- Cosa: Lo spettacolo teatrale Il corpo di Matteotti, terzo appuntamento della rassegna under 35 Green Days – nel tempo che resiste.
- Dove e Quando: Presso l’Argot Studio (Via Natale del Grande 27, Roma), sabato 25 aprile alle ore 19:30 e domenica 26 aprile alle ore 17:30.
- Perché: Per ripercorrere una delle ferite originarie della nostra storia democratica attraverso lo sguardo innovativo e la sensibilità delle nuove generazioni teatrali, in un giorno dal forte valore simbolico.
In concomitanza con le celebrazioni per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, il palcoscenico romano si fa promotore di una profonda riflessione sulle radici stesse della nostra Repubblica. Il teatro, da sempre cassa di risonanza per le urgenze civili, accende i riflettori su uno dei momenti più bui e decisivi del Novecento italiano. Nel cuore pulsante del quartiere Trastevere, la programmazione accoglie un’opera capace di unire il rigore dell’indagine storiografica alla freschezza dei nuovi linguaggi performativi. La rassegna Green Days – nel tempo che resiste, giunta alla sua solida terza edizione, dimostra ancora una volta quanto la scena indipendente contemporanea sia in grado di affrontare temi di spessore assoluto, proponendo al pubblico un’esperienza di visione attiva e intellettualmente stimolante.
La Ferita Democratica in Scena
Al centro della narrazione drammaturgica si colloca un evento che ha drammaticamente deviato il corso della storia italiana: l’omicidio del deputato socialista. Lo spettacolo Il corpo di Matteotti, scritto e magistralmente diretto da Andrea Baldoffei, non si limita a proporre una cronaca didascalica dei fatti, ma intende scavare nella valenza simbolica e fisica di quell’assassinio politico. Liberamente ispirato all’omonimo e apprezzato saggio letterario a firma di Italo Arcuri, il testo riporta l’attenzione sulla memoria storica, intesa non come reliquia polverosa da custodire negli archivi, ma come materia viva, pulsante e costantemente necessaria per decodificare le complessità e i pericoli del presente. Nel giorno della Liberazione, ricordare il sacrificio del 1924 assume un significato monito contro ogni forma di prevaricazione autoritaria.
A dare voce e presenza fisica a questo intenso dramma civile troviamo sul palco lo stesso Baldoffei, sapientemente affiancato dalle capacità interpretative di Riccardo Milani. Il lavoro sul corpo dell’attore diventa esso stesso metafora della resistenza e del martirio, in uno spazio scenico reso ancor più evocativo dalle scelte tecniche della produzione. Il disegno sonoro, affidato all’ingegno di Alessandro Giannone, e l’attento disegno luci curato da Giulio Ferro, contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa e avvolgente, capace di trasportare lo spettatore all’interno delle tensioni e delle paure di un’epoca che ha segnato per sempre l’identità del nostro Paese. Le immagini di scena, catturate dallo sguardo di Silvia Bisordi, cristallizzano l’impatto emotivo di una performance concepita per scuotere le coscienze.
Il Sostegno alla Nuova Creatività
Un elemento di fondamentale importanza che qualifica l’intero progetto risiede nella sua profonda natura di incubatore per i talenti emergenti. L’opera, infatti, è stata resa possibile grazie al provvidenziale finanziamento ottenuto tramite il bando Per chi crea, promosso da SIAE in stretta sinergia con il Ministero della Cultura. Questa fondamentale iniezione di risorse destinate alle nuove produzioni del 2023 rappresenta un segnale vitale per la sopravvivenza e l’evoluzione della filiera artistica nazionale. Sostenere il lavoro degli artisti under 35 significa garantire un futuro plurale e innovativo alla drammaturgia italiana, permettendo a giovani professionisti di sperimentare, sbagliare e, infine, strutturare opere di grande valore civile e sociale senza soccombere alle spietate logiche puramente commerciali del mercato teatrale.
La rassegna Green Days si conferma dunque un ecosistema protetto ma aperto verso l’esterno, uno spazio in cui le nuove istanze creative trovano un ascolto attento e qualificato. La collaborazione con una realtà storicamente radicata nel territorio come l’Argot Studio, unita al networking strategico sviluppato con la rete nazionale Risonanze, crea un ponte indispensabile tra le intuizioni delle compagnie teatrali giovanili e il pubblico della capitale. In questo circuito virtuoso, lo spettacolo diventa non solo un prodotto artistico da consumare nel buio della sala, ma un vero e proprio manifesto generazionale, capace di rivendicare il ruolo imprescindibile dell’arte come strumento di analisi critica della società contemporanea.
Dominio Pubblico e la Comunità degli Spettatori
Dietro l’organizzazione impeccabile di questa stimolante rassegna opera Dominio Pubblico, un progetto visionario e innovativo nato oltre dieci anni fa dall’intuizione condivisa di Argot Studio e dell’indimenticato Teatro dell’Orologio. Sotto l’appassionata direzione artistica di Tiziano Panici, questa iniziativa si è rapidamente distinta come uno dei più efficaci laboratori nazionali di audience development e community engagement. Il suo obiettivo primario e rivoluzionario non è formare semplici attori o registi, bensì coltivare una nuova e vitale generazione di spettatori under 25. Attraverso percorsi di visione guidata e incontri diretti con i protagonisti della scena, i giovani partecipanti si trasformano da fruitori passivi a veri e propri cittadini attivi, capaci di orientarsi nel vasto mare della produzione culturale.
L’approccio multidisciplinare promosso da Dominio Pubblico mira a smontare la barriera invisibile che spesso separa il palcoscenico dalla platea. In perfetta coerenza con questa missione di dialogo e condivisione orizzontale, la replica domenicale dello spettacolo sarà impreziosita da un atteso talk post-visione. Questo momento di confronto aperto permetterà al pubblico di interagire direttamente con la compagnia, ponendo domande, esprimendo dubbi e approfondendo i meccanismi creativi che hanno portato alla genesi dell’opera. È proprio in questi momenti di dibattito collettivo che il teatro esprime la sua essenza più democratica e comunitaria, confermandosi come la piazza ideale dove la città si incontra, si riconosce e discute il proprio futuro.
Info utili
- Biglietti: Intero 8 euro; Ridotto 5 euro.
- Date e orari: Sabato 25 aprile, ore 19:30; domenica 26 aprile, ore 17:30 (a seguire talk con la compagnia).
- Indirizzo: Argot Studio, Via Natale del Grande 27, Roma (Trastevere).
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