- Cosa: L’evento d’apertura della stagione di danza con Glass with Silence, uno straordinario viaggio nell’universo coreografico postmoderno di Lucinda Childs e dell’MP3 Dance Project.
- Dove e Quando: Presso il Teatro Vascello di Roma, in scena martedì 15 e mercoledì 16 settembre 2026 alle ore 21:00.
- Perché: Per riscoprire e vivere in prima persona l’evoluzione di una delle voci più radicali e innovative della scena americana, dove il movimento dei corpi si fonde intimamente con il genio compositivo di Philip Glass.
La ripartenza della stagione culturale e teatrale romana porta con sé una ventata di fresca innovazione e di profonda riflessione estetica, accendendo i riflettori su una delle forme d’arte più complesse e affascinanti della contemporaneità. La Capitale si prepara ad accogliere un appuntamento di assoluto rilievo internazionale, ideato per coinvolgere e ammaliare sia i cultori puristi del movimento corporeo sia il grande pubblico incuriosito dalle sperimentazioni d’avanguardia. A inaugurare la ricca e poliedrica offerta performativa di quest’anno sarà il progetto Glass with Silence, affidato all’eccellente interpretazione della compagnia MP3 Dance Project sotto l’attenta e visionaria direzione artistica di Michele Pogliani. Un inizio di stagione che si prefigge non soltanto di intrattenere, ma di educare e scuotere le coscienze spettatoriali, esplorando territori scenici rarefatti, sofisticati e carichi di un profondo significato concettuale. Il fulcro indiscusso di questa duplice serata settembrina è una sincera, appassionata e rigorosa celebrazione artistica che ambisce a intrecciare indissolubilmente il concetto di movimento puro con le dinamiche dello spazio e la percezione del tempo presente.
Questa prestigiosa produzione, curata nei minimi dettagli da MPTRE Project, rappresenta un’autentica perla nel panorama performativo nazionale. Il palcoscenico si trasformerà in una tela dinamica, capace di raccontare storie invisibili attraverso un linguaggio visivo e corporeo che trascende le convenzioni classiche. Il pubblico assisterà a uno spettacolo della durata di sessanta minuti in cui ogni istante è calibrato al millimetro, generando una tensione magnetica ininterrotta e trasportando la platea in una dimensione sospesa, quasi onirica.
L’eredità artistica e la visione di Lucinda Childs
Esplorare la natura e il significato profondo di Glass with Silence significa, innanzitutto, immergersi nel brillante intelletto creativo di Lucinda Childs, considerata all’unanimità dai critici e dagli storici dell’arte performativa come una delle voci più influenti, dirompenti e necessarie della danza postmoderna americana. La sua lunghissima e prolifica carriera ha segnato una linea di demarcazione netta con il passato, allontanandosi deliberatamente dalle rigide sovrastrutture del balletto classico per abbracciare un’indagine rigorosa sulla geometria del corpo umano nello spazio nudo. La coreografa statunitense ha saputo forgiare un lessico del tutto inedito, fondato sull’essenzialità del gesto, sulla sottrazione degli elementi superflui e sulla precisione matematica delle traiettorie. Il suo genio risiede nella capacità di rendere straordinario e poetico il movimento ordinario, trasformando la semplicità in una vetta inarrivabile di raffinata eleganza estetica.
L’appuntamento romano mira esattamente a ricostruire, decodificare e omaggiare questo preziosissimo vocabolario fisico. Sul palcoscenico non assisteremo a narrazioni didascaliche o a drammaturgie sovraccariche di emotività teatrale, bensì alla pura e incontaminata esaltazione del corpo inteso come puro strumento architettonico e musicale. I ballerini divengono, attraverso le rigide e al contempo liberatorie direttive della coreografa, vere e proprie incarnazioni ritmiche. Questo approccio radicalmente minimalista richiede agli interpreti una disciplina ferrea, una concentrazione assoluta e una resistenza fisica notevole, doti indispensabili per mantenere costantemente vivo quell’incantesimo visivo che caratterizza l’intera opera della celebre coreografa.
Un dialogo vibrante tra memoria e innovazione
La struttura drammaturgica dello spettacolo è stata intelligentemente concepita per costruire un formidabile ponte temporale, una fluida transizione capace di congiungere le fondamenta storiche della ricerca postmoderna con gli slanci creativi della contemporaneità assoluta. Il programma della serata si apre infatti con l’esecuzione di Katema, un’affascinante video-installazione che funge da solida radice dell’intero impianto scenico. L’opera si propone di rivisitare organicamente un pionieristico e seminale video originale risalente al 1978. La potenza concettuale di questa introduzione sta nel suo nuovo e ingegnoso montaggio visivo, supportato magnificamente dall’intervento performativo dal vivo di due talentuose danzatrici. Le immagini d’archivio non rimangono confinate bidimensionalmente sullo schermo, ma si sprigionano invadendo lo spazio reale, dialogando vibratamente con i corpi in carne ed ossa, in una continua e suggestiva dialettica tra l’archivio della memoria storica e la vivida urgenza dell’innovazione attuale.
A rafforzare questo viaggio antologico si aggiunge successivamente un altro tassello imprescindibile per comprendere la poetica dell’autrice. Segue infatti l’attesa e preziosa proiezione di Calico Mingling, un vero e proprio capolavoro visivo, nonché una delle coreografie concettuali più celebri, dibattute e iconiche mai firmate dall’artista nel lontano 1973. Questo documento storico di eccezionale valore garantisce al pubblico moderno una prospettiva privilegiata e diretta sull’origine stessa di un determinato linguaggio. L’opportunità di assistere a una retrospettiva così accurata costituisce un’occasione pedagogica prima ancora che estetica, permettendo di misurare l’incredibile impatto che la radicalità dei primordi ha avuto sulle evoluzioni coreutiche dei decenni immediatamente successivi.
L’incontro ipnotico con il minimalismo musicale
Se le immagini e i ricordi d’archivio gettano le basi intellettuali della performance, il cuore pulsante e vivo della serata è inevitabilmente costituito dalle due coreografie interamente inedite, appositamente ideate, firmate e calibrate dalla stessa Lucinda Childs per questa occasione esclusiva. Il genio della danzatrice si confronta in questo caso con un altro gigante indiscusso della cultura contemporanea: il compositore Philip Glass. Le nuove sequenze corporee prendono infatti vita e respiro a partire dall’ispirazione scaturita dalle celeberrime Études del musicista. Il vertiginoso incrocio tra queste due titaniche figure dell’arte produce un risultato di assoluto magnetismo: la nota musicale e il passo di danza smettono di essere entità distinte e sovrapposte, fondendosi in una singola, formidabile entità organica in perenne mutazione.
La struttura intrinsecamente ipnotica, ostinatamente ciclica e riccamente stratificata delle musiche minimaliste di Philip Glass diviene il terreno concettuale e fisico ideale per permettere alla coreografa di esplorare fino in fondo le tematiche a lei più care. Ritroviamo così l’uso sapiente e ossessivo della ripetizione strutturata, il trionfo assoluto del minimalismo visivo e, soprattutto, l’incessante metamorfosi del movimento plastico che ridisegna instancabilmente i volumi dello spazio teatrale. In questo continuo ed estenuante dialogo sotterraneo tra la danza che si fa musica e la musica che si fa corpo solido, l’eleganza formale e la bruciante intensità della ricerca artistica della Childs raggiungono vette di espressione altissime, dimostrando che la perfetta armonia tra udito e visione può ancora oggi generare stupore e meraviglia in chi sa osservare in profondità.
Info utili
- Dove: Teatro Vascello, Roma.
- Quando: 15 e 16 settembre 2026, ore 21:00.
- Durata: 60 minuti.
- Come arrivare con mezzi pubblici: È possibile usufruire dell’autobus 75 (fermata davanti al teatro, raggiungibile da Termini, Colosseo, Piramide) oppure delle linee 44, 710, 870, 871. In alternativa, il Treno Metropolitano offre la vicinissima fermata “Stazione Quattro Venti” (raggiungibile anche tramite interscambio con la Metro A – fermata Cipro).
- Come arrivare in auto: Parcheggio disponibile lungo Via delle Mura Gianicolensi o nei vicini parcheggi a pagamento siti in Via Giacinto Carini 43, Via Maurizio Quadrio 22 e Via R. Giovagnoli 20.
