- Cosa: Lo spettacolo teatrale La Sparanoia, un progetto ideato, scritto e diretto da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, con il fondamentale contributo intellettuale di Christian Raimo.
- Dove e Quando: Al Teatro Basilica, in Piazza di Porta San Giovanni 10 a Roma. In scena giovedì 23 e venerdì 24 aprile 2026 alle ore 21:00, e sabato 25 aprile alle ore 16:30.
- Perché: Per assistere a un’indagine teatrale spietata, irriverente e necessaria, capace di smascherare le contraddizioni del nostro tempo e di riaccendere la fiamma della ribellione in una generazione ormai addomesticata.
Il panorama culturale e teatrale della capitale si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più taglienti e provocatori della stagione primaverile. In un’epoca storica in cui l’intrattenimento tende spesso ad assecondare le certezze del pubblico, il palcoscenico romano torna a rivendicare la sua funzione più autentica e primordiale: quella di disturbare le coscienze, sollevare dubbi e decostruire le narrazioni dominanti. Al centro di questa necessaria operazione di scavo intellettuale si colloca la nuova proposta in cartellone, un’opera che promette di non lasciare indifferenti gli spettatori grazie a un linguaggio crudo, dinamico e profondamente radicato nelle nevrosi del nostro presente.
Un’Indagine Spietata sulle Derive del Presente
La forza propulsiva de La Sparanoia risiede nella sua lucidissima e impietosa analisi della società contemporanea. Il testo, nato dalla brillante penna di Niccolò Fettarappa, parte da un assunto tanto provocatorio quanto dolorosamente reale: l’assenza totale di buone notizie e la fine inesorabile delle grandi ideologie collettive, prima fra tutte quella Sinistra storica che sembra ormai aver smarrito la propria bussola morale e politica. Questo vuoto ideologico non genera però un’attiva resistenza, bensì una rassegnazione paralizzante. La gioventù descritta e portata in scena è una generazione addomesticata, privata persino di quegli slanci vitali ed eversivi che storicamente hanno caratterizzato l’età giovanile, una generazione che preferisce rifugiarsi nelle sicurezze effimere delle pareti domestiche piuttosto che affrontare le intemperie del mondo esterno.
A conferire ulteriore spessore e rigore critico a questa complessa impalcatura drammaturgica interviene il prezioso contributo intellettuale di Christian Raimo. La sua presenza ideale all’interno del progetto contribuisce a elevare il testo da semplice sfogo generazionale a vera e propria analisi sociologica. Lo spettacolo si scaglia contro l’alienazione moderna, dove i confini dell’esistenza si riducono a un “metro quadro” di solitudine iperconnessa e dove le ossessioni quotidiane si banalizzano in fobie domestiche, come quella grottesca per i “lavaggi delicati”. In questo deserto di passioni, il teatro recupera la sua funzione civile più alta, interrogando il pubblico sulle ragioni profonde di questa epocale e silenziosa resa incondizionata.
L’Atletica della Parola e il Corpo in Scena
Se il contenuto dell’opera è intriso di amara consapevolezza, il contenitore formale scelto per veicolarlo non è da meno in termini di impatto emotivo e visivo. La regia, curata a quattro mani dagli stessi Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, rifugge i canoni rassicuranti della recitazione borghese per abbracciare un dinamismo scenico estremo. Gli interpreti non si limitano a declamare le battute, ma le vivono attraverso un uso forsennato ed esplosivo del corpo. Quella che gli autori definiscono un’atletica agitata della parola è un vero e proprio esercizio di resistenza fisica sul palco, dove il sudore e l’affanno degli attori diventano la perfetta metafora visiva dello sfruttamento e dell’oppressione psicologica subita dalla loro generazione.
Questo approccio così viscerale e totale alla performance ha permesso al duo creativo di affermarsi rapidamente come una delle realtà più interessanti, apprezzate e innovative nel frastagliato panorama teatrale nazionale giovanile. La sinergia tra i due artisti sul palcoscenico è palpabile e si nutre di ritmi serrati, continui ribaltamenti di prospettiva e un cinismo di fondo che non scade mai nella disperazione fine a se stessa, ma viene costantemente bilanciato da una graffiante, irresistibile ironia. A testimonianza del grande valore di questa ricerca artistica, lo spettacolo vanta una prestigiosa co-produzione firmata da Sardegna Teatro e AGIDI, arricchita dal fondamentale sostegno di importanti network e residenze teatrali come Armunia, Spazio Zut e Circuito Claps.
Risvegliare la Rabbia Generazionale
Il fine ultimo di questa complessa operazione teatrale non è la semplice constatazione di un fallimento collettivo, ma l’innesco di una reazione vitale. I due protagonisti in scena si ergono a portavoce di un intero segmento demografico che si scopre quotidianamente oppresso e sfruttato, schiacciato da logiche economiche spietate e da un mercato del lavoro che divora il tempo e le speranze. Portare alla luce questi conflitti politici e sociali latenti significa offrire allo spettatore uno specchio in cui riflettersi, un mezzo potente per prendere coscienza della propria condizione e, possibilmente, per trasformare l’apatia dilagante in una rabbia costruttiva e rivoluzionaria.
Non è un caso che questo urlo di insofferenza trovi la sua casa d’elezione proprio presso il Teatro Basilica, uno spazio romano da sempre attento alla drammaturgia contemporanea e alle voci fuori dal coro, diretto con lungimiranza da Daniela Giovanetti e Alessandro Di Murro. E non è casuale nemmeno la collocazione temporale dell’evento, che culmina proprio nel pomeriggio del 25 aprile, data simbolo per eccellenza della liberazione e della lotta antifascista in Italia. Assistere a La Sparanoia in queste giornate assume dunque un valore catartico e civile doppiamente significativo, ricordandoci che la libertà non è una conquista passiva, ma richiede il coraggio costante di mettere in discussione l’ordine precostituito.
Info utili
- Prezzi: Biglietto intero 18€; Biglietto ridotto 12€; Acquisto online 15€.
- Date e orari: Giovedì 23 e venerdì 24 aprile 2026 alle ore 21:00; sabato 25 aprile 2026 alle ore 16:30.
- Indirizzo: Teatro Basilica, Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma.
- Informazioni: Per ulteriori dettagli è possibile contattare il numero telefonico +39 392 9768519.
(Credit ph ©Antonio Ficai; Courtesy Of FondazioneArmunia)
