Cosa: Il figlio della tempesta, un intenso concerto-spettacolo che celebra i trent’anni di attività artistica della Compagnia della Fortezza all’interno del carcere.
Dove e Quando: Presso gli spazi del Nuovo Teatro Ateneo, all’interno della Sapienza Università di Roma, mercoledì 13 maggio 2026 alle ore 20.30.
Perché: Per immergersi in uno straordinario progetto musicale-performativo che esplora il profondo legame tra parole, immagini e musiche originali, offrendo una potente riflessione sull’inclusione e sul riscatto.
Il panorama culturale romano si arricchisce di un appuntamento di straordinaria rilevanza etica ed estetica, pronto a trasformare gli spazi accademici in un crocevia di profonda riflessione sociale. Il 13 maggio 2026, il palcoscenico del Nuovo Teatro Ateneo aprirà le sue porte per accogliere una performance che trascende i confini dell’intrattenimento tradizionale. Questa speciale serata-evento è dedicata a celebrare un traguardo eccezionale e senza precedenti nel nostro Paese: i trent’anni di ininterrotta attività della rinomata Compagnia della Fortezza. Fondata e diretta con instancabile visione e dedizione dal regista Armando Punzo, questa peculiare realtà teatrale ha saputo reinventare il concetto stesso di arte performativa all’interno di un istituto penitenziario, trasformando la reclusione in un potente motore di creazione drammaturgica.
L’esperienza pionieristica nata a Volterra ha dimostrato al mondo intero come il rigore della scena possa restituire dignità e voce a chi si trova ai margini della società. Il lavoro portato avanti da Punzo, ampiamente riconosciuto a livello internazionale, non si è mai limitato a una semplice funzione riabilitativa, ma ha costantemente puntato all’eccellenza artistica assoluta. Assistere a una loro rappresentazione significa immergersi in un universo dove le barriere fisiche e mentali vengono temporaneamente abbattute dal potere universale della recitazione e della musica. La capitale si prepara così a rendere omaggio a un laboratorio umano e culturale che ha fatto della resistenza artistica la sua cifra stilistica principale, offrendo al pubblico una testimonianza tangibile di come l’arte possa generare spazi di libertà persino nei contesti più severi e strutturati.
L’universo sonoro e visivo della Fortezza
L’opera che animerà gli spazi del polo universitario romano si intitola Il figlio della tempesta, un magistrale concerto-spettacolo nato originariamente nel 2018 proprio per suggellare il trentesimo anniversario della prestigiosa compagnia. Lungi dall’essere un mero contenitore celebrativo o un’autocelebrazione nostalgica, questo progetto performativo si presenta al pubblico come un organismo vivo e in continua evoluzione, un flusso ininterrotto di emozioni che rielabora magistralmente l’intero universo sonoro e iconografico sviluppato dietro le sbarre. La struttura complessa dello spettacolo è stata appositamente concepita per intrecciare in modo indissolubile materiali visivi inediti e composizioni musicali vibranti, restituendo allo spettatore il senso tangibile di quel “tempo lungo” e sospeso che caratterizza le faticose giornate all’interno della Fortezza di Volterra.
Sul palcoscenico capitolino, la sinergia artistica e umana tra il regista Armando Punzo e il drammaturgo musicale Andrea Salvadori toccherà vertici di rara e profonda intensità. La collaborazione prolifica tra queste due figure chiave ha dato vita, nel corso degli anni, a un linguaggio scenico unico nel suo genere, in cui la forza graffiante e lucida della parola recitata si fonde in perfetta armonia con le raffinate elaborazioni sonore suonate rigorosamente dal vivo. Questa nuova e ulteriormente arricchita edizione del concerto-spettacolo si distingue per l’inserimento organico di musiche originali e potenti immagini tratte dalle produzioni più recenti della compagnia. Gli spettatori romani avranno così l’assoluto privilegio di compiere un viaggio immersivo attraverso le visioni, le paure, i sogni e il talento dei numerosi detenuti-attori che, anno dopo anno, hanno prestato anima e corpo a questo irripetibile miracolo teatrale.
Terza missione e il valore vitale dell’inclusione
L’approdo di un evento di tale e indiscussa caratura morale e artistica negli spazi del Polo Museale di Sapienza Cultura non è affatto frutto del caso, ma si inserisce sapientemente all’interno di una precisa e ambiziosa strategia istituzionale. Lo spettacolo in questione è stato fortemente voluto e meticolosamente organizzato grazie all’impegno delle professoresse Marta Marchetti e Arianna Punzi, configurandosi come una declinazione pratica e pienamente tangibile dei nobili progetti di Terza Missione promossi dall’ateneo. Attraverso specifiche iniziative mirate come il progetto Leggere vale la pena e il fondamentale Progetto “CoDiC3 – Contrasto alle Discriminazioni, Carcere ed Eguaglianza”, la più grande università d’Europa riafferma con decisione il proprio ruolo di faro civile, utilizzando abilmente gli strumenti della cultura per abbattere gli stigmi sociali e promuovere una sana riflessione collettiva sui diritti inalienabili dell’individuo.
Il fondamentale e imprescindibile sostegno organizzativo fornito a livello produttivo da Studio Funambulo, dall’associazione Carte Blanche, dalla benemerita Idealcoop Cooperativa Sociale e dalla preziosa Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra testimonia apertamente la necessità assoluta di fare rete per sostenere produzioni così complesse e umanamente necessarie. L’impegno profuso quotidianamente da questi enti permette alla cultura dell’inclusione di espandersi ben oltre le alte mura carcerarie e universitarie, raggiungendo direttamente il cuore vibrante della cittadinanza romana. A coronare brillantemente questa spiccata vocazione all’indagine delle complessità del contemporaneo, la ricca e seguitissima stagione del Nuovo Teatro Ateneo si avvierà verso la sua naturale conclusione il 17 maggio con l’attesissima messa in scena de L’ombra lunga di Alois Brunner. Quest’ultima pregevole opera, firmata con maestria dal drammaturgo siriano Mudar Alhaggi, proporrà alla platea un’ulteriore e vertiginosa indagine teatrale, fondendo abilmente le tragiche vicende della storia europea e mediorientale in una riflessione struggente e senza tempo sull’esperienza drammatica dell’esilio e sulla memoria politica del nostro complicato secolo.
Info utili
- Indirizzo: L’ingresso al Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza è consentito da Piazzale Aldo Moro 5 oppure tramite il cancello pedonale in Viale delle Scienze 11 (Edificio CU017), Roma.
- Orari: Lo spettacolo andrà in scena mercoledì 13 maggio 2026 con inizio alle ore 20.30.
- Prenotazioni: Per partecipare è necessario prenotare il proprio posto tramite il portale Eventbrite. L’organizzazione consiglia altresì di prenotare anticipatamente l’accesso al parcheggio situato all’interno della città universitaria.
- Contatti: Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al numero telefonico 0649914115 o all’indirizzo mail segreteria.nuovoteatroateneo@uniroma1.it.
