- Cosa: La mostra d’arte Vernet incontra Piranesi, un inedito progetto visivo che affianca la fotografia contemporanea di Marshall Vernet alle storiche incisioni di Giovanni Battista Piranesi.
- Dove e Quando: Presso la galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art (Via Margutta 54, Roma), aperta al pubblico dal 15 maggio al 5 giugno 2026.
- Perché: Per compiere un affascinante viaggio temporale e materico attraverso le forme architettoniche della capitale, scoprendo come l’estetica cinematografica moderna possa esaltare la grandiosità dell’arte settecentesca.
La Città Eterna possiede la straordinaria capacità di sovrapporre le epoche, rendendo il dialogo tra l’antico e il contemporaneo non solo possibile, ma inevitabilmente affascinante. A testimonianza di questa inesauribile vocazione culturale, una delle strade romane più celebri per la storia dell’arte si prepara ad accogliere un progetto espositivo di rara intensità emotiva e concettuale. A partire da venerdì 15 maggio, gli eleganti spazi espositivi di Via Margutta faranno da cornice a una mostra capace di scardinare le convenzioni temporali, invitando il pubblico a osservare le immortali architetture capitoline attraverso una lente duplice e profondamente suggestiva.
Un Dialogo Visivo Lungo Tre Secoli
Il fulcro nevralgico dell’intera operazione artistica risiede nell’ambizioso confronto tra due maestri dell’immagine appartenenti a secoli ed estrazioni profondamente diversi. Da un lato abbiamo l’eredità inestimabile di Giovanni Battista Piranesi, incisore e architetto che nel Settecento, attraverso la sua celeberrima serie Le Vedute di Roma, ha letteralmente forgiato l’immaginario romantico e monumentale della città. Le sue prospettive esasperate, i drammatici chiaroscuri e la precisione del tratto non si limitavano a documentare la realtà urbanistica, ma la trasfiguravano, consegnando ai posteri una visione epica e quasi onirica delle antiche rovine. Quell’eredità visiva ha continuato a influenzare generazioni di artisti, architetti e sognatori in tutto il mondo.
Oggi, a raccogliere idealmente questo pesante e glorioso testimone è lo sguardo analitico e affilato di Marshall Vernet. L’artista non si limita a proporre una didascalica rilettura delle opere originarie, ma opera una vera e propria traduzione visiva delle stesse. Attraverso una ricerca metodica, Vernet ha selezionato trenta specifici soggetti tratti dalle iconiche incisioni piranesiane, posizionando il proprio obiettivo esattamente nei luoghi in cui, secoli prima, il maestro veneto aveva posato il suo cavalletto. Il risultato è una fotografia in rigoroso bianco e nero che cattura la monumentalità immutata della metropoli, documentando al contempo il respiro ineluttabile della trasformazione urbana in un perfetto equilibrio tra memoria storica e percezione contemporanea.
L’Estetica Cinematografica e la Scelta Materica
L’approccio di Marshall Vernet alla veduta urbana è profondamente influenzato dal suo eclettico e prestigioso percorso professionale. Nato a New York City nel 1956, Vernet ha sviluppato il suo personalissimo vocabolario visivo lavorando per anni dietro le macchine da presa di Hollywood. La sua carriera come regista in ambito pubblicitario e, soprattutto, la sua lunga e fruttuosa collaborazione in veste di location consultant per il compianto regista Tony Scott, hanno affinato la sua capacità di leggere lo spazio in chiave drammatica. Avendo contribuito a plasmare l’estetica visiva di pellicole cult come Déjà Vu, The Fan ed Enemy of the State, Vernet trasferisce oggi quella stessa tensione cinematografica all’interno dell’inquadratura statica, lavorando magistralmente sulle profondità tonali e sul rigore compositivo.
Oltre all’impeccabile esecuzione tecnica dello scatto fotografico, la mostra si distingue per una scelta curatoriale di straordinaria eleganza formale. Ognuna delle trenta fotografie realizzate dall’autore americano non viene semplicemente esposta in maniera isolata, ma viene affiancata da una perfetta riproduzione della corrispondente incisione di Piranesi. Il dettaglio che impreziosisce e rende unica questa installazione è la decisione di stampare entrambe le immagini sulla medesima carta fotografica in cotone. Questa precisa volontà artistica annulla le distanze temporali creando una sorprendente continuità materica; al tatto e alla vista, la trama del foglio unisce in modo indissolubile il solco dell’inchiostro settecentesco con i sali d’argento dell’epoca moderna, trasformando il percorso espositivo in un’esperienza estetica totalizzante.
Un’Eccezione Contemporanea nel Cuore di Via Margutta
Ospitare un progetto dal respiro così spiccatamente contemporaneo rappresenta un evento degno di nota per la Antonacci Lapiccirella Fine Art. Nata nel 2012 dalla felice unione di due storiche e prestigiose gallerie d’arte, questa istituzione si è sempre distinta sul mercato internazionale per la sua altissima specializzazione rivolta ai grandi maestri attivi tra la fine del Diciottesimo e la prima metà del Ventesimo secolo. Dai pionieri del Neoclassicismo ai pittori en plein air, fino ad arrivare alle raffinate e sospese atmosfere del Realismo magico, la galleria ha tradizionalmente focalizzato le proprie energie sulla valorizzazione dell’arte storicizzata. L’apertura all’obiettivo di Vernet rappresenta dunque una rara e preziosa incursione nell’arte del nostro presente.
Questa deroga al consueto ambito cronologico della galleria non è tuttavia causale, ma riflette una profonda sensibilità verso quelle opere contemporanee che sanno mantenere un dialogo vitale e ininterrotto con la storia dell’arte. Non a caso, l’inaugurazione della rassegna si intreccia virtuosamente con la Roma Gallery Weekend Contemporanea. Durante il fine settimana inaugurale, la sede di Via Margutta amplierà eccezionalmente i propri orari di apertura, accogliendo il vasto pubblico di appassionati e collezionisti richiamati nella capitale da questa importante kermesse cittadina. Un’occasione irripetibile per celebrare una Roma eternamente in bilico tra il fascino decadente del suo glorioso passato e la nitida, rigorosa lente della modernità.
Info utili
- Quando: Dal 15 maggio al 5 giugno 2026. (Opening inaugurale su invito giovedì 14 maggio, ore 18:00 – 21:00).
- Dove: Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art, Via Margutta 54, Roma.
- Orari standard: Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10:00 alle ore 19:00. Sabato ingresso su appuntamento.
- Orari speciali Roma Gallery Weekend: Venerdì 15 e sabato 16 maggio apertura continuata dalle 10:00 alle 20:00; domenica 17 maggio dalle 10:00 alle 18:00.
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