Silvia Cinelli
Rizzoli
La ragazza di Cinecittà, l’ultimo romanzo di Silvia Cinelli (Rizzoli), racconta la parabola storico-culturale italiana dai due conflitti mondiali alla liberazione dal nazi-fascismo, attraverso la lente cinematografica.
I dolori e le speranze di un Paese ancora in gestazione vengono interpretati attraverso quelli di Filomena, una ragazza del Quadraro con l’ambizione di diventare attrice. Il mondo del cinema, con il suo carico di sogni, ma anche di attese e delusioni, assurge così a simbolo di riscatto da un passato dal quale emanciparsi.
Filomena – detta “ciumaché” – vive in una borgata sorta a Est di Roma nei primi vent’anni del Novecento, durante la migrazione interna proveniente dal Sud. La sua è una vita dura, come quella della maggioranza degli italiani dell’epoca, segnata dall’arresto del padre e dagli insegnamenti di una madre secondo cui “al poveraccio non si cuoce mai la pizza”.
Quando, nell’agro romano, nel 1936 nasce Cinecittà, “ciumaché”, cresciuta tra pecore e rovine millenarie, intravede l’esistenza di una realtà diversa, fatta di polvere di stelle e di sogni.
La “Hollywood sul Tevere” – concepita dal regime fascista come strumento di soft power – richiama quelli che diventeranno i protagonisti dell’epoca d’oro del cinema italiano: attori, sceneggiatori e registi. Incrociarli sul proprio cammino alimenterà i sogni di successo di Filomena, unico personaggio di fantasia del romanzo. Gli altri sono tutti reali: da Alberto Sordi – giovane comparsa in Scipione l’Africano – ad Anna Magnani – alle prese con i tradimenti del marito -, passando per Federico Fellini, giunto nella capitale come giornalista alle prime armi.
La ragazza di Cinecittà ha una struttura narrativa solida, di gusto quasi ottocentesco, dove un dettagliato contesto storico-sociale fa da sfondo a personaggi che subiscono i cambiamenti di un’epoca, decisi da altri. “Signore mio, fa’ che non arriva la guera”, sospira la madre di Filomena, Assunta, che durante il conflitto del ‘15-‘18 ha perso il padre. Intanto, da un balcone di Piazza Venezia, Mussolini, coi pugni puntati sui fianchi, arringa la folla: “Vincere! E vinceremo!”.
Quasi personaggio principale, Roma è così destinata ancora una volta a fare la storia. Erede di un passato maestoso, e piegata da un presente drammatico, la città, con i suoi giochi di luce, offre l’ambientazione perfetta per ogni set cinematografico.
Oppressa dal fascismo, piegata dall’occupazione nazista e tradita nella certezza che la città del Papa non sarebbe mai stata bombardata, riesce a risollevarsi anche grazie alla forza dei suoi abitanti. Sarà infatti proprio il Quadraro, noto come il “Nido di vespe” a causa della presenza dei Gruppi di Azione Patriottica e altre formazioni partigiane, a costituire il cuore della Resistenza romana.
In un sapiente intreccio tra realtà e fantasia, Silvia Cinelli dà voce al dolore degli ultimi, interpreta il desiderio di riscatto di un Paese e sa cogliere i fermenti di una liberazione che imprimerà una svolta decisiva alla storia. Di lì a qualche anno, il Neorealismo tradurrà quei momenti in capolavori cinematografici indimenticabili.
La ragazza di Cinecittà
di Silvia Cinelli
Rizzoli
Silvia Cinelli è scrittrice e sceneggiatrice. Ha lavorato a serie e soggetti televisivi collaborando, tra gli altri, con Endemol e Aurora TV.
Nel 2023 è uscito per Rizzoli il bestseller L’elisir dei sogni. La saga dei Camapari, ora disponibile in BUR.
