Sulla carta poteva essere una serata insidiosa. Alexei Popyrin, numero 60 del mondo ma con un curriculum di tutto rispetto: un Masters 1000 vinto in Canada, una carriera spinta fino alla diciannovesima posizione mondiale, il fisico imponente e il servizio bombarolo che in passato gli sono valsi scalpi pesanti. Era esattamente il tipo di avversario capace di mettere qualche grattacapo a Jannik Sinner. Sulla terra rossa di Roma, poi, una giornata storta del numero 1 del mondo contro un giocatore di potenza pura non era uno scenario così esotico da immaginare.
Invece il match è durato poco più di un’ora e si è chiuso con un sonoro 6-2, 6-0 per Sinner, che vola agli ottavi degli Internazionali BNL d’Italia con quella che è stata, di fatto, una sgambata. Per Jannik si tratta del 25° successo di fila nel 2026 e del 30° a livello Masters 1000, un dato che lo proietta in una dimensione storica già di per sé.
A rendere il match così a senso unico ha contribuito, e in modo decisivo, il crollo psicologico dell’australiano. Popyrin è entrato in campo, ha incassato il break in apertura e da lì non si è mai più visto: errori a raffica, scambi abbandonati anzitempo, il linguaggio del corpo di chi ha già smesso di crederci. Negli ultimi giochi l’australiano è apparso avvilito, mormorando “so bad” verso la sua panchina. Una resa quasi senza combattere, di un giocatore che probabilmente si è sentito travolto dalla solidità di un Sinner mai realmente costretto a uscire dalla zona di comfort.
Per il numero 1 del mondo è stato quasi un allenamento di lusso sul Centrale. Adesso, agli ottavi, l’attende un’altra storia: il derby con Andrea Pellegrino, l’eroe del giorno, la favola partita dalle qualificazioni. Sulla carta, anche qui, non dovrebbe esserci partita. Ma Roma, in questa edizione 2026, sta dimostrando che le previsioni vanno prese con le molle.
