Cosa: Il concerto Singing Routes – Le vie dei canti, un’esplorazione dell’identità culturale in chiave folk mediterraneo e jazz.
Dove e Quando: Presso il Teatro di Villa Lazzaroni a Roma, giovedì 14 maggio 2026 alle ore 18.30.
Perché: Per intraprendere un emozionante viaggio musicale che fonde la tradizione della diaspora e del sud Italia con inedite riletture contemporanee ispirate a grandi figure femminili.
Il fervore culturale della capitale si arricchisce di un nuovo affascinante capitolo musicale promosso dall’Orchestra Roma Sinfonietta. In un’epoca caratterizzata da continui flussi e trasformazioni, il linguaggio universale dei suoni si conferma come il mezzo più potente per abbattere le barriere e raccontare la complessa storia dell’umanità. È proprio con questo spiccato spirito esplorativo e divulgativo che prende vita il nuovo e attesissimo evento musicale ospitato nel cuore pulsante del quartiere Appio Latino. Il Teatro di Villa Lazzaroni, incastonato all’interno di uno dei parchi storici più vissuti e amati dai cittadini, si conferma ancora una volta una location d’eccezione. Questo spazio civico si presta in modo ideale per accogliere performance che richiedono un ascolto attento e un’atmosfera emotivamente intima, favorendo un contatto diretto e viscerale tra i valenti musicisti sul palco e l’intera platea. L’appuntamento imminente promette di trasportare gli spettatori in un viaggio sonoro assolutamente indimenticabile, fondendo magistralmente le radici storiche della grande tradizione con le sperimentazioni ritmiche più audaci della contemporaneità sonora. La fruizione musicale diventa così non solo un momento di puro e semplice intrattenimento, ma un vero e proprio strumento di profonda indagine sociale e antropologica, capace di gettare ponti solidi e duraturi tra epoche e geografie apparentemente lontane e inconciliabili.
Radici e contaminazioni nel bacino del Mediterraneo
Il concerto intitolato Singing Routes – Le vie dei canti si configura fin dalle sue premesse come un profondo progetto di indagine intellettuale e artistica, nato per esplorare con ammirevole coraggio e grande raffinatezza il vasto e dibattuto tema dell’identità culturale. L’idea compositiva centrale dell’intero spettacolo teatrale ruota ininterrottamente attorno all’ardita intenzione di esplorare le innumerevoli e affascinanti sfaccettature dell’identità umana. Questo scopo viene brillantemente raggiunto attraverso l’innovativa e sorprendente rilettura delle ipnotiche sonorità tipiche del folk mediterraneo e delle fluide e sincopate atmosfere della musica jazz, il tutto declinato attraverso un codice espressivo e un linguaggio spiccatamente contemporaneo. Il vasto bacino del Mar Mediterraneo, riconosciuto da sempre come un impareggiabile e storico crocevia di popoli migranti, antiche religioni e ferventi mercati, viene qui celebrato come un gigantesco e inesauribile pentagramma liquido, sul quale nel corso dei millenni si sono ininterrottamente scritte e riscritte le melodie fondanti della nostra civiltà continentale, peninsulare e insulare. L’articolato e suggestivo percorso narrativo e musicale concepito per la serata prende poeticamente le mosse dall’antica, viscerale e struggente musica ebraica fiorita in seno alla sofferta esperienza storica della diaspora. Partendo da queste arcaiche e solidissime radici identitarie, le ancestrali melodie si sviluppano, germogliano e viaggiano fluidamente attraverso lo scorrere dei secoli, finendo inevitabilmente per intrecciarsi in maniera inesorabile e meravigliosa con le affascinanti storie popolari tramandate oralmente e con le molteplici tradizioni folcloristiche tipiche dei territori del centro e del sud Italia. Queste specifiche e calde aree geografiche della penisola italiana sono state storicamente segnate e arricchite da infiniti scambi commerciali intercontinentali, da incontri fortuiti tra genti di mari diversi e da profonde, feconde e irreversibili contaminazioni culturali che, accumulandosi strato dopo strato e generazione dopo generazione, hanno progressivamente e inesorabilmente generato nuove e straordinariamente ricche identità collettive. L’intenso concerto musicale diviene quindi uno specchio limpido e riflettente in cui il pubblico è caldamente invitato a specchiarsi per poter riconoscere e decifrare il proprio passato ancestrale, al fine ultimo di comprendere al meglio la complessa, stratificata e meravigliosa società multiculturale del tempo presente, valorizzando senza alcuna sosta la diversità etnica e sonora come una risorsa artistica di valore inestimabile.
Donne, poesia e riletture contemporanee
L’architettura armonica, musicale e squisitamente concettuale di questa serata d’eccezione si distingue nettamente nel panorama odierno per un abile, misurato e perfettamente calibrato equilibrio stilistico tra il retaggio antico e l’ispirazione nuova. A brani saldamente e filologicamente radicati nella vasta e prolifica tradizione popolare si affiancano infatti, con estrema naturalezza ed eleganza, preziose, fresche e totalmente inedite composizioni originali, le quali sono state ideate e create appositamente per arricchire di nuove prospettive e inediti significati l’intero tessuto narrativo ed emozionale dello spettacolo proposto al pubblico. Un elemento di particolare spessore e rilevanza tematica, che dimostra apertamente e senza filtri la grandissima e lodevole sensibilità degli autori coinvolti nel progetto, è rappresentato dalla scelta di fondo che anima queste melodie: le nuove opere presentate sono state tutte fortemente e intimamente ispirate a figure femminili di incalcolabile e perdurante rilevanza intellettuale, storica e artistica. L’intero e ambizioso progetto musicale si pregia di includere tra le proprie venerate muse ispiratrici celebri poetesse dalla penna vibrante e affermate compositrici musicali, realizzando in tal modo un sentito e assolutamente doveroso omaggio al talento inespresso, al coraggio e alla lungimirante visione delle donne, voci che spesso l’ufficialità della storiografia tradizionale ha colpevolmente taciuto o relegato ai margini. A dare potente voce, fisicità tangibile e un’anima vibrante a questo intenso e commovente itinerario artistico e poetico sarà un affiatatissimo trio di formidabili musicisti di indubbia caratura ed eccezionale talento. La carismatica, poliedrica ed emozionante interprete vocale Barbara Eramo presterà generosamente la sua voce incredibilmente versatile e profondamente suggestiva per guidare sapientemente, come un vero e proprio faro sonoro, l’intero pubblico di spettatori tra le diverse, mutevoli e cangianti tappe di questo lungo e affascinante viaggio intercontinentale e multietnico. I complessi, arditi e sofisticati arrangiamenti della kermesse serale prenderanno invece magnificamente e impetuosamente vita grazie all’indiscusso e ammirato virtuosismo strumentale di Gabriel Coen, impegnato nell’esecuzione ai sassofoni e al clarinetto, unito indissolubilmente all’elegante, misurata e impeccabile maestria tecnica di Alessandro Gwiss, seduto al pianoforte. L’interazione magnetica, quasi telepatica, tra la cristallina purezza degli strumenti a fiato, la delicata ed energica percussività dei tasti d’avorio e le innumerevoli e caleidoscopiche modulazioni vocali della solista garantirà uno spettacolo in cui la perizia tecnica più assoluta e l’emozione più pura e incontrollata si fonderanno in una miscela acustica vibrante.
Roma Sinfonietta: trent’anni di divulgazione musicale
Questo atteso e singolare evento, che si preannuncia come un vero e proprio gioiello di ricerca stilistica e recupero della memoria orale, si inserisce in modo del tutto coerente e organicamente strutturato all’interno della vasta, prestigiosa e consolidata programmazione culturale curata e gestita direttamente dall’Associazione Roma Sinfonietta. Fin dal fondamentale e storico momento della sua formale costituzione ufficiale, avvenuta con passione e dedizione ormai trent’anni fa, nel lontano anno solare 1994, questa instancabile e indiscutibilmente meritoria realtà associativa e culturale capitolina ha svolto senza alcuna esitazione, pausa o soluzione di continuità una capillare, profonda e sommamente qualificatissima attività di meticolosa organizzazione e incessante produzione esecutiva nel complesso e stimolante panorama musicale italiano e romano. Le loro rinomate ed eclettiche stagioni artistiche, sempre molto seguite dalla cittadinanza, si sono da sempre e orgogliosamente distinte per la grande e incondizionata apertura intellettuale e la sincera curiosità filologica rivolta verso i vari, innumerevoli e mutevoli generi o stili compositivi che animano e colorano l’odierno e globalizzato universo sonoro. Con estrema professionalità e versatilità invidiabile, si spazia infatti con grande agilità interpretativa dal grande, monumentale e severo repertorio classico di estrazione sinfonica o da camera, per arrivare fino alle destrutturazioni armoniche del jazz, includendo con sapienza repertori sacri, audaci sperimentazioni di natura etnica, affascinanti opere vocali da camera, spettacoli teatrali integrati e, non da ultimo, la fondamentale, suggestiva e immortale musica applicata specificamente per l’industria della cinematografia e del grande schermo. L’ambizioso, ammirevole e irrinunciabile obiettivo statutario, rigorosamente, strenuamente e orgogliosamente perseguito e difeso dall’Associazione romana fin dal primissimo giorno della sua fondazione, è la diffusione massillare, inclusiva e democratica dell’arte musicale, prodotta e divulgata in ogni sua possibile declinazione accademica o popolare, presso una platea e un pubblico di astanti che diventi nel corso del tempo sempre più esteso, composito, eterogeneo e socialmente trasversale. L’intento pedagogico ed educativo primario e imprescindibile è quello di riuscire a intercettare, interessare e coinvolgere attivamente e appassionatamente le menti giovani e le nuovissime generazioni in via di formazione, unitamente a quella larga e spesso trascurata fascia di cittadinanza locale che risulta essere abitualmente meno propensa, avvezza o semplicemente abituata a frequentare assiduamente le stimolanti dimensioni acustiche, relazionali e comunitarie del rito collettivo del concerto dal vivo. L’idea filosofica fondante e portante è riuscire a fare in modo, concerto dopo concerto, che la preziosissima musica, compresa, amata e fruita in ogni sua pregevole declinazione e contaminazione, diventi progressivamente, stabilmente e in modo del tutto naturale una parte assolutamente inalienabile, fondativa e fondamentale dell’intero e insostituibile patrimonio culturale, spirituale, civico e intellettuale a disposizione di ciascuno e ognuno di noi, per lo sviluppo e l’arricchimento di un vero spirito di armonia sociale. Durante i tre magnifici decenni trascorsi dalla sua brillante genesi, le preziose, lodate e capillari attività e rassegne promosse da Roma Sinfonietta hanno costantemente visto la fruttuosa e prestigiosa partecipazione, in veste di ospiti o stretti collaboratori, di innumerevoli solisti, strumentisti e complessi vocali di chiara, indiscussa e comprovata fama internazionale e mondiale, portando sul suolo capitolino punte di pura eccellenza scenica che hanno contribuito a fare grande la rassegna. E, allo stesso medesimo tempo, in perfetto equilibrio con la presenza dei big internazionali, la solida associazione non ha veramente mai smesso di dedicare immense energie e di puntare convintamente i propri luminosi riflettori sull’attenta, tempestiva e sagace scoperta e sulla successiva accuratissima valorizzazione pratica, scenica ed economica dei nuovi e freschi talenti emergenti della scena performativa odierna, fornendo loro preziosi spazi, risorse concrete, incoraggiamenti mirati e opportunità determinanti per lo sviluppo professionale.
Info utili
- Indirizzo: Via Appia Nuova, 522 / Via Tommaso Fortifiocca, 71 (parcheggio gratuito), Roma.
- Orario: Giovedì ore 18.30.
- Prenotazioni: 392 4406597 – info@teatrovillalazzaroni.com.
