- Cosa: Eroina – non solo stand up comedy show, il nuovo spettacolo dell’autrice e attrice Chiara Becchimanzi.
- Dove e Quando: 13 aprile, presso la Sala Umberto di Roma.
- Perché: Un’indagine ironica e stratificata sugli archetipi femminili nella mitologia, per ribaltare le narrazioni che abbiamo ereditato e analizzare le nevrosi contemporanee.
La figura dell’eroina classica, cristallizzata nei secoli attraverso le pagine della mitologia e della letteratura, è sempre stata filtrata da una prospettiva che poco aveva a che fare con l’esperienza vissuta delle donne. Penelope che tesse e disfa, Circe che trasforma, Medea che si vendica, Arianna che salva e viene dimenticata: queste icone popolate di drammi e destini tragici hanno formato l’immaginario collettivo dell’Occidente. Ma cosa accadrebbe se smettessimo di guardare a queste donne come mere proiezioni di un desiderio o di una paura maschile? È questo l’interrogativo bruciante da cui nasce Eroina – non solo stand up comedy show, il nuovo progetto di Chiara Becchimanzi.
Reduce dal successo travolgente della sua trilogia dedicata alle terapie, l’artista torna a calcare i palchi italiani con un format che sfida le definizioni. Non siamo di fronte a un semplice monologo comico, ma a un dispositivo scenico ibrido che fonde teatro di prosa, stand up, burlesque e la forma della conferenza buffa. L’obiettivo è chiaro: analizzare, attraverso la lente deformante dell’ironia, tutti quei momenti in cui la donna moderna si ritrova, suo malgrado, a replicare schemi classici. Complessi ellenizzanti e copioni emotivi diventano, tra una battuta e una provocazione, lo specchio in cui il pubblico è invitato a riconoscersi, ridefinendo il confine tra l’antico mito e la nevrosi quotidiana.
Oltre il mito, tra satira e autoanalisi
Il cuore pulsante di Eroina risiede nella sua capacità di far dialogare epoche apparentemente inconciliabili. Lo spettacolo trasforma il palcoscenico in un vero e proprio spazio di analisi collettiva, dove il peso schiacciante degli archetipi viene alleggerito dalla risata e dalla consapevolezza. Chiara Becchimanzi si interroga apertamente sulla natura delle narrazioni interiorizzate: quanto siamo diverse, e quanto diversi saremmo tutti, se quei miti fondativi fossero stati scritti, raccontati e vissuti da donne? È una domanda che non cerca risposte accademiche, ma che si sostanzia in una riflessione politica profonda, capace di attraversare le aspettative di genere senza mai perdere il ritmo serrato della comicità.
La scrittura di Becchimanzi si distingue per la sua spietata lucidità, capace di smontare il “sacro” per riportarlo nel quotidiano. In questo contesto, le figure mitologiche non sono più distanti entità ultraterrene, ma compagne di sventura della donna contemporanea. Lo spettacolo diventa quindi un’indagine ironica su tutto ciò che abbiamo imparato ad accettare come “naturale” – dai ruoli di genere alle strutture sociali – e che, attraverso lo sguardo dell’attrice, rivela invece la sua costruzione artificiosa. È un invito a riscrivere, ridendo, le storie che ci hanno insegnato a raccontarci, scardinando quei meccanismi di potere che ancora oggi, spesso in modo inconsapevole, influenzano le nostre vite.
Un percorso artistico che si fa impegno
Chiara Becchimanzi si conferma un’artista poliedrica, capace di abitare la scena con una consapevolezza che trascende il puro intrattenimento. La sua cifra stilistica è sempre stata segnata da una mescolanza feconda di registri, dove l’impegno civile incontra la necessità di una comunicazione diretta e senza filtri. Questa nuova tappa artistica non è un episodio isolato, ma la naturale evoluzione di un percorso che vede l’artista attiva su più fronti: dalla televisione alla radio, fino al cruciale impegno nel mondo della scuola.
Parallelamente al tour teatrale, infatti, l’artista prosegue il suo lavoro di divulgazione con il progetto Rigenerazioni, che porta negli istituti superiori di tutta Italia un confronto diretto e necessario su educazione sessuo-affettiva e stereotipi di genere. Questo legame tra la performance serale e il lavoro educativo sottolinea la vocazione politica dell’intero progetto: trasformare la scena in un luogo di ribaltamento e possibilità. Eroina non è quindi solo uno spettacolo da guardare, ma un’esperienza da attraversare, un invito a confrontarsi con i propri fantasmi mitologici per riuscire, finalmente, a essere i protagonisti della propria, autentica storia.
Info utili
- Data: 13 aprile
- Luogo: Sala Umberto, Roma
- Biglietti: Informazioni e prevendite disponibili al link indicato sul profilo dell’artista (linktr.ee/chiarabecchimanzi)
(Credit ph Carlo Mogiani)
