L’essere umano nasce sconfitto, annientato, impotente. In un mondo in cui la felicità è impossibile persino i sogni sono modesti. Nulla è veramente desiderato se non l’indifferenza. Solo l’insensibilità, il distacco da se stessi, l’anestesia dell’anima può salvarci dal dolore, dalla paura, dall’angoscia del vivere.
E così si sopravvive perdendo ogni speranza e ogni illusione fagocitati da un mondo cruento in cui per non essere vittima bisogna necessariamente essere carnefice.
Un reading originale in cui le parole sono ovunque e il corpo dell’attore deve cercarle, raggiungerle e sentirle in ogni cellula prima di restituirle allo spettatore. Un testo spietato e inclemente e una regia cruda e brutale che non risparmiano niente e nessuno. Lo spettacolo diviene un’indagine sulla violenza come strategia di conservazione e di autoaffermazione. Senza giudizi, mediazioni o giustificazioni viene illustrata la parte più feroce e primordiale dell’essere umano. Con tutte le sue conseguenze…
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