- Cosa: Mostra monografica La materia come linguaggio dell’anima dell’artista Riccardo Zancano.
- Dove e Quando: Museo Fondazione Venanzo Crocetti, Via Cassia 492, Roma. Dal 6 al 18 giugno 2026.
- Perché: Un’occasione imperdibile per ammirare un inedito connubio artistico in cui la pittura figurativa si fonde magistralmente con l’inserimento di pietre preziose finemente intagliate.
Il panorama culturale romano si arricchisce di un appuntamento di profondo spessore artistico. Dal 6 al 18 giugno 2026, gli eleganti spazi del Museo e Fondazione Venanzo Crocetti accolgono La materia come linguaggio dell’anima, l’attesa mostra monografica dedicata all’opera di Riccardo Zancano. Curata da Alberto Moioli e Luigi Salvatori, l’esposizione rappresenta un viaggio visivo ed emotivo unico nel suo genere, reso possibile grazie alla preziosa collaborazione con l’Archivio Paolo Salvati. L’iniziativa vanta un prestigioso supporto istituzionale, essendo promossa dall’ICAS (Intergruppo Parlamentare Cultura Arte e Sport) e godendo degli auspici della Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, a testimonianza del grande valore culturale e sociale del progetto espositivo.
Una profonda ricerca interiore e stilistica
Il percorso della mostra si snoda attraverso un’accurata selezione di ventiquattro dipinti, accuratamente individuati dall’Archivio Paolo Salvati. Questo corpus di opere non è casuale, ma rappresenta la summa di una complessa ricerca interiore e di una maturazione stilistica che l’artista ha consolidato nel tempo. Le tele esposte al Museo Crocetti sono l’emanazione diretta di due precedenti e fortunatissime esposizioni tenutesi nel 2024, guidate dalla medesima e attenta curatela di Moioli e Salvatori. Questa continuità curatoriale garantisce una narrazione coerente e una profonda comprensione del percorso evolutivo del pittore.
Oltre all’esperienza puramente visiva, il progetto espositivo è accompagnato e arricchito da un corposo catalogo che documenta l’intera collezione. Il volume si distingue per i contributi critici e istituzionali di altissimo profilo, tra cui spiccano i testi dell’Onorevole Federico Mollicone, uniti alle riflessioni analitiche dei curatori Alberto Moioli e Luigi Salvatori. Questa struttura di supporto trasforma l’esposizione in un momento di studio e approfondimento, offrendo al pubblico gli strumenti critici necessari per decifrare i codici visivi di un artista che fa della materia il proprio alfabeto spirituale.
L’inedito connubio tra pittura e gemmologia
Il tratto distintivo e rivoluzionario dell’arte di Zancano risiede in una doppia competenza che raramente trova riscontro nella storia dell’arte contemporanea. Come sottolinea lucidamente il curatore Alberto Moioli, l’artista possiede una padronanza assoluta della pittura figurativa che si sposa, in modo del tutto naturale, con la complessa maestria nella lavorazione delle pietre preziose e semipreziose. Non si tratta di una semplice giustapposizione decorativa, ma di una sintesi organica maturata con estremo rigore e dedizione nel corso di oltre vent’anni di sperimentazione silenziosa e appassionata.
Le gemme non sono meri orpelli applicati sulla tela, ma costituiscono parte integrante e vitale del pensiero creativo. Ogni singola pietra viene studiata con cura certosina, intagliata personalmente dall’artista e infine incastonata sulla superficie pittorica con una precisione chirurgica. Questo gesto tecnico cela una profonda motivazione simbolica, trasformando il dipinto in una scultura bidimensionale dove la luce rifratta dalle pietre dialoga con le cromie della pittura, creando vibrazioni visive che mutano a seconda della prospettiva dell’osservatore. L’opera diventa così un organismo vivo, capace di riflettere tanto la luce fisica quanto quella spirituale.
Il paesaggio come emblema dell’esistenza umana
L’approccio alla tela di Zancano parte sempre da una base figurativa solida e inequivocabile. La figurazione, tuttavia, non è mai un punto di arrivo o un mero esercizio di stile, bensì un punto di partenza irrinunciabile per esplorare dimensioni altre. Ogni elemento dipinto è costantemente orientato verso la trasfigurazione simbolica, proiettando l’osservatore in un regno in cui la rappresentazione oggettiva sfuma per lasciare spazio all’evocazione. In questa dimensione ulteriore, un semplice scorcio naturale o un paesaggio si elevano a vero e proprio stato d’animo, vibrando di tensioni e silenzi interiori.
Allo stesso modo, la figura umana smette di essere un ritratto individuale per trasformarsi in un universale emblema di condizione esistenziale. Attraverso La materia come linguaggio dell’anima, l’artista invita il pubblico a superare la superficie visibile delle cose per connettersi con le energie primordiali della materia stessa. L’uso delle pietre e dei pigmenti diventa il vocabolario attraverso cui Zancano narra le fragilità, le speranze e la tensione al sacro insite nell’essere umano, confermando la sua voce come una delle più originali e spiritualmente dense nel panorama dell’arte contemporanea.
Info utili
- Indirizzo: Museo Fondazione Venanzo Crocetti, Via Cassia 492, 00189 Roma
- Date: Dal 6 al 18 giugno 2026
- Orari e Prezzi: Si consiglia di consultare i canali ufficiali della Fondazione Crocetti per eventuali variazioni o dettagli specifici sull’accesso.
