- Cosa: La ventunesima edizione di Immaginaria, il prestigioso festival internazionale dedicato al cinema lesbico, femminista e indipendente.
- Dove e Quando: Al Cinema Nuovo Sacher di Roma, nel cuore di Trastevere, dall’8 al 10 maggio 2026.
- Perché: Per esplorare narrazioni autentiche e marginalizzate attraverso opere internazionali, celebrando l’amore e il desiderio femminile come potenti atti politici di trasformazione sociale.
La capitale si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi e radicali della sua primavera culturale. Il grande schermo torna a farsi megafono di storie silenziate, rivendicazioni sociali e indagini intime con l’arrivo della ventunesima edizione di Immaginaria – International Film Festival of Lesbians & Other Rebellious Women. Una tre giorni di visioni cinematografiche, incontri stimolanti e dialoghi aperti che trasformerà gli spazi storici del Cinema Nuovo Sacher in un vero e proprio laboratorio di resistenza artistica. Lontano dalle logiche commerciali e dai circuiti mainstream, il festival si propone di indagare le infinite sfaccettature dell’identità di genere, offrendo uno spazio privilegiato a opere che mettono al centro il corpo, la sessualità, l’omogenitorialità e la fiera scoperta di sé. Al centro di quest’anno risuona un messaggio forte e chiaro, condensato nel claim “The Power of Love”: l’amore sviscerato non come semplice sentimento romantico, ma come forza rivoluzionaria capace di scardinare le fondamenta del potere patriarcale e di immaginare mondi nuovi, liberi dall’oppressione.
Un ponte tra la memoria storica e l’avanguardia
Questa speciale edizione della rassegna cinematografica si apre nel segno di un ricordo profondo e doveroso, dedicando l’intero programma alla memoria di Edda Billi. Scomparsa recentemente, Billi ha rappresentato una figura cardine, una vera e propria colonna portante per il movimento femminista e lesbico nel nostro Paese. Il suo percorso, lungo oltre mezzo secolo, ha intrecciato la teoria politica all’azione militante, passando per la fondazione del Centro di Studi e Iniziative Alma Sabatini fino alla storica occupazione che diede vita alla Casa Internazionale delle Donne di Roma. La sua eredità intellettuale permea ogni fotogramma del festival, ricordando al pubblico come la conquista dei diritti passi inevitabilmente attraverso la visibilità, l’occupazione degli spazi fisici e, non da ultimo, la narrazione culturale e visiva.
Ad incarnare perfettamente questo passaggio di testimone tra le battaglie storiche e le urgenze del presente è la madrina e testimonial dell’evento: Federica Rosellini. Regista, drammaturga e performer pluripremiata, Rosellini rappresenta una delle voci più eclettiche e visionarie del teatro italiano contemporaneo. La sua straordinaria capacità di portare in scena testi complessi e radicali – confrontandosi con autrici del calibro di Mary Shelley, Virginie Despentes e Paul B. Preciado – la rende il volto ideale per un festival che fa dell’anticonformismo la sua bandiera. La presenza di un’artista così poliedrica sottolinea la vocazione interdisciplinare di Immaginaria, confermando come la ribellione creativa possa manifestarsi in innumerevoli forme, unendo la letteratura, il palcoscenico e il grande schermo in un unico, potente grido di emancipazione.
Sguardi internazionali e capolavori restaurati
Il sipario della manifestazione si alzerà venerdì 8 maggio con un evento di assoluto rilievo per i cinefili: la proiezione del capolavoro When Night is Falling della regista canadese Patricia Rozema. Presentato per la prima volta al pubblico italiano in una scintillante versione restaurata in 4K, questo film del 1995 è universalmente riconosciuto come una pietra miliare della cinematografia indipendente. A trent’anni esatti dalla sua uscita nelle sale, l’opera conserva intatta tutta la sua dirompente carica poetica e politica, offrendo una rappresentazione del desiderio femminile e delle relazioni omosessuali che rifugge da ogni stereotipo, puntando invece su una forza visiva e un’autenticità emotiva raramente eguagliate sul grande schermo.
Oltre al grande classico di apertura, la selezione dei lungometraggi in concorso getta uno sguardo lucido e penetrante sulle sfide della contemporaneità. Spicca in cartellone l’intenso Hot Milk di Rebecca Lenkiewicz, che esplora il legame soffocante tra una madre malata e una figlia in cerca di una personale via di fuga verso la libertà ad Almería. Ugualmente d’impatto è la pellicola francese Des preuves d’amour di Alice Douard, un’opera acuta che porta alla luce il dramma giuridico e sociale legato all’omogenitorialità, mettendo in scena la complessa battaglia legale di una madre non biologica per ottenere il riconoscimento della propria genitorialità. Completa la rosa dei lungometraggi la commedia drammatica The Queen of My Dreams, un viaggio intimo e culturale tra il Canada e il Pakistan che affronta con intelligenza il tema del conflitto intergenerazionale e dell’identità diasporica di una giovane donna musulmana.
Il potere del documentario e i nuovi talenti italiani
La sezione documentaristica del festival si configura come un prezioso archivio visivo della memoria militante, recuperando storie di resistenza che rischiano di essere inghiottite dall’oblio. Particolare attesa c’è per l’anteprima italiana di A Culinary Uprising: The Story of Bloodroot di Annie Laurie Medonis. L’opera ricostruisce la singolare ed eroica avventura del Bloodroot, uno storico spazio nel Connecticut che per quasi mezzo secolo ha saputo fondere l’attivismo lesbico e femminista con la ristorazione vegana e una libreria indipendente. Ad arricchire questo filone legato alla memoria collettiva si aggiungono lavori fondamentali come Sally, incentrato sulla figura quasi dimenticata dell’attivista statunitense Sally Gerheart, e Bulletproof, una sagace analisi su come le serie televisive abbiano plasmato e continuino a influenzare l’immaginario queer a livello globale.
Un’attenzione del tutto speciale è infine riservata al panorama emergente, con uno spazio dedicato ai cortometraggi italiani contemporanei. Il formato breve, troppo spesso relegato ai margini della distribuzione canonica, viene qui esaltato come territorio privilegiato per la sperimentazione linguistica e l’affermazione di nuovi sguardi autoriali. Culmine di questa indagine sarà il panel “Senza chiedere il permesso: i female gazes nel cortometraggio italiano contemporaneo”, un momento di confronto vitale in cui giovani registe e attrici dialogheranno sulle sfide produttive e sulle infinite possibilità espressive offerte oggi dal cinema. Un’ulteriore dimostrazione di come Immaginaria non sia solo una vetrina espositiva, ma un vero e proprio motore culturale capace di generare dibattito, aggregazione e nuove prospettive per il futuro.
Info utili
- Dove: Cinema Nuovo Sacher, Largo Ascianghi 1, Roma.
- Quando: Dall’8 al 10 maggio 2026. Orario di apertura della rassegna: venerdì 8 maggio alle ore 20:00.
- Prezzo: L’ingresso alle proiezioni e a tutti gli eventi in programma è riservato a chi possiede la Tessera 2026 dell’Associazione Culturale Visibilia APS.
- Info e prenotazioni: È possibile effettuare il tesseramento direttamente online tramite l’apposita piattaforma disponibile sul sito ufficiale del festival (immaginariaff.it).
(in foto: “When night is falling”)
(Immagine utilizzata a solo scopo informativo; tutti i diritti d’autore e di proprietà restano esclusivamente ai legittimi proprietari)
