- Cosa: It’s Happening Again, l’attesa mostra personale dell’artista Adrian Tranquilli, caratterizzata da tre imponenti installazioni inedite.
- Dove e Quando: Museo di Roma – Palazzo Braschi (Piazza San Pantaleo 10 / Piazza Navona 2, Roma); dall’11 aprile al 24 maggio 2026.
- Perché: Per immergersi in una profonda riflessione sulla crisi dei miti contemporanei e la fragilità dell’eroe moderno attraverso l’uso monumentale e perturbante della scultura.
La fervida primavera artistica della capitale si arricchisce di un nuovo, imperdibile appuntamento per gli amanti dell’arte contemporanea. Dall’11 aprile al 24 maggio 2026, le prestigiose sale al piano terra del Museo di Roma, situato nella splendida cornice di Palazzo Braschi, aprono le porte a It’s Happening Again. Si tratta della mostra personale di Adrian Tranquilli, un artista che da decenni esplora con acume le pieghe più nascoste e conflittuali dell’immaginario collettivo. L’iniziativa, promossa da Roma Capitale in sinergia con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dallo Studio Stefania Miscetti, rappresenta un’occasione unica per confrontarsi con un linguaggio visivo stratificato, capace di fondere la solennità della scultura monumentale con le inquietudini e le contraddizioni dell’uomo moderno.
La decostruzione del mito supereroico
Il fulcro attorno al quale ruota l’intera produzione artistica di Adrian Tranquilli è la figura del supereroe, inteso non come mero fenomeno di intrattenimento popolare, ma come autentico archetipo della modernità. Da oltre trent’anni, l’artista porta avanti una ricerca meticolosa e profonda che attinge a un bacino culturale sconfinato: dalla storia dell’arte classica alla musica contemporanea, passando per le pagine della grande letteratura e gli studi di antropologia sociale. In questo vasto mare di riferimenti, i paladini mascherati dei fumetti vengono spogliati della loro aura di invincibilità per essere restituiti al pubblico in tutta la loro fragile e tragica umanità. Le sculture di Tranquilli non celebrano il trionfo, ma esplorano l’istante immediatamente successivo alla sconfitta o al dubbio, il momento in cui l’eroe si scopre vulnerabile e irrimediabilmente solo.
Questa scelta tematica assume un valore paradigmatico potentissimo nella società odierna. I personaggi iconici, un tempo garanti dell’ordine e della giustizia universale, si trasformano nelle opere dell’artista in specchi fedeli delle ansie contemporanee. It’s Happening Again invita lo spettatore a superare la superficie patinata del mito per confrontarsi con il vuoto di valori e la perdita di punti di riferimento stabili. La maschera, elemento ricorrente nella grammatica visiva di Tranquilli, non serve più a celare un’identità segreta per proteggere i più deboli, ma diventa il simbolo di un’alienazione diffusa. Essa funge da diaframma che separa inesorabilmente l’individuo dal resto della collettività, lasciandolo prigioniero dei propri demoni interiori e dell’incapacità di incidere realmente sul corso degli eventi storici.
Le installazioni inedite e l’ossessione per il Joker
Il percorso espositivo allestito a Palazzo Braschi si snoda attraverso tre installazioni completamente inedite, concepite appositamente per dialogare con gli spazi austeri e ricchi di storia del museo romano. Tra queste spiccano My Little White Book (2026) e Endsong (2025), opere in cui la materia viene plasmata per dare forma a narrazioni silenziose e di altissimo impatto emotivo. Tuttavia, a catturare in modo totalizzante l’attenzione del visitatore è la maestosa e inquietante installazione dedicata alla figura del Joker, la celebre nemesi fumettistica e incarnazione assoluta del caos entropico. Questa imponente architettura, intitolata In Excelsis 6 (2024), rappresenta senza dubbio una delle sfide visive e concettuali più complesse e affascinanti mai realizzate dall’artista nel corso della sua brillante carriera.
L’opera monumentale è costituita dall’incredibile cifra di cinquantamila carte da gioco, minuziosamente assemblate, ciascuna recante centinaia di raffigurazioni differenti del diabolico clown. Questa proliferazione ossessiva e vertiginosa dell’immagine del villain genera un effetto di stordimento nello spettatore, trascinandolo in un labirinto visivo dove la razionalità sembra cedere inesorabilmente il passo alla follia. Il Joker di Tranquilli non è semplicemente l’antagonista di Batman, ma assurge a emblema del disordine sistemico che minaccia le fondamenta stesse del nostro vivere civile e relazionale. Il rigore formale e geometrico con cui le carte sono disposte entra in aperto e voluto contrasto con l’anarchia intrinseca rappresentata dal personaggio, creando una tensione latente e palpabile che vibra in ogni singolo angolo della sala espositiva.
Identità e crisi nel panorama culturale odierno
Attraverso l’uso sapiente del simbolo e una spiccata propensione visionaria, l’intero corpus di opere presentate all’interno di It’s Happening Again si trasforma in un severo banco di prova per la nostra capacità di decodificare il presente. L’artista utilizza la potenza della scultura per porre interrogativi inderogabili riguardo a concetti astratti ma tangibili, quali la natura ambigua della realtà, i limiti imposti alla conoscenza umana e l’essenza stessa dell’identità individuale in un’epoca di frammentazione. Il cortocircuito generato dall’incontro frontale tra la spensieratezza dell’estetica pop e la solennità drammatica della posa statuaria costringe il pubblico a un’analisi critica, severa e senza sconti sullo stato in cui versa la cultura contemporanea. La dimensione ludica, richiamata dall’origine dei personaggi e dall’uso oggettuale delle carte da gioco, non sfocia mai nella leggerezza, scivolando inesorabilmente verso una risoluzione apertamente tragica.
A impreziosire ulteriormente questa complessa impalcatura concettuale e stilistica contribuisce in maniera determinante il rigoroso testo critico redatto da Benedetta Casini, che accompagna, contestualizza e guida i visitatori lungo l’intero itinerario della mostra. Le riflessioni della curatrice offrono chiavi di lettura preziose e indispensabili per districarsi nella densa selva di metafore plasmate dall’artista, evidenziando come l’opera di Tranquilli sia un incessante svelamento delle ipocrisie su cui si fonda la società moderna. Al termine della visita, uscendo dalle sale di Palazzo Braschi, non si avverte alcun senso di consolazione, bensì l’urgenza di rimettere in profonda discussione le certezze finora acquisite. L’esposizione si attesta così non solo come un evento estetico di assoluto rilievo, ma come un’esperienza di indagine filosofica: un monito tridimensionale che ci ricorda come, ciclicamente e inesorabilmente, i fantasmi della nostra psiche collettiva tornino sempre a manifestarsi.
Info utili
- Sede: Museo di Roma – Palazzo Braschi, Piazza San Pantaleo 10 / Piazza Navona 2, Roma.
- Date: Dall’11 aprile al 24 maggio 2026.
- Orari: Dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00. (Ultimo ingresso consentito un’ora prima della chiusura). Chiuso il lunedì e il 1° maggio.
- Biglietti: Ingresso gratuito.
- Contatti informativi: Telefono 060608 (attivo tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00).
(Credit ph Giorgio Benni. Courtesy Studio Stefania Miscetti)
