- Cosa: Il concerto Affinità elettive, una raffinata performance per voce e pianoforte che esplora il legame umano e artistico tra i compositori Benjamin Britten e Dmitrij Šostakovič, magistralmente interpretata da Blagoj Nacoski e Luca Ciammarughi.
- Dove e Quando: Presso la suggestiva Sala dei Lecci all’interno del Bioparco di Roma, domenica 10 maggio alle ore 19:00.
- Perché: Per vivere un’esperienza sensoriale avvolgente in cui la grande musica da camera del Novecento dialoga apertamente con la bellezza della natura, celebrando l’universalità dell’arte alla luce del tramonto.
La grande musica da camera abbandona i rigidi confini dei teatri tradizionali per fondersi organicamente con le suggestioni naturalistiche della capitale. La Camera Musicale Romana continua a sorprendere e affascinare il proprio pubblico offrendo non solo esecuzioni di altissimo profilo, ma vere e proprie esperienze d’ascolto capaci di coinvolgere profondamente tutti i sensi. Domenica 10 maggio, la stagione concertistica in corso si arricchisce di un evento di rara eleganza e densità emotiva intitolato Affinità elettive. L’appuntamento, attesissimo dagli appassionati, vedrà protagonisti due interpreti di riconosciuto carisma e prestigio internazionale: il tenore Blagoj Nacoski e il pianista Luca Ciammarughi. Questo sodalizio artistico, che negli anni si è distinto per la meticolosa ricerca stilistica, guiderà gli spettatori in un viaggio intimo tra le affascinanti pieghe del Novecento musicale.
Un’amicizia musicale che sfida il Ventesimo secolo
Il Novecento è stato un’epoca irrequieta, profondamente segnata da lacerazioni politiche, conflitti su scala globale e rigide cortine di ferro che hanno tenuto rigidamente separato il mondo in blocchi contrapposti. In questo scenario storico estremamente complesso, l’arte ha spesso rappresentato l’unico solido ponte capace di scavalcare i confini geografici e le opposte ideologie. Il concerto Affinità elettive si propone proprio di esplorare questo straordinario potere comunicativo ed empatico, portando alla luce il dialogo umano e intellettuale intercorso tra due giganti assoluti della composizione moderna: il britannico Benjamin Britten e il russo Dmitrij Šostakovič. Pur appartenendo a mondi apparentemente inconciliabili e operando in contesti culturali diametralmente opposti, i due artisti nutrivano una sincera e reciproca ammirazione, solidamente fondata su una visione comune dell’etica musicale.
La scelta di accostare in un unico cartellone le loro opere non è dunque una semplice e banale coincidenza stilistica, ma si configura come una vera e propria dichiarazione di intenti. Britten e Šostakovič condividevano una fortissima tensione creativa rivolta verso l’essenziale, un bisogno urgente e irrinunciabile di comunicare le inquietudini, le paure e le speranze dell’essere umano senza mai cedere alle lusinghe dei facili virtuosismi. Il repertorio attentamente selezionato per la serata romana mette in chiara luce proprio questa affinità spirituale, dimostrando al pubblico contemporaneo come il linguaggio universale e senza tempo dei suoni possa creare una parentela elettiva ben più robusta di qualsiasi barriera. Sul palcoscenico, la totale sinergia tra la voce e lo strumento a tastiera diventerà il mezzo privilegiato per restituire intatta la densità emotiva di questa amicizia silente ma potentissima.
L’incontro tra l’alta poesia e le radici popolari
Il programma musicale delineato per la serata si preannuncia come un affascinante e tortuoso percorso attraverso registri espressivi contrastanti, eppure meravigliosamente complementari. La performance prenderà il via con i celebri e intensi Seven Sonnets of Michelangelo op. 22 di Benjamin Britten, considerato un capolavoro assoluto della vocalità da camera. Questa raccolta testimonia l’enorme fascino esercitato dal Rinascimento italiano sull’immaginario visivo e letterario del compositore britannico. In queste complesse liriche, l’alta poesia di Michelangelo Buonarroti viene esaltata da una scrittura vocale ardita e ricca di inaspettate sfumature, che richiederà a Nacoski un eccezionale controllo tecnico e una dizione impeccabile. Il pianoforte di Ciammarughi, in questo contesto, non si limiterà ad accompagnare passivamente, ma si farà abile scultore del suono.
A fare da perfetto contraltare alla raffinata ed esigente intellettualità dei sonetti, interverrà successivamente l’anima più schiettamente terrena, cruda e popolare delle composizioni seguenti. L’omaggio a Šostakovič passerà infatti attraverso l’esecuzione dei rari Canti Greci e delle struggenti Quattro Romanze op. 86, opere maestose in cui il tormentato compositore russo riesce miracolosamente a trasfigurare il dolore personale e l’isolamento in canti di una bellezza quasi abbagliante. La brillante conclusione del concerto sarà poi dolcemente affidata alle incantevoli e rassicuranti Folksongs di Britten, una rilettura di melodie tradizionali reinventate con una spiccata modernità armonica, senza mai tradirne l’autenticità originaria. In questa misurata alternanza, gli artisti daranno prova di un’eccezionale plasticità interpretativa.
Una scenografia naturale nel cuore pulsante di Roma
Un appuntamento culturale di tale spessore necessita obbligatoriamente di un “contenitore” all’altezza delle fortissime suggestioni evocate dalla partitura. Abbandonando la tradizionale rigidità architettonica delle classiche sale da concerto capitoline, l’organizzazione ha scelto per l’occasione uno degli spazi più magici e insoliti che Roma possa offrire: la Sala dei Lecci. Situata all’interno del vasto perimetro del Bioparco, questa location rappresenta un autentico gioiello immerso nel verde cittadino, caratterizzato da un’enorme vetrata trasparente che si apre generosamente sul lussureggiante giardino zoologico. L’ambiente interno si trasforma così in una vera e propria estensione della natura circostante, capace di amplificare il potere evocativo delle note e di favorire nel pubblico un ascolto profondamente più intimo, meditativo e disteso.
L’orario fissato per l’inizio del concerto, le ore 19:00, aggiunge un ulteriore, fondamentale tassello di fascino all’intera esperienza sensoriale. Gli spettatori avranno infatti il rarissimo privilegio di assistere alla performance dal vivo proprio nel momento in cui la calda luce del tramonto primaverile inizia a filtrare dolcemente attraverso le fronde degli alberi secolari, dipingendo la platea di tonalità cangianti e avvolgenti. Questa lenta e inesorabile transizione luminosa si sposerà in modo armonico con l’intimità delle romanze, creando una sincronia magica tra l’ingegno umano celato nella composizione musicale e il ritmo rassicurante della terra. Ancora una volta, la città si rivela in grado di regalare palcoscenici del tutto inaspettati, dove cultura e ambiente convivono magnificamente.
Info utili
- Data e Orario: Domenica 10 maggio, inizio concerto ore 19:00.
- Luogo: Sala dei Lecci – Bioparco di Roma, Viale del Giardino Zoologico 1.
- Come arrivare con i mezzi pubblici: Tram n° 19 (fermata Bioparco); Bus n° 3, 52, 53, 926, 217, 360, 910; Metropolitana Linea A (stazioni Flaminio o Spagna).
- Parcheggio: Per chi si sposta in automobile, è possibile usufruire dell’ampio parcheggio situato lungo il Viale del Giardino Zoologico.
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