- Cosa: Rassegna teatrale “CondiVisa” dedicata alle nuove drammaturgie e lo spettacolo conclusivo di stagione “Laguna Cafè”.
- Dove e Quando: Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma, dal 7 al 24 maggio 2026.
- Perché: Un mese di programmazione intensa che trasforma il palcoscenico in un megafono per indagare le contraddizioni sociali, il lavoro precario e la rivendicazione dei diritti.
Il tessuto culturale delle periferie romane continua a dimostrarsi uno dei laboratori creativi più vivaci e necessari dell’intera Capitale. Il Teatro Biblioteca Quarticciolo, sotto l’attenta direzione artistica di Antonino Pirillo e Giorgio Andriani, si appresta a vivere un mese di maggio all’insegna della pluralità dei linguaggi e dell’impegno civile. Il palcoscenico di via Ostuni si trasforma, ancora una volta, in un crocevia di storie e visioni, offrendo al pubblico una programmazione stratificata che spazia dalla satira pungente alla riflessione intima sulle relazioni umane. Il cartellone si divide in due momenti fondamentali: la rassegna indipendente e il potente spettacolo che chiude ufficialmente la stagione primaverile.
CondiVisa: sinergie e satira contemporanea
Dal 7 al 10 maggio, gli spazi del teatro accolgono il ritorno di CondiVisa. Teatri in movimento lungo l’acquedotto, un progetto virtuoso nato dalla preziosa sinergia tra il Teatro Biblioteca Quarticciolo e lo spazio Fortezza Est di Tor Pignattara. Questa rassegna non è una semplice vetrina di spettacoli, ma un vero e proprio atto politico e culturale volto a creare una comunità teatrale attiva all’interno del V Municipio. Unendo le forze, queste due fucine artistiche offrono un palco privilegiato alle nuove firme della drammaturgia, dimostrando come l’arte performativa possa agire da collante sociale e strumento di rigenerazione urbana per i territori.
La rassegna si apre il 7 maggio con Ho rapito Paolo Mieli, un one-man show scritto, diretto e interpretato da Diego Frisina (con la co-regia di Mario Pizzuti). Lo spettacolo utilizza i ritmi serrati della stand-up comedy per imbastire una spietata satira sociale, smascherando con lucida ironia le ipocrisie della società occidentale contemporanea. Il giorno seguente, l’8 maggio, la scena passa a I Tre Barba con Le nozze di Figaro. La celebre opera di Mozart e Da Ponte subisce un audace ribaltamento prospettico, trasformandosi in un dramma della gelosia dalle forti tinte “crime” e “underground”. Attraverso meccanismi comici spiazzanti e un ritmo frenetico, il trio destruttura l’eleganza classica per regalare al pubblico una rilettura pop e irriverente di straordinario impatto visivo e narrativo.
Generazioni a confronto e tabù svelati
Il fine settimana di CondiVisa si concentra su tematiche anagrafiche e di genere, affrontando il disincanto giovanile e i retaggi patriarcali. Il 9 maggio è il turno di Bandiera bianca, un’opera scritta e interpretata da Alessandra De Luca, per la regia di Anđelka Vulić. Al centro della narrazione c’è il complesso rapporto con il mondo del lavoro e la disillusione di una generazione costretta a fare i conti con la propria fragilità. Sullo sfondo si muove una Roma ambivalente, capace di illudere e respingere i sogni di chi, arrivato dalla provincia, si scontra con la realtà dei compromessi quotidiani. La scrittura rifugge la retorica per abbracciare un tono tragicomico, restituendo un affresco generazionale tanto duro quanto esilarante.
A chiudere la rassegna, il 10 maggio, interviene il Collettivo Oltre Marea con lo spettacolo Venire meno. Eleonora Bracci, Giulia Celletti, Marta Della Lucia e Camilla Ferrara portano in scena un’indagine teatrale coraggiosa e politicamente scorretta sulla finzione dell’orgasmo femminile. Mescolando confessioni intime, testimonianze reali e rotture della quarta parete, le performer esplorano come l’atto di fingere sia, in realtà, la metafora di un radicato sistema di sottomissione culturale. L’inganno diventa la cartina di tornasole per analizzare la disparità di potere tra i sessi, invitando il pubblico a una riflessione profonda sui meccanismi di accondiscendenza che ancora permeano le dinamiche relazionali.
Laguna Cafè: l’indagine sul desiderio
Il gran finale della stagione “Congiunzioni” è affidato, il 23 e 24 maggio, a Laguna Cafè, un’opera di rara intensità emotiva scritta da Giuseppe Affinito e diretta da Benedetto Sicca. Programmato in significativa coincidenza con la Giornata Internazionale contro l’omolesbobitransfobia (e in collaborazione con il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli”), lo spettacolo porta in scena il confronto serrato tra due uomini, interpretati dallo stesso Affinito e da Gianluca Merolli. L’incontro diventa l’espediente per un viaggio a ritroso nella memoria, tra amori consumati, fratture insanabili e rimpianti taciuti troppo a lungo.
I due protagonisti incarnano due poli opposti dell’esistenza: da un lato l’urgenza di un desiderio che fatica a trovare compimento, dall’altro una vita che, irrigidendosi, si è trasformata in una prigione emotiva. La messinscena, supportata dalle scene di Luigi Ferrigno e dal disegno luci di Cesare Accetta, costruisce un vero e proprio “incastro di tempo”. Lo spazio teatrale si fa metafora di un’attesa sospesa, un luogo metafisico in cui i personaggi tentano disperatamente di distinguere il sentimento autentico dal semplice bisogno. Laguna Cafè si rivela così un’esplorazione poetica e dolorosa della fragilità umana, chiudendo la programmazione del Quarticciolo con un invito all’accettazione di sé e dell’altro.
Info utili
- Luogo: Teatro Biblioteca Quarticciolo, via Ostuni 8, Roma.
- Date: CondiVisa dal 7 al 10 maggio 2026; Laguna Cafè 23 e 24 maggio 2026.
- Orari spettacoli serali: Giovedì, venerdì e sabato alle ore 20:30.
- Orari spettacoli pomeridiani: Domenica alle ore 17:00.
(Foto: Lorenzo De Liberato, Alessio Esposito, Lorenzo Garufo in “Le nozze di Figaro“; Crediti Foto ©Emilio Amici)
