Cosa: Mostra The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space dell’artista Chiara Passa, con opere immersive e interattive basate su intelligenza artificiale.
Dove e quando: Mattatoio di Roma, La Pelanda (Teatro 2), dal 25 giugno al 2 agosto 2026.
Perché: Un’occasione unica per esplorare le frontiere dell’arte digitale e dell’intelligenza artificiale, in un ecosistema in cui memorie industriali e architetture algoritmiche si fondono.
L’industria culturale e creativa trova una nuova e potente espressione al Mattatoio di Roma. Dal 25 giugno al 2 agosto 2026, gli ampi spazi dell’ex complesso industriale ospitano la mostra The Abstract Films: Sculpting Narratives in Space, curata da Paola Lagonigro e Laura Leuzzi. Il progetto espositivo di Chiara Passa porta alla Pelanda una quadrilogia di opere immersive che indaga le nuove frontiere delle architetture digitali.
La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio, si inserisce perfettamente tra le iniziative che animano gli eventi a Testaccio, dimostrando come la ricerca applicata e l’intelligenza artificiale possano rigenerare il tessuto urbano e culturale. L’esposizione rappresenta un momento di profonda riflessione su come l’innovazione tecnologica stia ridefinendo non solo la produzione artistica, ma anche le modalità di fruizione da parte del pubblico.
Architetture algoritmiche e memorie industriali
L’incontro tra l’archeologia industriale del Mattatoio e le astrazioni digitali generate dalle opere di Chiara Passa crea un dialogo inedito. Pensati come ambienti narrativi fluidi e multisensoriali, i film si confrontano direttamente con le superfici scabre e le volumetrie imponenti dell’ex mattatoio. I quattro LED wall posizionati a terra agiscono come vere e proprie membrane digitali, in grado di amplificare e reinterpretare le linee architettoniche originarie, proiettando lo spettatore verso nuove possibilità percettive.
In questo contesto, la struttura ospitante non è più un semplice contenitore, ma diventa una matrice attiva. Questo approccio è emblematico della capacità del made in Italy di fondere memoria storica e innovazione, trasformando le rovine industriali in laboratori di sperimentazione per i linguaggi del futuro, un tema centrale anche per le culture urbane estive della Capitale. L’interazione continua tra luce, materia e algoritmi restituisce uno spazio ibrido in costante mutazione.
L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’interazione
L’elemento tecnologico è il motore propulsivo dell’intero progetto, composto dai capitoli Yellow Film, Black & White Film, Blue Film e Red Film. Ogni opera sperimenta diverse modalità di partecipazione, sfidando le tradizionali dinamiche passive. L’utente viene chiamato a compiere delle scelte manipolando oggetti scultorei o rispondendo a stimoli visivi e sonori, in un sistema dove le domande formulate dall’intelligenza artificiale indirizzano il flusso narrativo in direzioni sempre impreviste.
Questa destrutturazione della narrativa lineare dimostra le enormi potenzialità dell’IA applicata all’audiovisivo interattivo. Che si tratti di remixare la trama attraverso trenta buste interattive, come nel caso di Yellow Film, o di lasciarsi guidare da prompt dinamici ed effetti cromatici, come in Red Film, il risultato è un ecosistema partecipativo. Il visitatore contribuisce attivamente alla generazione dell’opera, misurando l’impatto diretto delle proprie azioni all’interno di un ambiente computazionale in tempo reale.
L’artista e le ricadute per l’industria creativa
Attiva nella media art sin dalla fine degli anni Novanta, Chiara Passa è considerata una pioniera nella ricerca sulle relazioni tra spazio fisico e virtuale. Le sue indagini attraverso realtà aumentata e virtuale hanno anticipato temi oggi cruciali per l’economia digitale. Il suo lavoro, esposto in prestigiose istituzioni internazionali come il Whitney Museum of American Art e lo ZKM di Karlsruhe, dimostra il valore e l’esportabilità dell’innovazione culturale italiana.
A corredo della mostra, nel mese di settembre verrà presentato un catalogo illustrato arricchito da un contributo del pioniere dell’arte digitale croata Darko Friz. Per approfondire la visione dell’artista e le tecnologie impiegate, il 14 e il 22 luglio si terranno due visite guidate curate rispettivamente da Paola Lagonigro e Laura Leuzzi. L’esposizione rappresenta un caso studio rilevante per comprendere come l’economia creativa romana possa attrarre nuovi flussi di pubblico attraverso format espositivi all’avanguardia.
Info utili
- Dove: Mattatoio di Roma, La Pelanda (Teatro 2), Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma.
- Quando: Dal 25 giugno al 2 agosto 2026.
- Orari: Dal martedì alla domenica, dalle ore 11.00 alle 20.00. Lunedì chiuso. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.
- Sito ufficiale: mattatoioroma.it
Foto: courtesy RPpress. Opera: Chiara Passa, “Blue”
