Cosa: Lo spettacolo teatrale per bambini Strega Bistrega, ispirato alle fiabe popolari di Italo Calvino.
Dove e Quando: Presso Centrale Preneste Teatro, domenica 1 marzo 2026 alle ore 16.30. Perché: Un’occasione per riscoprire il patrimonio folkloristico italiano attraverso una messa in scena che mescola attori dal vivo e contributi video.
L’universo delle fiabe popolari italiane torna a vivere sul palcoscenico romano con un appuntamento dedicato ai più piccoli e alle loro famiglie. Domenica 1 marzo, il Centrale Preneste Teatro, situato nel cuore del quartiere Pigneto-Malatesta, ospiterà la compagnia Ruotalibera Teatro con l’opera Strega Bistrega. Si tratta di un lavoro che affonda le proprie radici nella ricca tradizione orale del nostro Paese, rielaborata con una sensibilità contemporanea capace di parlare alle nuove generazioni. La pièce si inserisce nella rassegna Infanzie in gioco, un progetto che da anni promuove la cultura teatrale come strumento di crescita e confronto per l’infanzia, trasformando lo spazio scenico in un luogo di scoperta e meraviglia.
La narrazione trae ispirazione libera dal racconto Il bambino nel sacco, contenuto nella celebre raccolta di fiabe italiane curata da Italo Calvino. L’operazione culturale compiuta da Ruotalibera Teatro non è una semplice trasposizione, ma un viaggio creativo che utilizza il pretesto della fiaba per esplorare temi universali come la fame, la curiosità e il conflitto tra generazioni. Sotto la guida esperta di Fabio Traversa, che firma testo e regia con la collaborazione di Tiziana Lucattini, lo spettacolo promette di trasportare il pubblico in un mondo dove la magia è fatta di espedienti quotidiani e la paura viene esorcizzata attraverso l’intelligenza e l’ironia.
Una strega tra passato e presente
Al centro della vicenda troviamo la figura di Strega Bistrega, interpretata dallo stesso Fabio Traversa. Non siamo di fronte alla classica antagonista onnipotente delle fiabe nordiche, bensì a una creatura profondamente umana nelle sue debolezze: una strega ostinatamente ignorante, ultimo baluardo di una tradizione magica ormai antica e superata. La sua è una lotta per la sopravvivenza in un mondo che sembra averla dimenticata. Questa caratterizzazione rende il personaggio quasi malinconico, nonostante il suo ruolo di “cattiva”, offrendo agli spettatori una chiave di lettura più stratificata rispetto ai canoni tradizionali del teatro ragazzi.
Accanto a lei si muove la figlia, Margherita Margheritone, interpretata da Valentina Greco. Anche lei condivide l’ignoranza della madre, ma è mossa da una curiosità inarrestabile che la spinge a interrogarsi sull’esistenza degli altri. La domanda centrale che muove l’azione è tanto semplice quanto inquietante: esistono altri esseri al mondo? E come sono fatti questi bambini di cui si sente tanto parlare? La dinamica tra madre e figlia diventa così il motore comico e narrativo della storia, dove la ricerca di un pasto invitante si trasforma in un incontro-scontro con l’ignoto.
Innovazione scenica e linguaggi multimediali
Uno degli elementi di maggiore interesse di Strega Bistrega è l’integrazione del linguaggio video all’interno della performance teatrale. La figura del bambino, il celebre Pierino Pierone, non appare fisicamente sul palco ma è presente attraverso le immagini video che ritraggono Dawid J. W. Rocca. Questa scelta stilistica non è solo estetica, ma concettuale: il bambino, preda inafferrabile per eccellenza in ogni fiaba, qui diventa ancora più etereo e distante, un’entità digitale che sfida la fisicità goffa e analogica delle due streghe. La regia video, curata anch’essa da Traversa, crea un dialogo costante tra lo spazio tridimensionale del teatro e la bidimensionalità dello schermo.
L’allestimento si avvale del contributo di professionisti che hanno curato ogni dettaglio per rendere l’atmosfera suggestiva. Le scene di Francesco Persico e i costumi di Valentina Bazzucchi contribuiscono a creare quel mondo sospeso tra il rurale e il fantastico tipico delle fiabe di Calvino. Il disegno luci di Martin Beeretz accompagna le trasformazioni emotive della storia, mentre la postproduzione video di Lucia De Amicis rifinisce l’interazione tra i diversi media. Il risultato è uno spettacolo adatto a un pubblico dai 3 ai 10 anni, capace però di affascinare anche gli adulti grazie alla qualità della scrittura e alla profondità dei riferimenti culturali.
Info utili
- Data: Domenica 1 marzo 2026
- Orario: Ore 16.30
- Luogo: Centrale Preneste Teatro, Via Alberto da Giussano 58, Roma
- Biglietto: Prezzo unico 7 euro
- Acquisto: Online sul sito ufficiale del teatro o in biglietteria il giorno dello spettacolo dalle ore 16.00 (secondo disponibilità)
- Contatti: Telefono 0627801063 (dal lunedì al venerdì, ore 10.00-17.00)
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