- Cosa: installazione site-specific dell'artista Natalya Marconini Falconer per la settima edizione di Una Boccata d'Arte
- Dove e quando: Pofi (Frosinone), dal 20 giugno al 4 ottobre 2026
- Perché: un'esplorazione profonda del legame tra passato e rigenerazione, trasformando i resti di un edificio in uno spazio condiviso
Il Lazio accoglie la settima edizione di Una Boccata d’Arte, il diffuso progetto promosso da Fondazione Elpis che porta la creatività del nostro tempo nei piccoli centri della Penisola. Quest’anno la regione è rappresentata dal suggestivo borgo di Pofi, in provincia di Frosinone, che ospita un intervento inedito dell’artista italo-britannica Natalya Marconini Falconer, curato da Irene Angenica. Si tratta di una preziosa opportunità per esplorare nuove visioni e vivere l’arte contemporanea fuori dai tradizionali circuiti urbani, scoprendo le potenzialità espressive di luoghi ricchi di storia millenaria.
L’opera, intitolata Canzàre, indaga le lacune della memoria e la stratificazione storica degli spazi, temi centrali nella ricerca dell’artista, che ha sviluppato l’intero progetto partendo da lunghe esplorazioni urbane e dall’ascolto puntuale delle testimonianze degli abitanti.
Il significato dell’opera tra rovine e rinascita
Il punto di partenza dell’intervento di Natalya Marconini Falconer è un luogo simbolo per il paese: le fondamenta di una casa distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che oggi affiorano nel tessuto urbano formando una piccola piazza. Le soglie e le scale originarie sono ancora riconoscibili, mantenendo il perimetro di uno spazio ormai sospeso tra la dimensione del ricordo privato e il nuovo uso collettivo.
L’artista propone una risignificazione di quest’area attraverso la ripavimentazione di una porzione dell’antica abitazione. All’interno dei nuovi materiali sono stati inseriti calchi legati indissolubilmente alla narrazione locale: frecce in selce, che negli anni Cinquanta venivano scovate dai bambini nei campi circostanti, e frammenti di vitalba, una pianta assunta a simbolo naturale di resilienza. Questa trasformazione materica non intende cancellare le ferite della distruzione, ma evocare un delicato processo di ricostruzione, tramutando il vuoto in una narrazione di continuità vitale per il territorio.
Il coinvolgimento della comunità locale
Il progetto non si esaurisce nell’oggetto scultoreo, ma abbraccia l’intera comunità attraverso un intenso processo partecipativo. L’elaborazione di Canzàre è stata infatti accompagnata dal workshop Case che restano, realizzato in collaborazione con gli studenti di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Seguendo l’approccio analitico dell’artista, i giovani hanno ripercorso le fasi di scoperta e studio del borgo, culminate nella creazione di una tela collettiva esposta durante i momenti di apertura.
Come spiega l’autrice stessa, il termine dialettale «Canzàre» evoca l’atto di attraversare un terreno privato in un borgo caratterizzato da una continua rigenerazione fisica e concettuale. La materia attraversa così il passato per giungere al presente, raccontando ciò che fisicamente non esiste più ma che persiste con tenacia nella memoria cittadina.
Pofi: un borgo tra storia geologica e antiche tradizioni
La cornice paesaggistica che accoglie l’installazione possiede un fascino geologico unico. Pofi sorge infatti su un antico vulcano spento nel cuore della Ciociaria, offrendo un panorama suggestivo che domina l’intera Valle del Sacco. I vicoli in pietra vulcanica del suo centro storico custodiscono edifici di grande rilievo architettonico e culturale, come la Chiesa romanica di Sant’Antonino e l’imponente Castello baronale dei Colonna.
Il territorio è inoltre noto a livello internazionale per la sua inestimabile rilevanza paleoantropologica: i ritrovamenti di fossili risalenti a circa 400.000 anni fa, attribuiti all’Homo heidelbergensis e conservati nel Museo Preistorico Pietro Fedele, testimoniano un legame ininterrotto tra l’uomo e questo territorio vulcanico dalle atmosfere inconfondibili.
Info utili
- Cosa: Canzàre, installazione di Natalya Marconini Falconer per la settima edizione di Una Boccata d’Arte
- Curatela: Irene Angenica
- Dove: Pofi (Frosinone), centro storico
- Quando: Dal 20 giugno al 4 ottobre 2026
- Progetto: Promosso da Fondazione Elpis, sito ufficiale www.unaboccatadarte.it
Credit ph: Rebecca Moccia / courtesy Fondazione Elpis. Opera: Canzàre di Natalya Marconini Falconer.
