- Cosa: Celebrazione del 15° anniversario di Sport Senza Frontiere ETS e presentazione dei dati della ricerca “Sport Power”.
- Dove e Quando: Università Roma Tre, giovedì 14 maggio 2026.
- Perché: Per analizzare l’impatto sociale dello sport come strumento di contrasto alla povertà educativa e al disagio sociale nelle periferie italiane.
Il diritto allo sport non è ancora un patrimonio condiviso in Italia, nonostante il riconoscimento formale della sua importanza per il benessere psicofisico e sociale. In un contesto nazionale dove la pratica sportiva continuativa riguarda meno di tre persone su dieci, le diseguaglianze territoriali e sociali scavano solchi profondi, lasciando indietro i minori che vivono nelle aree più fragili. In questo scenario si inserisce da tre lustri l’opera di Sport Senza Frontiere ETS, una realtà che ha saputo trasformare l’attività motoria in un potente volano di riscatto e integrazione.
Oggi, presso l’Università Roma Tre, l’organizzazione ha celebrato il suo quindicesimo anniversario con il convegno 15 anni di inclusione, educazione e benessere attraverso lo sport. L’evento non è stato solo un momento celebrativo, ma un’occasione di confronto istituzionale di alto livello, che ha visto la partecipazione di figure di spicco come Flavio Siniscalchi, Capo del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio, e rappresentanti delle amministrazioni locali di Roma e Napoli. Al centro del dibattito, la necessità di rendere lo sport un diritto accessibile a tutti, indipendentemente dal contesto economico di provenienza.
Un cammino lungo 15 anni tra periferie e inclusione
Dalla sua fondazione a oggi, Sport Senza Frontiere ha tracciato una rotta ambiziosa, riuscendo a coinvolgere oltre 14.000 ragazzi in 15 città italiane. Un impatto che si misura non solo nei numeri dei tesseramenti, ma nella qualità dei percorsi educativi offerti. Solo nell’ultimo anno, circa 1.400 minori sono stati seguiti costantemente attraverso programmi che integrano lo sport con il monitoraggio sanitario e il supporto psicopedagogico. L’associazione opera laddove la vulnerabilità è più evidente: nelle periferie delle grandi metropoli e nelle regioni del Sud, dove i tassi di sedentarietà sono drasticamente più alti rispetto al Nord-Est.
Il modello di intervento si basa sulla creazione di una rete solida tra famiglie, scuole, servizi sociali e centri sportivi. Come sottolineato durante il convegno, l’attività fisica non viene intesa meramente come agonismo, ma come un’esperienza fondamentale per costruire fiducia in sé stessi e negli altri. La missione è chiara: abbattere le barriere economiche e culturali che impediscono l’accesso ai campi da gioco. Per molti giovani coinvolti, l’incontro con l’associazione rappresenta il primo vero contatto con un ambiente strutturato e protetto, capace di offrire alternative concrete al degrado e alla solitudine.
Sport Power: i dati del cambiamento sociale
Durante l’incontro sono stati presentati i risultati della ricerca condotta dalla Fondazione E. Zancan nell’ambito del progetto triennale Sport Power. Questo studio, avviato nel 2022 e sostenuto da Con i Bambini ed Enel Cuore, ha monitorato l’impatto delle attività nei quartieri periferici di Roma, Napoli, Bari e Domusnovas. I dati emersi certificano l’efficacia del metodo: tra i minori coinvolti si è registrato un aumento del 35% del senso di appartenenza alla comunità. Questo dato è cruciale, poiché il sentirsi parte di un gruppo è il primo antidoto alla marginalità sociale e all’abbandono scolastico.
L’impatto positivo non si limita però ai soli ragazzi. La ricerca ha evidenziato una riduzione del 19% dei livelli di stress nelle famiglie dei beneficiari. Lo sport diventa così un elemento di stabilizzazione per l’intero nucleo familiare, alleggerendo le tensioni tipiche dei contesti di privazione economica. Particolare rilievo è stato dato alla figura degli Sport Agent: adolescenti formati non solo per praticare sport, ma per diventare veri e propri agenti di cambiamento all’interno delle proprie comunità. Il 90% di questi giovani leader giudica l’esperienza come fondamentale per la propria crescita personale, dimostrando come la responsabilità possa generare nuove traiettorie di vita.
Una sfida per il futuro tra salute e benessere
L’anniversario di Sport Senza Frontiere coincide con una fase storica in cui il benessere psicologico dei giovani è diventato una priorità di salute pubblica. I quindici anni di attività dell’associazione confermano che lo sport è una delle medicine più efficaci per prevenire il disagio giovanile. Il Presidente e co-fondatore Alessandro Tappa ha ribadito l’impegno dell’organizzazione nel garantire che nessun bambino resti escluso. La sfida per i prossimi anni è quella di rendere questo modello sempre più capillare e strutturato, passando dall’intervento d’emergenza a una politica sociale di sistema che veda nello sport un pilastro educativo fondamentale.
La collaborazione con le università e gli istituti di ricerca rimane centrale per validare scientificamente i risultati ottenuti. L’evento di Roma Tre ha confermato che la strada intrapresa è quella corretta: integrare le competenze di allenatori, psicologi e medici per offrire un supporto a 360 gradi. In un’Italia che invecchia e che vede le sue periferie spesso dimenticate, la vitalità di Sport Senza Frontiere rappresenta un segnale di speranza concreto. Il traguardo dei 15 anni non è dunque un punto di arrivo, ma una base solida da cui ripartire per continuare a correre verso un futuro più equo e inclusivo.
Info utili
- Luogo: Università Roma Tre, Via Ostiense, Roma.
- Data: 14 maggio 2026.
- Contatti Associazione: Sport Senza Frontiere ETS.
