diversi e importanti festival di giornalismo.
Il programma e i temi dell’inchiesta
Le tre serate sono strutturate per affrontare questioni urgenti e spesso marginalizzate dai media tradizionali. Si parte giovedì 9 luglio con un focus sulla catena di truffe e sfruttamento legata ai decreti Flussi, frutto di un’inchiesta internazionale condotta da Cgp e Journalism Fund. A seguire, si analizzerà l’ossessione italiana per la cronaca nera, riflettendo su come restituire complessità ai fatti senza cedere alla spettacolarizzazione del dolore e ai processi in diretta televisiva. Simili incontri e dibattiti rappresentano il fulcro di un giornalismo che vuole restare umano e profondo.
La giornata di venerdì 10 luglio si concentrerà in apertura sulle sfide e la sostenibilità della professione giornalistica, attraverso il confronto tra diverse scuole di formazione che propongono metodi alternativi. Successivamente, verrà presentato un report inedito sulla condizione delle persone Lgbtqia+ negli istituti penitenziari, un tema drammaticamente privo di dati ufficiali e di testimonianze dirette.
Dalla geopolitica alla giustizia riparativa
Il festival si chiude sabato 11 luglio affrontando dinamiche internazionali e nazionali di grande impatto. Il primo incontro è dedicato alla situazione in Palestina, con un’analisi delle strategie di resistenza civile in campo tra Gaza, Cisgiordania ed Europa. Un momento essenziale per riaccendere i riflettori su una crisi umanitaria in continuo e rapido peggioramento.
A chiudere la rassegna sarà un delicato incontro sulla giustizia riparativa, intitolato Ricucire lo strappo. Interverranno Giovanni Ricci, figlio di Domenico Ricci, autista di Aldo Moro ucciso in via Fani, e Adriana Faranda, ex appartenente alle Brigate Rosse. Un dialogo profondo su cosa significhi adottare un approccio alternativo al concetto di pena e come affrontare percorsi di ricucitura sociale.
Info utili
- Ingresso: libero e gratuito
- Date: 9, 10 e 11 luglio
- Luogo: Parco del Torrione, via Prenestina 73, Roma (quartiere Pigneto)
- Servizi: all’interno del parco è presente un’area ristoro vegan friendly, un’area pet friendly e uno spazio giochi dedicato a bambine e bambini
- Orari incontri: i panel si terranno ogni sera alle ore 19:00 e alle ore 21:00
- Partner: iniziativa realizzata in sinergia con gli organizzatori di Estate al Torrione (Nonna Roma, Trenta Formiche, Sparwasser, Arci Roma)
Foto di Giovanni Culmone; courtesy Centro di Giornalismo Permanente
