- Cosa: Secondo appuntamento della quinta edizione de La Sanità che Vorrei, focalizzato sulla prevenzione infettivologica.
- Dove e Quando: Roma, 12 maggio 2026.
- Perché: Per comprendere come la prevenzione delle infezioni sia diventata fondamentale per proteggere gli organi vitali dei pazienti fragili e garantire la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale.
In un’Italia caratterizzata da un progressivo e inarrestabile invecchiamento demografico, il paradigma della cura medica è costretto a evolversi rapidamente per far fronte a un aumento vertiginoso delle cronicità. Le infezioni, un tempo considerate dalla medicina moderna quasi esclusivamente come eventi acuti da trattare e risolvere nel breve termine, stanno rivelando una natura ben più complessa e insidiosa. Oggi sappiamo con certezza che agenti patogeni e virus possono alterare e peggiorare drasticamente l’andamento di malattie cardiovascolari, metaboliche, neurologiche ed epatiche preesistenti.
È proprio da questa consapevolezza che prende le mosse il convegno istituzionale tenutosi nella capitale, intitolato Per la salute degli italiani ci vogliono cervello, cuore e fegato. Questo prestigioso incontro rappresenta il secondo appuntamento della quinta edizione della rassegna La Sanità che Vorrei, un evento organizzato da Aristea International e promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT), in sinergia con numerose altre società scientifiche e istituzioni. L’obiettivo condiviso dai massimi esperti riuniti a Roma è chiaro: trasformare la prevenzione infettivologica in uno strumento cardine per la sostenibilità futura del sistema sanitario.
Vaccini e Screening Come Scudo per gli Organi Vitali
Il primo grande scoglio affrontato dagli esperti riguarda l’impatto devastante che le comuni infezioni respiratorie possono avere sul sistema cardiovascolare degli anziani. La letteratura scientifica internazionale parla chiaro: uno studio recentemente pubblicato su JAMA Cardiology ha inequivocabilmente dimostrato che, nei soggetti over 65, gli accessi ospedalieri per sindromi simil-influenzali sono fortemente associati e predittivi dell’aumento della mortalità cardiovascolare stagionale. Alla luce di questi dati, un clinical consensus statement della European Society of Cardiology ha stabilito che la vaccinazione deve essere ormai considerata a tutti gli effetti un pilastro fondativo della prevenzione cardiovascolare.
Il discorso si amplia in modo significativo se si prendono in esame patologie come il Virus Respiratorio Sinciziale (RSV) e l’Herpes Zoster (HZ), le quali rappresentano la nuova frontiera della prevenzione nel paziente adulto e fragile. Dati allarmanti rivelano che tra i pazienti ad alto rischio infettati da RSV, il 13,4% va incontro al decesso entro 30 giorni dalla diagnosi. Inoltre, l’infezione da Herpes Zoster non si limita allo sfogo cutaneo: essa si associa a un incremento del rischio di ictus del 38% tra i 5 e gli 8 anni successivi all’infezione. Straordinariamente, uno studio del 2025 su Nature ha persino evidenziato come la vaccinazione anti-zoster sia in grado di ridurre le nuove diagnosi di demenza del 20% in sette anni, dimostrando come proteggere l’organismo dalle infezioni significhi preservare l’integrità del sistema nervoso centrale.
L’Obiettivo Epatite C e il Ruolo Cruciale delle Regioni
Spostando il focus dalla rete cardiovascolare a quella epatica, l’Italia si trova oggi di fronte a un traguardo epocale: l’eradicazione definitiva dell’Epatite C. Grazie all’avvento dei moderni farmaci antivirali ad azione diretta, in grado di eliminare il virus in pochissime settimane di trattamento, questa prospettiva non è più un’utopia. Durante il convegno, figure di spicco come la Prof.ssa Loreta Kondili e il Prof. Sergio Babudieri hanno tracciato un quadro ricco di speranza ma altrettanto sfidante, ponendo l’accento sulla necessità di un’azione coordinata su tutto il territorio nazionale.
Il vero ostacolo al raggiungimento di questo storico traguardo sanitario è rappresentato dall’ampio bacino del “sommerso”, ovvero tutte quelle persone inconsapevoli di aver contratto l’infezione. La partita decisiva si gioca ora sull’efficienza delle singole Regioni, chiamate a tradurre in azioni concrete i fondi governativi già stanziati per lo screening. È indispensabile ottimizzare i percorsi di linkage to care, concentrando gli sforzi sui soggetti nati tra il 1969 e il 1989 e sulle popolazioni ad alta prevalenza, tra cui i detenuti e gli utenti dei servizi per le dipendenze. Solo attraverso un’organizzazione territoriale capillare di test rapidi sarà possibile percorrere “l’ultimo miglio” verso l’eliminazione del virus.
Un Approccio Integrato per il Paziente Complesso
La gestione della cronicità non può prescindere da una profonda rivalutazione delle fragilità sistemiche, a partire da quelle respiratorie. Il Prof. Filippo Luca Fimognari ha fortemente richiamato l’attenzione sull’insufficienza respiratoria nell’anziano, definendola uno snodo clinico ancora gravemente sottovalutato. Per mappare questa criticità è nato lo studio multicentrico Hypoxia Day, avviato all’inizio del 2026, che ha coinvolto oltre 40 reparti ospedalieri per misurare la reale prevalenza dell’ipossiemia e valutarne il peso drammatico sulla mortalità ospedaliera e sulla degenza. In questo panorama così articolato, la figura del Medico di Medicina Generale assume un ruolo sempre più strategico per intercettare precocemente questi segnali d’allarme.
La conclusione unanime della comunità scientifica è che il paziente moderno, caratterizzato da molteplici patologie, non può più essere curato “a compartimenti stagni”. Come magistralmente sintetizzato dal Prof. Claudio Mastroianni, il compito del medico di oggi non si esaurisce nella semplice cura dell’infezione acuta, ma consiste nell’impedirne il pericoloso “effetto domino” sulle altre patologie croniche concomitanti. Diventa perciò tassativa una medicina altamente integrata, che sappia coniugare diagnosi precoce, appropriatezza terapeutica e un approccio multidisciplinare in cui la vaccinazione e la prevenzione costituiscano finalmente un elemento strutturale, e non accessorio, della pratica clinica quotidiana.
Info utili
- Cosa: Convegno istituzionale e scientifico “La Sanità che Vorrei”.
- Data: 12 maggio 2026.
- Luogo: Roma.
