Cosa: Lo spettacolo teatrale Tutti Tranne Lui, una commedia scritta e diretta da Andrea De Rosa che esplora i temi dell’amicizia, dell’amore e dei segreti nascosti.
Dove e Quando: Al Teatro de’ Servi di Roma, in programmazione dal 28 aprile al 10 maggio.
Perché: Per godersi un’intrigante cena teatrale in cui la scomoda e dirompente sincerità di un ospite inatteso costringerà tutti i presenti a gettare le proprie maschere sociali.
Il palcoscenico capitolino si prepara ad accogliere una nuova, frizzante commedia che promette di mescolare sapientemente umorismo e introspezione psicologica. Arriva al Teatro de’ Servi, dal 28 aprile al 10 maggio, lo spettacolo teatrale intitolato Tutti Tranne Lui. Questa pièce, interamente scritta e diretta da Andrea De Rosa, si propone come un’interessante esplorazione delle dinamiche umane attraverso il collaudato espediente narrativo della cena tra amici. Andrea De Rosa torna in scena in prima persona e lo fa ricomponendo la storica coppia artistica formatasi sul set di Notte Prima degli Esami, venendo affiancato infatti dalla talentuosa Chiara Mastalli.
Sul palco, ad arricchire il cast e a dare ulteriore spessore alla narrazione, il pubblico troverà anche Renato Solpietro, già volto noto per le sue partecipazioni in produzioni come The Competition e Ripley, insieme a Celeste Savino, precedentemente apprezzata in televisione nelle fiction Califano e Studio Battaglia. Insieme, questi quattro interpreti avranno l’arduo compito di dare vita a una storia avvincente che mescola sapientemente ironia, amore, segreti inconfessabili e il valore complesso dell’amicizia. L’impianto scenico, curato nei dettagli da Paolo Rosa, farà da cornice a questo teso incontro, mentre la comunicazione visiva è stata affidata alla locandina ideata da Edoardo Peltrini.
Un Ferragosto romano tra segreti e illusioni
L’ambientazione cronologica e meteorologica dell’opera gioca un ruolo fondamentale nell’economia della trama. L’azione narrativa si svolge infatti nella fatidica data del tredici di agosto, collocandosi in un contesto urbano molto particolare: una Roma deserta e pesantemente oppressa dall’afa estiva. Il protagonista della vicenda, Danilo, fa ritorno alla propria abitazione dopo aver trascorso il suo primo giorno di mare, portando con sé la noia tipica di chi cerca una distrazione in una metropoli temporaneamente svuotata dai suoi abitanti. In questo clima sospeso, l’uomo decide di chiamare Beatrice, la donna di cui risulta essere profondamente infatuato da lungo tempo.
L’aspettativa iniziale di Danilo è quella di dare per scontato che lei, esattamente come la stragrande maggioranza dei suoi conoscenti e amici, si trovi attualmente fuori città per le ferie agostane. Invece, con sua grande sorpresa, Beatrice si trova ancora a Roma. Questo inaspettato colpo di fortuna spinge Danilo a cogliere l’attimo e a invitarla a cena fuori. Tuttavia, la donna accetta ma evidenzia un piccolo problema organizzativo: quella stessa sera deve incontrare Natasha, una sua amica in fase depressa perché appena uscita da una relazione sentimentale lunga e molto travagliata con un uomo di cui è, suo malgrado, ancora innamorata. Le opzioni si riducono a due: rimandare l’appuntamento per l’ennesima volta, oppure trovare un quarto commensale, possibilmente un amico simpatico, sensibile, “figo” e gentiluomo da presentare a Natasha per organizzare un’uscita a quattro.
Il fattore Rossano e la rottura delle convenzioni
Alla disperata ricerca di un salvatore per la sua serata romantica, Danilo inizia a rovistare nella propria rubrica telefonica. La realtà, però, si palesa in modo crudele: si rende conto che l’unico tra i suoi amici ancora presente in città è Rossano. Il vero problema risiede nel fatto che Rossano rappresenta esattamente la persona meno indicata da invitare in un contesto sociale tanto delicato. Egli viene infatti descritto come l’amico “un po’ cafone”, quel genere di individuo privo di filtri che dice sempre la sua opinione, anche e soprattutto quando quest’ultima non è minimamente richiesta dai presenti. È incline a fare battute volgari e a utilizzare continui doppisensi; inoltre, quando beve, la situazione diventa ancora più difficile da gestire.
Nonostante l’evidente e altissimo rischio, e sebbene in passato Rossano gli abbia già “bruciato” inesorabilmente altre importanti occasioni, per Danilo la voglia di vedere finalmente Beatrice è troppa. Il protagonista si trova combattuto, ma conclude che forse vale la pena rischiare. Come sottolinea l’autore e regista Andrea De Rosa, l’atmosfera iniziale si presenta in modo leggero e spensierato, assumendo i contorni tipici di una cena d’estate tra quattro “giovani superstiti” rimasti nella capitale svuotata. Ma la serata è tutt’altro che normale: la cena è in realtà un mero pretesto orchestrato da Danilo per arrivare a Beatrice. A complicare l’intreccio, la stessa Beatrice nasconde un segreto, e porta con sé Natasha, la quale a sua volta cela qualche “scheletro nell’armadio”.
Dinamiche di svelamento e introspezione
In questo intricato groviglio di aspettative deluse, attrazioni e verità parzialmente celate, l’inadeguatezza sociale di Rossano si trasforma nel vero motore degli eventi. Paradossalmente, il suo essere costantemente fuori luogo, triviale e scomposto, lo rende l’unico elemento disturbante ma al contempo puro all’interno del gruppo. Rossano dice ininterrottamente quello che pensa, dimostrandosi un po’ meno civile e meno “sgamato” rispetto agli altri, ma è proprio questa totale mancanza di sovrastrutture e l’assenza di una maschera sociale a renderlo decisivo. Il suo “bambino interiore”, infatti, non si è lasciato plasmare in alcun modo dalla società, non è affatto conforme alla massa e non stringe rapporti per pura convenienza.
L’impatto di questa scheggia impazzita sulle rigide dinamiche del gruppo borghese si rivela devastante. Senza rendersene minimamente conto, la brutalità verbale e l’onestà involontaria di Rossano spingono inevitabilmente ognuno dei commensali a dover fare i conti profondamente con se stesso. Lo spettacolo promette di mantenere alta l’attenzione del pubblico, navigando con abilità in un clima intrigante che si mantiene costantemente in bilico fra un’ironia pungente e una palpabile tensione. Questo susseguirsi di rivelazioni ed emozioni contrastanti guiderà gli spettatori e i protagonisti direttamente fino all’inevitabile e catartico epilogo della serata.
Info utili
- Dove: Teatro de’ Servi, Via del Mortaro, 22 | 00187 Roma.
- Orari spettacoli: Da martedì a venerdì alle ore 21:00; sabato alle ore 17:30 e alle 21:00; domenica alle ore 17:30.
- Biglietti: Il costo del biglietto è di 25 euro.
(Credit photo Luca Bettini/SprintCyclingAgency©2024)
