Mercoledì, 08 Luglio 2020

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panico2Le cause: condizioni ricorrenti di stress e “sovraffollamento” dell’ambiente urbano. I sintomi: palpitazioni, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento e nausea. La malattia: attacco di panico. E il 44% dei romani, quasi  1 persona su 2, su un campione di 833 residenti, secondo i dati rilevati dall’Istituto di Neuroscienza Globale (IS.NE.G.) e dalla SWG di Trieste, soffre o ha sofferto di disturbi da panico o attacchi di panico.

Professor Sorrentino, mi descrive la tipologia di persone che sono rientrate nel campione analizzato?

L’Istituto di Neuroscienza Globale, di cui io sono Direttore e Fondatore, in collaborazione con la SWG di Trieste ha circoscritto il sondaggio a un campione di persone di età compresa tra i 18 e 60 anni. Dal sondaggio è emerso che il 23% dei romani, quindi 350 mila romani, soffrono di attacchi di panico ricorrenti; mentre, il 21%, dei residenti nella capitale,  soffre di attacchi di panico sporadici, occasionali. Le più colpite dagli attacchi di panico ricorrenti risultano essere le donne laureate, di età compresa tra i 24 e i 54 anni. Gli attacchi di panico sporadici sono, invece, più frequenti tra i giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni.

Quindi, il 23% dei romani, contro il 24% della popolazione nazionale, soffre di “panico ricorrente”, e il 21% dei capitolini, contro il 19% degli italiani, soffre di attacchi sporadici. Il sondaggio ha registrato percentuali più alte a Roma rispetto al resto d’Italia. La maggiore presenza di condizioni e fattori di stress riconducibili a un ambiente dove è più frequente vivere la quotidianità in luoghi affollati e particolarmente caotici (metropolitana, traffico) sono stati  determinanti sull’incidenza percentuale di coloro che vivono condizioni di panico.

Professore, secondo lei perché i soggetti più colpiti, da attacchi di panico ricorrente, sono le donne?

Sono le donne perché la loro “forzata” emancipazione, la corsa all’emancipazione, la corsa alla carriera, il dover fare contemporaneamente più cose porta ad una condizione di stress scatenante. E’ anche vero che la donna è quella che ricorre prima, rispetto all’uomo, a parità di condizioni, alle cure specialistiche.

Nonostante i dati  registrati nella capitale abbiano un’incidenza percentuale maggiore rispetto al campione analizzato nel resto d’Italia è anche vero che i cittadini romani sembrano conoscere molto bene il disturbo di panico. Il 98%, sempre secondo i dati forniti da IS.NE.G e SWG,  ha dichiarato di averne almeno sentito parlare; mentre, coloro che hanno avuto contatto con la malattia (4 persone intervistate su 10) hanno dichiarato di conoscere o avere in famiglia persone che ne soffrono.  E mentre, le donne già di fronte ai primi sintomi della malattia, ricorrono alle cure, la stragrande maggioranza dei romani, come del resto degli italiani,  la considera una patologia affrontabile e da cui si può guarire, nonostante venga  ritenuta piuttosto grave anche da quanti non ne hanno mai sofferto.

 

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