Cosa: Lo spettacolo teatrale “I Prescelti”, una commedia dalle tinte fantascientifiche. Dove e Quando: Al Teatro Golden di Roma (Via Taranto, 36), dal 19 al 29 marzo 2026. Perché: Una riflessione ironica e originale sulla sopravvivenza umana e la rifondazione di una comunità davanti a un’imminente catastrofe nucleare.
Il sipario del Teatro Golden di Roma si prepara ad aprirsi su uno scenario insolito, dove la risata incontra la distopia. Dal 19 al 29 marzo 2026, la scena capitolina accoglie I Prescelti, l’ultima fatica creativa scritta e diretta da Danilo De Santis. Prodotta da GoldenStar AM srl, la pièce trascina lo spettatore in un paradosso narrativo: mentre il mondo corre verso un inevitabile attacco nucleare destinato a resettare la civiltà, un manipolo di personaggi si ritrova investito di una missione superiore, ovvero quella di rappresentare il seme di una nuova umanità.
L’opera si inserisce nel filone della commedia contemporanea che utilizza l’espediente del “limite” — in questo caso la fine del mondo — per esplorare le dinamiche relazionali, le fragilità e le contraddizioni dell’essere umano moderno. Tra dilemmi etici e preparativi surreali, il cast composto da Danilo De Santis, Danilo D’Agostino, Roberta Mastromichele e Loredana Piedimonte dà vita a un carosello di situazioni in cui il registro comico diventa lo strumento privilegiato per esorcizzare le paure collettive legate al futuro del pianeta.
Un piano di sopravvivenza tra Mauritius e Antrodoco
La trama prende il via da un contrasto quasi grottesco: le vicissitudini quotidiane di una coppia, Antonello e Lavinia, pronti a godersi una vacanza alle Mauritius. La loro routine viene bruscamente interrotta dall’irruzione di Ursula, migliore amica di Lavinia, che porta con sé una notizia sconvolgente: l’attivazione del cosiddetto Piano McLoud. Non c’è più spazio per il relax o le spiagge esotiche; la destinazione cambia radicalmente e la meta diventa Antrodoco, luogo designato per un addestramento intensivo alla sopravvivenza.
In questa fase della narrazione, il testo di De Santis gioca abilmente con il concetto di preparazione alla catastrofe. Il corso accelerato a cui la coppia viene sottoposta sotto la guida di Richard, l’aitante e rigoroso nuovo fidanzato di Ursula, diventa il pretesto per mettere a nudo l’inadeguatezza dell’uomo comune di fronte a eventi di portata globale. La trasformazione da turisti spensierati a potenziali superstiti è costellata di gag e scambi serrati, che sottolineano quanto la nostra idea di sicurezza sia spesso appesa a un filo sottilissimo.
Rifondare la comunità nel bunker del domani
La seconda parte della commedia si sposta idealmente verso la soglia del bunker, il rifugio definitivo dove i “Prescelti” dovranno convivere per garantire la prosecuzione della specie. Qui lo spettacolo abbandona la frenesia della fuga per concentrarsi sulla rifondazione di una micro-comunità. All’interno di uno spazio ristretto e sotto la pressione psicologica dell’imminente attacco nucleare, i protagonisti sono costretti a confrontarsi non solo con la minaccia esterna, ma soprattutto con i propri limiti caratteriali e i pregiudizi che li definivano nella vita precedente.
Questa sezione tematica esplora il valore dei legami umani quando tutto il resto scompare. La regia di Danilo De Santis punta a sottolineare come la convivenza forzata diventi uno specchio delle dinamiche sociali più ampie: il potere, l’alleanza, la gelosia e il desiderio di cooperazione. Il pubblico viene così coinvolto in un esperimento sociale in chiave satirica, dove il “vivere insieme” diventa la sfida più complessa da superare, ben più difficile del sopravvivere alle radiazioni o alla scarsità di risorse.
Fantascienza e risate: un finale inaspettato
L’elemento fantascientifico in I Prescelti non serve a costruire un’atmosfera cupa o angosciante, ma funge da catalizzatore per la comicità. L’assurdità della situazione — il passaggio repentino dalla normalità borghese alla gestione di un bunker post-atomico — permette di mantenere un ritmo alto e incalzante. La scrittura di De Santis si conferma attenta ai tempi comici, alternando momenti di pura farsa a riflessioni più sottili sul destino dell’umanità e sulla capacità di adattamento che ogni individuo possiede, spesso a sua insaputa.
Il climax finale promette di ribaltare le prospettive: la risoluzione delle vicende non lascerà nulla com’era all’inizio, portando i personaggi (e gli spettatori) verso una consapevolezza diversa. In un periodo storico in cui le ansie globali sono spesso protagoniste del dibattito pubblico, lo spettacolo del Teatro Golden sceglie la via dell’ironia per ricordare che, anche sull’orlo del precipizio, la capacità di ridere di se stessi rimane la risorsa di sopravvivenza più preziosa a nostra disposizione.
Info utili
- Dove: Teatro Golden, Via Taranto 36, Roma.
- Quando: Dal 19 al 29 marzo 2026.
- Orari: Giovedì e venerdì ore 21.00; sabato ore 17.00 e 21.00; domenica ore 17.00.
- Contatti: Telefono e WhatsApp 06.70493826.
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