- Cosa: Lo spettacolo teatrale Le vacanze dei signori Lagonìa, un’intensa drammaturgia scritta da Francesco Colella e Francesco Lagi, per la regia di quest’ultimo.
- Dove e Quando: Allo Spazio Diamante di Roma (Sala White), dal 6 al 9 maggio 2026.
- Perché: Per esplorare le fragilità del rapporto di coppia attraverso l’interpretazione profonda e ironica di due formidabili attori della scena contemporanea.
Il palcoscenico romano si prepara ad accogliere nuovamente una delle pièce più apprezzate della scorsa stagione teatrale. Dal 6 al 9 maggio, la Sala White dello Spazio Diamante ospiterà Le vacanze dei signori Lagonìa, un’opera scritta a quattro mani da Francesco Colella e Francesco Lagi, diretta con maestria da quest’ultimo. L’evento rappresenta un’occasione imperdibile per immergersi nelle profondità dell’animo umano e nelle complesse sfaccettature delle relazioni sentimentali contemporanee. Il ritorno di questa produzione, sostenuta dalla Compagnia Lombardi-Tiezzi e nata in seno al progetto artistico Teatrodilina, promette di regalare al pubblico capitolino un’esperienza teatrale avvolgente, arricchita dall’entusiasmo per la recente e calorosa accoglienza cinematografica del regista con la pellicola Il Dio dell’Amore.
Le dinamiche di coppia sotto il sole della Calabria
L’ambientazione scelta per narrare le vicende dei protagonisti è un elemento cardine che conferisce un sapore agrodolce all’intera rappresentazione. La scena si apre su una tipica spiaggia della costa calabrese, un microcosmo affollato e caotico, popolato da famiglie rumorose e dominato dalla presenza popolare delle borse termiche, pronte per l’immancabile pranzo in riva al mare. Questo sfondo, apparentemente scanzonato e vacanziero, funge da formidabile cassa di risonanza per l’isolamento emotivo dei due protagonisti. La spensieratezza dell’estate del Sud si scontra in modo stridente con i silenzi carichi di significato e le parole non dette che aleggiano tra i signori Lagonìa, creando un contrasto narrativo di grande impatto visivo e psicologico.
In questo contesto balneare prende forma un dialogo serrato e asimmetrico. Lei è una donna caratterizzata da una natura spiccatamente ciarliera, un fiume in piena di parole che cerca disperatamente di riempire i vuoti di un rapporto logorato dal tempo. Lui, al contrario, si rifugia in un mutismo quasi assoluto, trasformando la sua presenza fisica in un’assenza ingombrante. Attraverso questo scambio impari, la coppia si ritrova a ripercorrere le tappe fondamentali della propria storia condivisa. Emergeranno lentamente i ricordi legati a gioie passeggere, dolori radicati, fraintendimenti mai chiariti e gelosie sopite, dipingendo l’affresco di un amore che oscilla pericolosamente tra la passione accesa e il peso della routine.
L’inconfondibile poetica di Teatrodilina
A dare corpo e voce a questa complessa partitura dei sentimenti troviamo due interpreti di assoluto rilievo nel panorama italiano: Francesco Colella e Giovanni Ludeno. La loro prova attoriale è un esercizio di immedesimazione assoluta, capace di spingere lo spettatore oltre la quarta parete, direttamente nell’intimità dei personaggi. Nonostante il peso specifico dei temi trattati, i protagonisti non risultano mai appesantiti da un inutile pietismo; al contrario, si rivelano figure profondamente ironiche, capaci di sguardi incantati sul mondo e di inaspettate derive visionarie, che alleggeriscono la tensione drammatica e strappano continui sorrisi amari.
La regia di Francesco Lagi conferma la sua straordinaria abilità nello scandagliare senza filtri le fragilità che caratterizzano i legami affettivi. Il suo approccio al testo si traduce in una messa in scena rigorosa, dove ogni dettaglio artigianale – dal disegno sonoro curato da Giuseppe D’Amato, alle scene di Salvo Ingala, fino ai costumi di Sara Fanelli e alle luci di Martin Emanuel Palma – concorre a creare un’atmosfera densa ed evocativa. È il marchio di fabbrica distintivo di Teatrodilina, che da anni persegue una ricerca estetica volta a raccontare l’umanità contemporanea con una lente d’ingrandimento poetica e sempre disincantata.
Un percorso artistico tra palcoscenico e grande schermo
Il ritorno in scena de Le vacanze dei signori Lagonìa si inserisce all’interno di un percorso autoriale ben più ampio, portato avanti con coerenza dalla compagnia teatrale fin dal 2010. Le opere scritte e prodotte da questo gruppo di lavoro si distinguono per una spiccata natura corale e per la capacità di attingere linfa vitale dall’esperienza diretta e dalle memorie collettive. Ogni spettacolo diventa così un tassello di un mosaico vasto, in cui si esplorano le mille sfaccettature dell’interazione umana, rendendo le loro produzioni universalmente riconoscibili ed emotivamente accessibili a un pubblico trasversale.
Questa inesauribile spinta narrativa non si esaurisce esclusivamente sulle tavole del palcoscenico. Nel corso dell’ultimo decennio, la compagnia ha saputo trasformare le proprie intuizioni in prodotti audiovisivi di notevole pregio. Molte drammaturgie hanno infatti trovato una naturale continuazione al cinema, dando vita a documentari come Zigulì e a pellicole di finzione estremamente curate come Quasi Natale e il recente Gli uccelli migratori. Questo continuo dialogo tra il linguaggio del teatro e quello del cinema arricchisce in modo determinante l’offerta culturale italiana, confermando come le buone storie, quando affrontate con urgenza e sincerità, sappiano sempre superare i confini del proprio mezzo espressivo originario.
Info utili
- Date: Dal 6 al 9 maggio 2026
- Orari: Mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.30; sabato ore 19.00
- Luogo: Spazio Diamante (Sala White), Via Prenestina 230/B, 00176 Roma RM
- Biglietti (Formula Flessibile): Biglietto Supporter € 19 – Biglietto Standard € 15 – Biglietto Agevolato € 12
(Credit ph Arianna del Grosso)
