- Cosa: Finissage della mostra “Dante nei libri d’artista” e presentazione in anteprima dell’edizione digitale del prezioso incunabolo Z 79A.
- Dove e Quando: Biblioteca Vallicelliana, Roma, 22 aprile 2026, ore 16.30.
- Perché: Un incontro unico tra la tradizione editoriale del Quattrocento e la creatività contemporanea, celebrando l’eredità eterna del Sommo Poeta.
Il fascino immortale di Dante Alighieri continua a permeare le sale storiche della Capitale, offrendo spunti di riflessione che uniscono epoche distanti attraverso il filo conduttore dell’arte e della parola. La Biblioteca Vallicelliana, scrigno di tesori letterari nel cuore di Roma, si prepara a celebrare l’atto conclusivo di un percorso espositivo che ha saputo interrogare profondamente l’opera del Sommo Poeta. L’evento del 22 aprile non rappresenta soltanto la chiusura di un capitolo espositivo, ma si trasforma in un momento di alta divulgazione culturale, dove la conservazione del passato incontra le più moderne tecniche di archiviazione e fruizione digitale. È in questo contesto, solenne e vibrante di storia, che la figura di Dante viene riletta attraverso gli occhi di trenta artisti contemporanei, dimostrando come la Commedia, insieme agli altri scritti del Poeta, non sia un monumento statico, ma un organismo vivo, capace di ispirare nuove forme espressive e interpretazioni iconografiche sempre attuali.
L’incunabolo Z 79A: un tesoro torna alla luce
Il fulcro dell’evento di finissage risiede nella presentazione in anteprima dell’edizione digitale del celebre incunabolo Z 79A. Si tratta di un reperto di inestimabile valore: la prima edizione della Commedia di Dante Alighieri accompagnata dal commento di Cristoforo Landino, data alle stampe a Firenze nel 1481. Questo volume non è un semplice libro, ma un compendio di bellezza figurativa, arricchito da oltre trecento disegni che hanno rappresentato, nel corso dei secoli, una delle sfide iconografiche più affascinanti per gli studiosi. L’opera era già stata oggetto di un convegno specialistico nel 2021, a riprova della sua centralità nel panorama letterario e artistico.
Il progetto di digitalizzazione, curato con rigore filologico e competenza tecnica da Paola Paesano, Livia Marcelli e Francesca Fiore, rappresenta una svolta fondamentale per la fruizione del patrimonio librario. Attraverso una complessa opera di fotoriproduzione e postproduzione, focalizzata in particolare sulla valorizzazione dei disegni originali, l’edizione digitale permette oggi di esplorare ogni dettaglio di questo tesoro, superando le barriere fisiche che la conservazione del cartaceo impone. L’analisi iconografica, affidata a Gianni Pittiglio, guida lo spettatore in un percorso di decodifica delle immagini, restituendo al lettore moderno il senso profondo e la meraviglia che animavano le pagine di quell’edizione rinascimentale, rendendo l’incunabolo accessibile a un pubblico vasto e internazionale.
Trenta artisti, una sola visione: l’universo dantesco
Accanto alla rarità storica del manoscritto, la mostra “Dante nei libri d’artista” si pone come il cuore pulsante dell’esposizione. Curata da Stefania Severi e promossa dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori, con il prestigioso patrocinio del Comitato Nazionale Dante 2021, la rassegna vanta la partecipazione di trenta artisti di rilievo. Ogni autore ha dato voce alla propria sensibilità, confrontandosi direttamente con le opere di Dante: dalla Vita Nova alle Rime, dal Convivio al De Monarchia, fino alla maestosità della Divina Commedia.
Il percorso espositivo offre una pluralità di sguardi: le figure femminili, i luoghi cari al Poeta, le allegorie e il ritratto stesso di Dante diventano materia viva tra le mani degli artisti. Tra i nomi presenti troviamo firme del calibro di Letizia Ardillo, Maria Pina Bentivenga, Franca Buscaglia e molti altri, che hanno saputo tradurre il verso dantesco in installazioni e volumi d’artista. Questa sezione della mostra funge da ponte ideale tra il rigore della ricerca accademica e la libertà dell’interpretazione artistica, trasformando la Biblioteca in un laboratorio in cui il testo letterario viene decostruito e rimontato, confermando la perenne attualità del messaggio dantesco nel panorama contemporaneo.
La memoria custodita: un patrimonio da scoprire
La mostra è ulteriormente impreziosita da una selezione di testi danteschi che fanno parte del patrimonio storico della Biblioteca Vallicelliana. Tra questi spicca il manoscritto Ms C 92, che contiene le Vite di Sante Vergini e Martiri e le Rime, un volume che vanta un legame storico affascinante, essendo appartenuto a San Filippo Neri. Al suo interno è custodito, tra le carte 266r e 269r, l’ultimo canto del Paradiso. Tale presenza non è casuale: essa sottolinea la continuità tra la grande letteratura italiana e la missione educativa e spirituale che la Biblioteca ha svolto nei secoli.
L’integrazione tra i manoscritti antichi, come quelli appartenuti al santo fondatore della congregazione dell’Oratorio, e le moderne tecnologie di riproduzione digitale non è solo una scelta tecnica, ma una dichiarazione di intenti. È la volontà di preservare la memoria attraverso l’innovazione, garantendo che il sapere non resti confinato negli scaffali, ma continui a circolare. L’iniziativa rappresenta dunque un invito a riscoprire, o a scoprire per la prima volta, la complessità di Dante, non solo come pilastro della letteratura, ma come fonte inesauribile di ispirazione visiva, capace di dialogare con il tempo e con le nuove generazioni di lettori e artisti che popolano la Capitale.
Info utili
- Luogo: Biblioteca Vallicelliana, Salone Borromini, Piazza della Chiesa Nuova 18, Roma.
- Date: Fino al 22 aprile 2026.
- Orari di apertura:
- Lunedì, martedì e venerdì: dalle 10.00 alle 13.00.
- Mercoledì e giovedì: dalle 15.00 alle 18.00.
- Modalità di accesso: È necessaria la prenotazione anticipata con almeno 24 ore di preavviso inviando una mail all’indirizzo didattica dedicato della biblioteca. Si consiglia di attendere la conferma prima di recarsi in sede.
- Chiusura: Sabato, domenica e festivi.
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