- Cosa: Spettacolo teatrale “D la principessa Diana e la palpebra di Dio”.
- Dove e Quando: Spazio Diamante, sala grey, Roma; dal 3 all’8 marzo 2026.
- Perché: Un ritratto intimo che intreccia la biografia di un’icona del Novecento con le figure della mitologia classica, offrendo una riflessione profonda sulla fragilità umana.
La figura di Lady Diana Spencer continua a esercitare un fascino magnetico sulla cultura contemporanea, trascendendo i confini del gossip per radicarsi nell’immaginario collettivo come simbolo di grazia, dolore e ribellione. Dal 3 all’8 marzo 2026, lo Spazio Diamante di Roma ospita un progetto teatrale di grande intensità emotiva e intellettuale: D la principessa Diana e la palpebra di Dio. Lo spettacolo si propone di andare oltre la superficie mediatica della “principessa del popolo”, esplorando le pieghe più nascoste di una personalità complessa, segnata da tensioni esistenziali e sociali che ancora oggi risuonano con sorprendente attualità. Non si tratta di una semplice biografia scenica, ma di un memoriale post-mortem in cui Diana dialoga con i fantasmi del suo passato e con le voci dei suoi affetti più cari.
Un ritratto neo-shakespeariano tra mito e realtà
La struttura drammaturgica dello spettacolo, firmata dallo scrittore Cesare Catà, conferisce all’opera un respiro che potremmo definire neo-shakespeariano. La narrazione non si limita a ripercorrere le cronache reali, ma eleva l’esperienza di Diana a un livello archetipico. In questo monologo, l’immagine della principessa si sovrappone a quella di grandi figure femminili della mitologia classica: Medea, Arianna, Antigone e Artemide. Questo accostamento non è casuale, ma serve a sottolineare le dinamiche di potere, l’isolamento e la ricerca di libertà che hanno caratterizzato la vita di Diana. Il testo si interseca sapientemente con estratti di grandi tragediografi come Euripide, Ovidio, Sofocle e Seneca, creando un ponte temporale che collega l’epoca moderna al lascito immutabile della cultura antica.
Attraverso questa lente mitologica, il pubblico è invitato a osservare Diana non solo come un personaggio storico, ma come un’eroina tragica che cerca disperatamente di affermare la propria identità in un sistema rigido e spesso soffocante. La regia di Luigi Moretti lavora in questa direzione, cercando di restituire un ritratto che sia, al contempo, fiabesco e profondamente psicologico. La messa in scena si fa carico di raccontare le vicende umane di Lady D, trasformando il palco in uno spazio di introspezione dove la protagonista si confronta con il ricordo dei figli William e Henry, ma anche con le figure autoritarie della Regina Elisabetta e dell’ex-consorte Carlo. È un’operazione di scavo nell’animo umano che getta una luce inedita su uno spaccato cruciale della recente storia europea.
Oltre l’icona: il vissuto di Paola Giorgi
Al centro di questo progetto c’è la sensibilità interpretativa di Paola Giorgi, che porta in scena il personaggio con una partecipazione che va ben oltre la pura recitazione. L’attrice, che cura anche la direzione artistica di Bottega Teatro Marche, ha dichiarato di aver sempre nutrito una profonda ammirazione per lo spirito libero di Diana, identificandosi con il suo coraggio e la sua natura anticonvenzionale. Ma il legame tra le due donne si spinge in territori ancora più intimi: l’esperienza condivisa dei disturbi del comportamento alimentare. Se nella vita della principessa questa sofferenza si è manifestata attraverso la bulimia, per la Giorgi ha preso la forma dell’anoressia. Entrambe hanno affrontato questo dolore con consapevolezza, un percorso di riscatto che diventa la chiave di volta per raccontare la vera Diana.
Questa condivisione di un vissuto doloroso permette all’attrice di andare oltre il mito, scavando nella fragilità umana che si nasconde dietro l’immagine pubblica. Quando Paola Giorgi pensa a Diana, vede il volto di Antigone, la sua ostinata resistenza e il suo idealismo romantico. È questo atto di insubordinazione, il desiderio di affermare la libertà di essere sé stessi nonostante le aspettative della corte e della società, che diventa il perno centrale della narrazione. Lo spettacolo si trasforma così in una riflessione sulla necessità di essere visti e accolti, non come icone di perfezione, ma come esseri umani dotati di luci e ombre. La recitazione si fa strumento di empatia, offrendo al pubblico una prospettiva autentica sulla sofferenza e sulla rinascita.
Un incontro dedicato alla salute mentale
L’impegno dello spettacolo non si esaurisce sul palco. In occasione della prima, il 3 marzo, si terrà l’incontro post-spettacolo intitolato Un paio di braccia intorno. Il titolo non è casuale: riprende una definizione con cui Diana stessa chiamava la sua bulimia, descrivendo quel bisogno di protezione e quella fame d’amore che spesso accompagna tali disturbi. L’incontro vedrà la partecipazione del Dott. Leonardo Mendolicchio, psichiatra e psicoanalista specializzato in disturbi del comportamento alimentare, insieme a Paola Giorgi. Modererà la conversazione la giornalista e critico teatrale Veronica Meddi. L’obiettivo è quello di creare uno spazio di ascolto consapevole, affrontando con delicatezza e competenza il dolore che si cela dietro il mito.
L’incontro rappresenta un’estensione naturale del lavoro teatrale, portando il tema della salute mentale fuori dalla finzione scenica per radicarlo nella realtà del quotidiano. Si parlerà delle fragilità adolescenziali, del peso delle aspettative sociali e dell’importanza fondamentale di essere “visti” dall’altro. La produzione, curata da Bottega Teatro Marche, conferma la volontà di utilizzare l’arte come volano di sensibilizzazione sociale. Gli spettatori avranno l’opportunità di confrontarsi con esperti e con l’attrice stessa, in un dialogo che punta a smantellare i pregiudizi e a promuovere una cultura dell’accoglienza, ricordando che dietro ogni icona ci sono sempre una donna e una storia che meritano di essere ascoltate con rispetto e profonda umanità.
Info utili
- Date: Dal 3 al 8 marzo 2026.
- Orari: Da martedì a venerdì ore 20.30, sabato ore 19, domenica ore 17.
- Incontro speciale: “Un paio di braccia intorno” il 3 marzo dopo lo spettacolo.
- Indirizzo: Spazio Diamante (sala grey), Via Prenestina 230/B, 00176 Roma.
- Prezzi: Biglietto Supporter € 19, Biglietto Standard € 15, Biglietto Agevolato € 12.
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